Il Museo Filangieri nasce nel 1888 come un “sogno” del mecenate Gaetano Filangieri principe di Satriano, convinto sostenitore della funzione sociale dell’arte e della cultura.
L’8 novembre di quell’anno il museo fu aperto al pubblico. La collezione, eterogenea,, vanta più di 3.000 oggetti, di varia provenienza e datazione. La collezione, andata in parte perduta durante la seconda guerra mondiale, è il frutto di anni di viaggi che Filangieri fece in Europa alla ricerca di opere d’arte e comprende: maioliche, porcellane, biscuit, avori, armi e armature, medaglie, dipinti e sculture dal XVI al XIX secolo, pastori presepiali del XVIII e XIX secolo ed anche una biblioteca dotata di circa 30.000 volumi ed un archivio storico con documenti dal XIII al XIX secolo. La quadreria raccoglie in special modo dipinti del Seicento napoletano, tra cui opere di Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Battistello Caracciolo, Mattia Preti. Purtroppo una parte del materiale raccolto andò distrutto nell’incendio appiccato dalle truppe tedesche nel deposito di San Paolo di Belsito nel settembre 1943. Grazie alla generosità di tanti collezionisti napoletani, nel 1948 il Museo fu riaperto arricchito di pregevoli collezioni che andarono a colmare le lacune provocate dalla guerra. Il Museo oggi è un’interessante testimonianza di un museo ottocentesco
SCOPRIAMO INSIEME IL MUSEO
La biblioteca:offre ai visitatori un punto di contatto diretto con l’eredità intellettuale dei Filangieri.
Dotata di circa ottomila volumi, i suoi spazi sono impreziositi da cimeli di famiglia e busti finemente scolpiti, opera degli artisti Tito Angelini e Nicola Renda.
Queste sculture raffigurano alcuni membri illustri della famiglia Filangieri,
Sala Agata: l’ambiente si caratterizza per la particolare pavimentazione a maiolica.
Per la realizzazione del pavimento, il principe incaricò il Museo Artistico Industriale di Napoli, affidando la direzione artistica a Filippo Palizzi e la direzione tecnica a Giovanni Tesorone.La galleria contiene opere pittoriche, dal XVI al XIX secolo, di grandi artisti italiani e stranieri, tra cui si annoverano: Heckart, Fuger, Luca Giordano, Solimena, Andrea Vaccaro e Jusepe de Ribera
La Sala Carlo Filangieri : divisa in tre campate, con grandi volte a vela realizzate in mosaico a fondo oro affidate alla Fabbrica Salviati di Venezia. Un ambiente dalle molteplici funzionalità per poi passare alle sculture, alle armi e alle ceramiche.
Il punto centrale dell’ambiente è la nicchia in cui è collocato il busto di Carlo Filangieri, realizzato dallo scultore Tito Angelini.





