Michele Pavanello ci parla di “Vanità” e della sua anima di artista

Non solo Napoli, non solo Campania.
La musica non ha confini, così come la nostra sempre maggior voglia di andare alla ricerca di nuovi artisti e di nuova musica. E così, girando girando, siamo venuti a conoscenza di Michele Pavanello, autore di origini venete e musicista/compositore di lunga data. Abbiamo ascoltato il suo nuovo singolo, “Vanità“, uscito ad agosto e lo abbiamo contattato per conoscere meglio lui e la sua musica.

 

 

  • Salve e Benvenuto. La prima cosa che ti chiedo è una domanda di rito: chi è Michele Pavanello?: Sono un cantautore, consapevole di fare un mestiere difficile in un contesto musicale come quello di oggi, ma sono felice così. Disincantato, ma contento della mia penna. Non rinuncio a gettare nel mucchio il mio mattoncino; e poi vada come vada, non mi faccio troppe domande.
  • La tua esperienza parte da lontano; conservatorio, musica di strada, fino all’incontro col blues. Dopo questo percorso cosa senti di aver interiorizzato? E cosa cerchi di trasmettere a chi ti ascolta?: Il percorso che ho fatto mi ha insegnato ad essere sincero. Considero la Musica un’espressione autentica e quindi nessuna menzogna. Se hai rispetto per la Musica sarai rispettato come musicista. Se non ce l’hai allora è come entrare in un circo e li te la devi vedere con nani e ballerine e quasi sempre vincono loro.
  • Da poco è uscito il nuovo singolo di apertura del futuro ep, “Vanità”; ce lo vuoi presentare?: A proposito di sincerità, c’è stato un momento in cui mi sono accorto che avevo imboccato una strada sbagliata. Quando me ne sono reso conto è stato come prendere una legnata in testa; avevo investito molto e dovevo ricominciare. Vanità è nata così, per testimoniare questo passaggio per me molto importante.
  • Questo singolo segna un punto di discontinuità dai lavori precedenti, cosa puoi anticiparci su questo futuro lavoro?: Sono molto contento del lavoro che stiamo facendo in studio e le canzoni che sono in lavorazione mi rendono orgoglioso; penso uscirà un buon disco. Stanno lavorando con me Ersiljo Daja, Roland Daja, Paolo Lazzarini, Alberto Piva, sotto la direzione artistica di Silvia Spadon. Siamo una bella squadra e la differenza sta tutta qui.
  • Hai in programma delle date che magari ti vedano anche qui in Campania o più in generale al sud? Ci sarà modo di sentirti?: Organizzeremo il tour solo terminato il disco, quindi il prossimo anno; sarei felicissimo di poter venire a suonare in Campania e in tutto il Mezzogiorno, non so se ci riusciremo, ma ci spero proprio.
  • In attesa, quindi, della futura uscita, ti ringraziamo e lasciamo a te i saluti finali.: Carissimo Giuseppe, ti voglio ringraziare di cuore per queste parole insieme. Un saluto caloroso a te e a tutti i tuoi lettori. Buona Musica. Michele P.

Abbiamo ascoltato questo nuovo singolo, e la sensazione è quella di un padre che ti offre degli insegnamenti lontani dal tuo essere ma estremamente veri; quelle parole a cui non dai peso finché non cresci e capisci che aveva ragione lui. E’ Blues…insegna il vero.  Al suo fianco nell’esecuzione dei brani troviamo: Alberto Piva (Rhodes), Paolo Lazzarini (Piano elettrico), Ersiljo Daja (Basso) e Roland Daja (Percussioni e Batteria)

Vi lascio i link utili per poter seguire questo artista, in attesa, un giorno di poterlo magari incontrare dal vivo durante una sua data quì nella nostra bella regione. Potrete trovarlo su Facebook, su Twitter, su Youtube, su Spotify, su Instagram e sul suo Sito Ufficiale.

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Biografia Giuseppe Improta

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