Le moderne tecniche di riproduzione assistita (ART) offrono molteplici possibilità di diventare genitori e, per le coppie composte da due donne, una delle soluzioni più innovative è il metodo ROPA. Questa procedura, disponibile presso la clinica NatuVitro, si basa sul concetto di “ricezione di ovociti dalla partner” (Reception of Oocytes from Partner), che consente a entrambe le donne di partecipare direttamente alla nascita del loro bambino comune.
Ma in cosa consiste realmente questo metodo? Quali sono le sue differenze fondamentali rispetto a procedure più note, come la FIVET per coppie lesbiche o la FIVET con donazione di ovociti? E quali sono gli ostacoli legali che ne impediscono l’applicazione in Europa? Analizziamo in dettaglio le caratteristiche del metodo ROPA e vediamo come questa tecnologia aiuta a realizzare il sogno di una maternità condivisa.
Che cos’è il metodo ROPA?
Il metodo ROPA è un’opportunità unica per due donne che hanno una relazione di condividere il legame biologico con il loro futuro bambino. L’essenza della procedura consiste nel fatto che una delle partner diventa la madre genetica, fornendo i propri ovuli, mentre la seconda diventa la madre gestazionale, portando avanti la gravidanza e dando alla luce il bambino.
La clinica NatuVitro offre questo metodo di trattamento appositamente per le coppie di donne che desiderano creare una famiglia insieme. La procedura si basa sulla fecondazione extracorporea (ECC), che garantisce tassi di successo significativamente più elevati rispetto all’inseminazione artificiale (IA). La decisione su quali ovuli utilizzare viene presa dalla coppia insieme al medico riproduttologo.
Di norma, gli esami preliminari mostrano una buona fertilità in entrambe le donne, il che consente al metodo ROPA di ottenere risultati eccellenti, spesso superiori ad altri tipi di PMA.
Il processo comprende diverse fasi chiave:
- Consulenza ed esame: la visita iniziale comprende la valutazione dello stato di salute e del potenziale riproduttivo di entrambe le partner. Vengono effettuati degli esami per scegliere la strategia terapeutica ottimale.
- Stimolazione e prelievo degli ovuli: la donna che fornisce gli ovuli viene sottoposta a un ciclo di stimolazione ormonale per la maturazione di diversi ovociti. Quindi, sotto leggera sedazione, viene eseguita una puntura per il loro prelievo.
- Fecondazione e coltura: Gli ovuli ottenuti vengono fecondati con lo sperma del donatore in laboratorio. Gli embrioni si sviluppano (vengono coltivati) per diversi giorni, dopodiché viene selezionato il migliore per il trasferimento.
- Preparazione e trasferimento dell’embrione: La seconda donna (madre gestazionale) viene sottoposta a terapia ormonale per preparare l’endometrio (il rivestimento interno dell’utero). L’embrione viene quindi trasferito nel suo utero per essere portato a termine.
Status giuridico del metodo ROPA in Europa
In Francia, ad esempio, la nuova legge sulla bioetica, approvata il 3 agosto 2021, ha rappresentato una svolta significativa, abolendo il criterio medico obbligatorio dell’“infertilità”. Questo cambiamento ha aperto l’accesso alla PMA alle donne single e alle coppie omosessuali femminili, grazie al quale la legge ha ricevuto il nome informale di “PMA per tutti”.
Tuttavia, la legislazione francese non consente attualmente l’uso del metodo ROPA. Secondo la posizione dell’Agenzia per la biomedicina, l’uso di ovociti che non appartengono alla donna che porta avanti la gravidanza è classificato come donazione. Questa restrizione è motivata da due principi fondamentali:
- Obbligo di anonimato tra donatore e ricevente.
- Requisito secondo cui gli ovociti ottenuti mediante puntura possono essere utilizzati dalla donna donatrice stessa o nell’ambito di un programma di donazione completamente anonimo.
Anche in Italia la situazione è chiara. La legge 40/2004, che disciplina il settore della PMA, stabilisce un quadro rigoroso: l’accesso al trattamento è riservato solo alle coppie eterosessuali stabili con diagnosi medica di infertilità. Inoltre, la legge vieta qualsiasi donazione di gameti. Pertanto, il metodo ROPA in Italia non è possibile per due motivi: è destinato alle coppie omosessuali e si basa sul principio della donazione di ovociti tra partner.
Nonostante gli ostacoli legislativi, il metodo ROPA gode di grande popolarità. Un sondaggio condotto da NatuVitro lo scorso anno ha rivelato che la metà delle donne omosessuali in coppia che desiderano diventare madri è a conoscenza dell’esistenza di questo metodo. Inoltre, circa il 76% di loro è disposto a prenderlo in considerazione.
Restrizioni legislative simili esistono non solo in Francia e in Italia, ma anche in altri paesi europei, tra cui Germania e Svizzera. Ciò sottolinea l’importanza di scegliere una clinica che aiuti a districarsi in tutte le complessità legali.
Per le coppie di donne interessate al metodo ROPA, nonostante gli ostacoli legali nel loro paese d’origine, il nostro team di NatuVitro è sempre pronto a discutere le alternative disponibili. Contattateci oggi stesso per ricevere informazioni dettagliate sulle opzioni di PMA adatte alla vostra situazione. Il vostro percorso verso la maternità può iniziare con una consulenza personalizzata. Le complessità legali non devono diventare un ostacolo al vostro sogno. Il team di NatuVitro è pronto a sostenervi e ad aiutarvi a trovare la soluzione migliore per creare la vostra famiglia.

