Mezzora basta al Napoli per riprendersi la vetta, Toro mai in partita

La vittoria dell’Udinese a San Siro contro l’Inter era occasione troppo ghiotta per il Napoli e i ragazzi di Sarri non se lo fanno dire due volte, chiudendo la gara in mezz’ora al cospetto di un Toro ringalluzzito dalla polemica vittoria a Roma contro la Lazio ma totalmente impotenti contro gli scatenati partenopei. Ancora orfano di Insigne (che comunque va in panchina) Sarri ripropone Zielinski a sinistra, confermando in blocco il resto della squadra. Appare subito chiaro che i napoletani sembrano aver smaltito le tossine accumulate nell’ultimo periodo e ci pensa Koulibaly, dopo soli tre minuti, a portare in vantaggio gli ospiti battendo Sirigu, di testa, su azione d’angolo. Il Napoli si conferma la squadra che ha realizzato il maggior numero di segnature da palla inattiva e il terzo gol del senegalese, sempre più difensore di livello mondiale, mette in discesa la gara. Dopo un quasi gol di Mertens che calcia a lato di poco dopo una bella azione personale, arrivano i due gol ammazza-match: è Jorginho, al minuto 25, a lanciare Zielinski che elude il fuorigioco granata e batte con freddezza Sirigu. Altri cinque minuti e si fa la storia: ancora Jorginho che illumina per Mertens, il belga protegge palla contro Nkolou e serve l’accorrente Hamsik che fa tre a zero ma soprattutto fa 115 gol in maglia azzurra, raggiungendo il PIU’ GRANDE DI TUTTI. Gara chiusa a doppia mandata e la sensazione, piacevole, che il peggio sia alle spalle. I dieci gol subiti dal Torino l’anno scorso (cinque all’andata ed altrettanti al ritorno) sono un incubo per i granata e il terrore per un’altra grandinata di gol sul groppone mette in allarme i ragazzi di Sinisa Mihajlovic.

Nella ripresa il Toro prova ad essere più aggressivo, inserendo anche l’estroso Lijajc, ma ci vuol ben altro: è il Napoli infatti che, pur subendo il gol dell’1-3 a firma del Gallo Belotti (con Reina ancora una volta poco reattivo) va ripetutamente vicino alla marcatura con Hamsik (tiro a giro fuori di nulla), Allan (stoppato in solitudine a un metro dal gol) e Mertens che scivola davanti alla porta calciando alto da tre metri. Bella vittoria insomma, la crescita generale della condizione e una settimana tipo per preparare la gara hanno dato i frutti attesi. Il primo posto in classifica è stato recuperato: un punto solo di vantaggio sulla Juve e due sull’Inter, ma con un calendario che, facendo i debiti scongiuri, lascia ben sperare. Il recupero di Insigne, in campo una ventina di minuti ieri sera, è una delle tante buone notizie tornate a Napoli con la squadra;  il mercato di Gennaio ormai  vicino e distante solo un paio di gare (Samp e Crotone in Campionato, Udinese in Coppa Italia il prossimo Martedi), è un’occasione da sfruttare al meglio per puntellare la rosa laddove occorre.

Può essere davvero l’anno dello scudetto e qualunque sacrifici volto allo scopo deve essere fatto. Che sia lo stesso allenatore, assurdamente criticato nelle settimane precedenti, a dare le indicazioni giuste alla ricerca di qualche nome che sia immediatamente spendibile in campo ed in grado di essere una alternativa credibile ai titolari.

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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