I 23 delfini del parco Marineland di Antibes – che ha chiuso i battenti nel gennaio 2025 – e gli 11 di Planète Sauvage andranno allo Zoo di Beauval. Niente santuario per gli animali: la cattività per loro continua.
Dopo oltre un anno di attesa, il destino dei cetacei di Marineland d’Antibes prende una direzione chiara, ma non quella che tutti auspicavamo. Il ministero della Transizione ecologica ha infatti validato il progetto dello ZooParc de Beauval, nel Loir-et-Cher: 23 delfini, dodici provenienti da Antibes e 11 da Planète Sauvage, saranno trasferiti entro la primavera 2027. Purtroppo, però, non si tratta di una liberazione ma di un semplice spostamento da un parco marino a uno zoo.
Beauval promette una struttura “eccezionale”: sette bacini, tre grandi lagune, 2,5 ettari di superficie e un investimento stimato tra i 25 e i 40 milioni di euro. Correnti artificiali, acqua di mare, spazi ampliati. Il parco si impegna a limitare la riproduzione, a vietare l’inseminazione artificiale e a escludere spettacoli commerciali. I trasferimenti, assicura il ministero, saranno consentiti solo in un “quadro estremamente rigoroso legato al benessere animale”. Una cornice presentata come innovativa ma, la realtà è ben diversa: i delfini continueranno a vivere in cattività.
Per mesi le associazioni hanno chiesto un’alternativa: un santuario marino in semi-libertà, lontano dalla logica dei parchi zoologici. Il progetto canadese in Nuova Scozia è rimasto però incompiuto, ancora sulla carta. Altri santuari europei non sono pronti.
Una parte delle ONG denuncia quello che definisce un “falso santuario”, temendo che dietro il linguaggio del benessere si nasconda una prosecuzione dell’esposizione al pubblico. Altre organizzazioni hanno invece scelto di collaborare alla stesura di una carta etica. Il risultato è una frattura nel fronte animalista, mentre il tempo scorre e a rimetterci sono solamente i cetacei.
Se per i delfini il trasferimento sembra tracciato, seppur negativamente, il destino delle due orche, Wikie e suo figlio Keijo, resta sospeso. Un rapporto tecnico segnala criticità strutturali nelle vasche costruite nel 2000, con crepe e cedimenti che richiedono manutenzioni continue. Il governo non esclude un trasferimento al Loro Parque di Tenerife come “soluzione d’urgenza”, mentre il santuario canadese appare lontano dalla realizzazione. Spostarle più volte, avvertono gli esperti, sarebbe rischioso.
La chiusura di Marineland nel 2025 aveva acceso la speranza di un cambio radicale. La legge del 2021 vieta progressivamente la detenzione di cetacei in Francia, ma l’assenza di strutture alternative ha lasciato il governo senza opzioni immediate. E così si è arrivati al trasferimento a Beauval, da tanti presentato come una risposta pragmatica. Dietro tutto ciò, tuttavia, si cela ben altra verità: i delfini non vivranno finalmente liberi. Cambieranno solo indirizzo. E la promessa dei santuari resta, per ora, un progetto rimandato a data da destinarsi.





