Dimenticate la Barbie chiusa nella sua scatola rosa: la versione di Marianna Fortuna arriva con il sorriso, i tacchi, una cascata di glitter e, soprattutto, le fiamme. Perché questa Barbie non si limita a cambiare vestito: canta, balla, intervista, conduce, fa performance con il fuoco e porta sul palco tutta l’energia imparata fin da bambina nel mondo del circo.
Cresciuta tra tendoni, spettacoli e sacrifici, Marianna ha trasformato il sogno in un personaggio diventato il suo marchio: la Barbie italiana. Ma dietro il colore rosa c’è un’artista che vuole raccontarsi a 360 gradi, tra televisione, sociale, inclusione e nuovi progetti.
Abbiamo parlato con lei di Barbie, di Pride, di spettacolo e di quella magia tutta sua che riesce a trasformare una semplice entrata in scena in un piccolo show.
Intervista a Marianna Fortuna
Partiamo dalle tue origini. Ho letto che sei cresciuta nel mondo del circo.
Sì, sono cresciuta in una famiglia circense.

Che cosa ti ha insegnato questo stile di vita?
Mi ha insegnato tantissimo. Prima di tutto l’umiltà, il rispetto per gli altri e il valore del sacrificio. Crescere nel circo significa imparare fin da piccoli a lavorare, a credere nei propri sogni e a diventare una donna forte e capace di affrontare qualsiasi situazione.
Molti ti conoscono per il tuo personaggio di Barbie. È un ruolo che artisticamente ti rappresenta ancora o inizi a sentirlo un po’ stretto?
In realtà mi rappresenta ancora e mi piace molto. Però penso anche al futuro. Non lo accantonerò, ma vorrei che le persone imparassero a conoscermi anche come Marianna Fortuna, come artista a 360 gradi, non solo come Barbie.

Che cosa fai nello show di Barbie?
Realizzo performance con il fuoco, ballo, faccio la vocalist e mi esibisco insieme al mio gruppo di ragazze. Creiamo spettacoli scenografici diversi a seconda del contesto: dagli anni Settanta e Ottanta alle danze orientali, fino agli show con effetti speciali. Il fuoco resta il mio elemento principale, una passione che porto con me fin dai tempi del circo.
Oltre allo spettacolo sei impegnata anche nel sociale. Cosa ti emoziona di più: il palco o il contatto con le persone?
Sono emozioni completamente diverse. Il palco ti regala adrenalina e soddisfazione, ma lavorare nel sociale, soprattutto con ragazzi speciali o con disabilità, è qualcosa che lascia un segno profondo. Regalare un sorriso o una speranza ha un valore immenso. Non saprei fare un paragone, perché sono due esperienze che mi arricchiscono in modo diverso.

Quanto c’è di Barbie nella tua vita quotidiana? Anche la tua casa rispecchia questo mondo?
Tantissimo. La mia casa è arredata in stile Barbie perché è un personaggio nel quale mi rispecchio. Mi piace il suo mondo, la sua estetica e il suo modo di essere. È una scelta che sento mia.
Hai visto il film “Barbie” con Margot Robbie. Che impressione ti ha fatto?
Sì, l’ho visto e mi è piaciuto. Margot Robbie è una donna bellissima e molto affascinante, però personalmente non l’ho trovata perfettamente adatta al ruolo di Barbie. La vedo più in film d’azione. Per me Barbie non è soltanto bellezza esteriore, ma anche energia, carattere e vitalità. Nel film l’ho percepita un po’ troppo impostata, quasi da modella, mentre io immagino Barbie con una personalità più vivace.
Hai una Barbie del cuore?
Da bambina ne collezionavo tantissime. Aspettavo ogni Natale perché usciva un nuovo modello. Se devo sceglierne una, direi Barbie Sirena: era quella che mi affascinava di più.
Parliamo dei tuoi progetti. A cosa stai lavorando?
Oltre alle performance artistiche sono anche conduttrice televisiva. Attualmente conduco un programma che sta ottenendo ottimi riscontri, “Fuorigioco al Maradona”, insieme al mio collega Lino D’Agostino. A breve partirà anche un nuovo programma tutto mio dedicato al gossip e all’intrattenimento. Racconteremo curiosità, costume, spettacolo e personaggi, con tante interviste a ospiti nazionali e internazionali. Sarà un format estivo, leggero e divertente, pensato per accompagnare il pubblico anche sotto l’ombrellone.
Parlando del Pride. Che idea ti sei fatta di questa manifestazione?
Mi piace molto. Credo che il Pride sia un momento in cui ognuno può esprimere liberamente se stesso. Oggi non riguarda soltanto la comunità LGBTQIA+, ma è una festa aperta a tutti, all’inclusione e alla libertà di essere ciò che si è. Lo considero anche un messaggio importante per i giovani: invita a non avere paura di esprimere la propria personalità, che sia attraverso la moda, l’arte, la musica o qualsiasi altra forma creativa.
Parteciperai a un Pride?
Perché no? Mi farebbe piacere. Magari il prossimo anno ci sarò anch’io.

