Metro Exodus [PLAYSTATION 4 – RECENSIONE]

Dove eravamo rimasti?

Esattamente 9 anni fa si affacciava sul mercato videoludico una delle sorprese più eclatanti di quel periodo: Metro 2033. Il FPS horror del team ucraino 4A Games è la trasposizione del primo libro di una saga di romanzi dello scrittore russo Dmitry Glukhovsky.  Gli eventi si svolgono in un futuro apocalittico dove una guerra nucleare ha costretto i superstiti della città di Mosca a vivere all’interno del gigantesco circuito delle metropolitane, ormai ultimo baluardo della civiltà. Le aree esterne, invece, sono  rese invivibili in quanto devastate dalle radiazioni. I mutanti e le varie opposte fazioni paramilitari che si sono venute a creare nelle gallerie (di chiara impronta nazista e comunista n.d.r.) non sono l’unico problema per i sopravvissuti. Spesso si palesa la presenza di misteriosi esseri chiamati tetri che cercano di comunicare più volte con il protagonista Artyom.

E poi?

Dopo uno splendido primo capitolo che  conciliava la natura di uno sparatutto in prima persona con le meccaniche di un survival horror, tre anni dopo è uscito Metro: Last Light, un seguito con una una componente action più marcata ma  vincolata alle sue rudimentali meccaniche survival. Negli anni la serie, che è approdata in versione riveduta e corretta per le console dell’attuale generazione ,  ha conquistato sempre più fans grazie alle atmosfere soffocanti e il ritmo ansiogeno che solo una trama derivata da un libro di qualità può dare.

Non c’è due senza tre, il viaggio di Artyom continua!

Metro Exodus arriva sul mercato sei anni dopo Last Light, per 4A Games la sfida era quella di rendere appetibile un gioco in un periodo storico nel quale il genere è particolarmente inflazionato.

Metro Exodus è un titolo di rottura rispetto  passato che spezza parte dei legami che hanno reso la serie tanto affascinate e oscura, sto parlando della metropolitana e i cunicoli sotterranei di Mosca. In questo terzo capitolo, la storia di Artyom si allontana da Mosca e i suoi oscuri segreti,  Metro Exodus si svincola dalla linearità in favore di un approccio decisamente più open world. Nonostante qualche  incertezza di fondo dettata dalla poca esperienza del team ucraino nel campo di giochi meno vincolati alla narrazione il tentativo è  riuscito.

Dove eravamo rimasti?

Metro Exodus  inizia dopo gli avvenimenti di Last LightArtyom è sposato con Anna, ma coltiva  il desiderio di tornare in superficie, oltre i confini di Mosca, per scoprire se c’è davvero vita fuori dalle gallerie della Metro. Con un colpo di scena quasi immediato, Artyom scopre che i capi delle fazioni hanno sempre nascosto la verità: fuori Mosca c’è vita, e la realtà è ben diversa da quella che tutti gli abitanti dele gallerie hanno sempre creduto per oltre 20 anni. Artyom, insieme a sua moglie Anna, Miller e gli altri Spartan , si ritroveranno a viaggiare per l’intera Russia alla scoperta di un mondo devastato dalle radiazioni dove gruppi di sopravvissuti vivono secondo le proprie regole che porteranno alcuni al totale cedimento agli istinti primordiali dovuti all’assenza di cibo. Metro Exodus ipotizza ogni scenario possibile per un potenziale futuro post-apocalittico, ma lo fa con il suo stile anche grazie anche alle splendide location  che varieranno parecchio rispetto al passato. Si passerà dal ghiaccio della Russia siberiana alle calde coste del Mar Caspio che pullulano di creature mostruose e trappole naturali dovute ad una natura ormai devastata dalle radiazioni.

Open World con moderazione

Come detto la struttura dei livelli abbandona quella lineare per lasciare spazio a mappe tendenzialmente più aperte, popolate da punti di riferimento che permettono di seguire gli incarichi principali della storia e quelli secondari offerti dai vari NPC incontrati nel corso dell’avventura.

Non è un un vero e proprio open world, ma la maggior libertà concessa al giocatore si riflette in più contenuti: segreti, collezionabili, risorse da accumulare per il crafting e potenziamenti utili. questo attraverso in una serie di missioni in cui sarà fondamentale pulire la maschera così come avere un filtro di ossigeno in più dato che determinate zone saranno ricche di materiale ma particolarmente pericolose.

Difetti? Si ne abbiamo!

Alcune meccaniche ben rodate del passato si sposano bene con il nuovo percorso intrapreso dallo studio, mentre persistono invece alcuni difetti strutturali che la serie sembra volersi a tutti i costi portare dietro anche con questo episodio. Viene subito da pensare alle fasi di shooting, sempre grezze e imprecise, mentre le fasi stealth non sono riuscite benissimo dato che la I.A. è scarsa. Il senso di sfida viene mortificato quando ci si accorge che basta spegnere le luci per trasformare i nemici in carne da macello E’ un gran peccato se teniamo in considerazione le tante finezze estetiche e di gameplay pensate dagli sviluppatori, tra cui spicca l’enorme cura nella gestione delle armi: tutte interamente personalizzabili.Anche la decisione di realizzare una mappa interattiva fin troppo realistica tende a creare alcuni dubbi dato che non offre alcuna interazione, e si limita ad inserire dei punti di riferimento da raggiungere. Toccherà poi al giocatore ricordarsi della missione. Nonostante gli indicatori, manca un menù dedicato all’ordine delle quest accettate. Una lacuna non da poco, forse figlia di quella già citata inesperienza da parte di un team che fino ad oggi non ha mai lavorato nel campo di giochi free roaming e open world.

Tanto da raccontare…

Anche la narrazione sembra risentire della nuova struttura del gioco,  ci sono momenti dove la storia prende il sopravvento e la trama avanza in maniera scorrevole, in altri momenti, invece, c’è una certa dispersione. Il gioco motiva alla rigiocabilità tenendo fede alla tradizione della serie: vi è un doppio finale, uno positivo e l’altro decisamente negativo.

Tecnicamente parlando

Metro Exodus vanta una realizzazione estetica di altissimo livello, favorita da una realizzazione delle locations eccellente. Colpisce moltissimo la qualità degli effetti a schermo, con un ciclo giorno e notte che oltre ad influenzare il comportamento dei mostri e nemici, crea anche degli ostacoli concreti al giocatore. L’incessante pioggia battente sulla maschera, le armi che si inceppano trascorrendo troppo tempo nell’acqua, sono solo alcune delle tante “chicche” dettate dall’interazione tra il giocatore e tutto il mondo  circostante.

Il mastodontico engine grafico, troppo pesante per le attuali console, è sceso a compromessi con la qualità dei modelli dei personaggi, con animazioni del volto ancora legate alla passata generazione e animazioni spesso legnose. A momento sono presenti diversi  bug grafici, e i caricamenti sono a volte eccessivi.

Concludendo

Metro Exodus è uno shooter in prima persona esclusivamente single player come pochi. Si fa giocare  dall’inizio alla fine complici un arco narrativo affascinante, un gameplay arricchito da una serie di meccaniche open world ben integrata  e un comparto grafico strabiliante. Peccato per l’intelligenza artificiale carente e per i modelli dei personaggi sottotono. Il cambio radicale dell’atmosfera e della tipologia degli scenari rispetto al passato, potranno rendere questo Exodus meno familiare ma non deluderà gli amanti della sua iconografia.

PRO

+ Tecnicamente eccellente, gestione delle luci impressionante

+ Atmosfere uniche, narrazione di qualità

+ L’approccio open world e le fasi di crafting danno nuova linfa alla saga….

CONTRO

– …ma “diluiscono” un pò troppo la storia

– I.A. decisamente scarsa

– Ancora troppi bugs

– Modelli facciali provenienti dalla scorsa generazione

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Biografia Danilo Battista

Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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