lunedì , 30 Marzo 2020

Mario Mieli: Metodo, cultura e geniale pazzia

Quando andavo travestito in metropolitana a Milano, i tacchi a spillo e boa di struzzo, la violenza negli occhi di chi mi stava attorno, era la testimonianza di quanto gli altri invidiassero la mia libertà di cui loro erano privi “ MARIO MIELI

Ho aspettato, sperando fino all’ultimo che il film “Gli anni amari” , che racconta un tassello della vita di Mario Mieli, venisse regolarmente proiettato. Ma invano, l’emergenza Covid 19 ha fermato anche il cinema.

Il film sarebbe dovuto uscire esattamente il 12 marzo 2020 che coincide con la data di morte di Mieli. Avrei guardato la pellicola e poi, traendo spunto da essa, avrei scritto le mie impressioni per raccontarvi chi è stato Mario Mieli.

Già.. Ma chi è stato Mario Mieli? E’perché bisogna ricordarlo?

Mario Mieli è stato una pietra miliare del movimento LGBT italiano, scrittore e teorico degli studi di genere, legato al marxismo rivoluzionario. E’stato un anticipatore dei tempi.  Mieli era nato nel 1952, penultimo di sette figli di una famiglia milanese, il padre era ebreo.

Palesò subito il suo orientamento sessuale a tutti, ed iniziò presto ad interessarsi al movimento LGBT, infatti nel 1969 fondò un circolo di poesia, che divenne ben presto un ritrovo di incontri per gay. Da lì Mario si fece affascinare sempre più dai moti di liberazione omosessuale e, dopo un breve periodo a Londra, tornò in Italia e fondò a Torino Fuori! prima associazione italiana del genere. Da qual momento in poi sposò la causa completamente, comparendo sempre in prima linea.

Mario Mieli fu uno dei primi a contestare apertamente le categorie impostate di genere, vestendosi quasi sempre con abiti femminili, ed “esibendo” la sua libertà. Mario era un genio assoluto e come tutti aveva un lato folle, sperimentava le più diverse pratiche sessuali, faceva uso di droghe, venne processato ed incarcerato per atti osceni in luogo pubblico in Inghilterra. Fu messo in cura per un mese in una clinica psichiatrica.

Genio e pazzia!

Il pensiero di Mario Mieli consiste nel ritenere che “ogni persona è potenzialmente transessuale” se non fosse condizionata, fin dall’ infanzia da un certo tipo di società che, attraverso quella che Mieli chiamava “educastrazione“, costringe a considerare l’eterosessualità come “normalità” (FONTE WIKIPEDIA.)  Mieli pensava che la pazzia, l’omosessualità e la schizofrenia erano caratteristiche latenti di tutti gli esseri umani. Dichiarò di essere stato curato e processato solo perché era “se stesso”.

Morì suicida a trentun anni.

Se oggi noi gay siamo più liberi e “compresi” lo dobbiamo a lui, che con la sua consapevole insania ha provato a spiegare il suo mondo interiore contro il mondo stesso.

A sostegno del lo studio di genere è fondamentale il suo libro, ormai un saggio, Elementi di critica omosessuale. Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli: www.mariomieli.net

Era ora che venisse dedicato un film a Mieli.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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