Miguel Bosè e i quattro figli

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“Ho quattro figli”, così titolava un giornale di gossip spagnolo tempo fa, a dare questa notizia è stato il grande artista Miguel Bosè.

Miguel, noto attore e cantante, figlio d’arte (sua madre è l’attrice italiana Lucia Bosè) ha adottato quattro figli con il suo compagno Nacho e sembrava vivesse una vita perfetta, cene, giostre e viaggi a Disneyland Paris, tutti insieme appassionatamente.

La favola sembrava dovesse continuare all’infinito, invece è di novembre 2018 la notizia che l’idillio sentimentale con Nacho si era interrotto, e si parlava di separazione e avvocati .

I quattro fratelli sono stati separati, due con Nacho in Spagna e due con Miguel in Messico dove il cantante attualmente risiede.

Ma andiamo con ordine!

Miguel ha conosciuto Nacho Palau ventisei anni fa. È stata una grande storia d’amore, dopo tanti anni e raggiunta una certa solidità sentimentale decidono di crearsi una famiglia adottando quattro bambini, due adottati da Bosè e due da Palau. I bambini sono nati tramite madre in affitto, pratica legale in america, ma non in spagna. I quattro fratelli crescono insieme felici ed affiatati gli uni con gli altri.

L’amore finisce. Succede in tutte le famiglie, quelle rainbow non sono da meno.

Ovvio sono sorte le polemiche, quattro fratelli separati, è giusto o no? Cresceranno sani e sicuri di sé? Queste ed altre mille domande si sono posti i giornali, in questi casi non si capisce quanto pesi sul giudizio il fatto che i genitori siano gay e noti.

Anche se la notizia come detto non è freschissima mi sembra un ottimo spunto per parlare di leggi in materia di coppie di fatto e tutela dei figli qui in Italia.

Se due genitori italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, volessero dividersi i figli a metà e separarli con un oceano di mezzo, sarebbe possibile?

 

Non ci sono precedenti simili a cui far riferimento, quindi  la risposta dovrebbe essere dedotta dalle azioni che il tribunale e poi la cassazione prenderebbero in questo caso.  La nostra legge ci insegna che “l’interesse dei genitori soccombe di fronte a quello dei figli; compito del Giudice è quello di mantenere intatto il più possibile il rapporto tra fratelli che, dunque, devono vivere, salvo eccezioni motivate, sempre insieme”(fonte Larepubblica.it).

Il “caso Bosè” è una situazione estrema, che fa discutere e dividere, non credo che questa decisione sia sana per i bambini, credo che sia prevalso l’egoismo personale dei due genitori, come se ognuno si sia ripreso chi ha adottato e via, come se fossero parte dei loro interessi. Uno dei due genitori avrebbe dovuto scegliere di vivere almeno nello stesso paese dell’altro al fine di favorire gli incontri tra i fratelli e visto che parliamo di personaggi ricchi e famosi, non credo che le case o i soldi siano un problema.

Deduco che le scelte siano state dettate dalle rispettive esigenze lavorative o dal semplice allontanarsi il più possibile dal proprio ex partner a discapito dei figli.E’certo che la legislatura dovrà valutare e di volta in volta come colmare i vuoti legislativi che si presenteranno in futuro.

Aspettiamo i risvolti della vicenda.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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