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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Musica

Musica d’estate: le canzoni che ci portano il sole anche in autunno

Redazione
Redazione 1 anno fa
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6 Min Lettura
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C’è un giorno preciso, ogni anno, in cui ci accorgiamo che l’estate è scivolata via quasi di nascosto. Non è il 21 settembre del calendario, ma un pomeriggio di fine agosto quando, passeggiando per strada, troviamo i bar con la serranda abbassata e il cartello “chiuso per ferie” appeso con lo scotch storto. Le giornate sono ancora calde, il cielo resta azzurro, eppure qualcosa è cambiato: nell’aria c’è una sfumatura di malinconia. È il momento in cui capiamo che l’estate sta salutando, e noi con lei.

Contents
Da “Sapore di Sale” ai tormentoni SpotifyCanzoni che sanno di libertàL’estate di ieri e quella di oggiLe colonne sonore che restanoPerché la musica non ha calendarioUn arrivederci, non un addio

Ed è proprio qui che entra in gioco la musica. Perché se il sole cala prima e i teli mare tornano in soffitta, sono le canzoni a tenerci stretti i ricordi, a restituirci la libertà, la spensieratezza, il sapore del sale sulle labbra.

Da “Sapore di Sale” ai tormentoni Spotify

Un tempo l’estate era una cassetta lasciata nell’autoradio, o un jukebox al lido che suonava all’infinito la stessa canzone. Oggi è una playlist condivisa su Spotify, con titoli che spaziano dall’hip-hop all’indie-pop, passando per l’immancabile reggaeton. Ma il meccanismo non è cambiato: la musica resta la colonna sonora delle nostre estati, quella che trasforma un tramonto in un film e una camminata sul lungomare in una scena da ricordare.

Gino Paoli con “Sapore di Sale” aveva fotografato l’innamoramento eterno dell’estate italiana. E se negli anni ’80 i Vanzina con il loro film ci hanno restituito quell’atmosfera di spiagge bianche e amori temporanei, oggi forse la stessa magia la ritroviamo nei versi di Ed Sheeran con “Shape of You” o nel beat di Calvin Harris che ti entra nelle ossa e ti fa sentire ancora in vacanza anche solo mentre vai al lavoro.

Canzoni che sanno di libertà

Ogni estate ha la sua canzone, ma alcune non hanno scadenza. Pensiamo a “Summertime Sadness” di Lana Del Rey: non è un brano da spiaggia con l’ombrellone, eppure cattura quella dolce malinconia di un’estate che non vogliamo lasciar andare. Oppure “Get Lucky” dei Daft Punk, che ancora oggi è capace di trasformare una serata anonima in una notte indimenticabile, come quando ballavamo a piedi nudi sulla sabbia.

E come non citare “Viva la Vida” dei Coldplay? Un pezzo che, con i suoi cori e i suoi archi, restituisce quel senso di energia e rinascita che l’estate porta con sé. È la canzone che ti mette le ali, che ti ricorda che, per quanto l’autunno sia dietro l’angolo, c’è sempre un’estate che possiamo custodire dentro.

L’estate di ieri e quella di oggi

Certo, un tempo le estati sembravano infinite. Si partiva per il mare a giugno e si tornava a settembre, con il diario scolastico ancora bianco e il cuore pieno di nuove amicizie. Oggi è tutto più frenetico: una vacanza mordi e fuggi, qualche weekend lungo, qualche foto filtrata da caricare su Instagram. Eppure, a ben guardare, il senso resta lo stesso.

La differenza sta solo nella cornice: ieri il giradischi, oggi l’algoritmo. Ma che importa? L’importante è che ogni estate lasci la sua impronta sonora, il suo biglietto da visita fatto di note.

Le colonne sonore che restano

Se dovessimo scegliere una playlist per salutare l’estate, non mancherebbero brani come:

  • “Here Comes the Sun” – The Beatles: perché ogni estate, anche la più breve, è una promessa di luce.

  • “Kokomo” – The Beach Boys: quella voglia di fuga tropicale che portiamo dentro, anche se siamo solo al lido sotto casa.

  • “L’estate addosso” – Jovanotti: il manifesto contemporaneo dell’estate italiana, tra treni regionali e notti stellate.

  • “Blinding Lights” – The Weeknd: il ritmo pulsante che sa di estate urbana, di luci al neon e libertà improvvisata.

Ognuna di queste canzoni racconta un pezzo di quella stagione che sembra non bastare mai, quella che cerchiamo di allungare con un concerto improvvisato in macchina, con la radio al massimo anche a settembre.

Perché la musica non ha calendario

E allora forse la verità è questa: l’estate finisce, ma la musica no. Possiamo appendere i costumi, rimettere i sandali nell’armadio e accettare che le giornate si accorcino. Ma basta premere play e tutto torna: il vento tra i capelli, la sabbia tra le dita, la risata di un amico che non vediamo da mesi.

La musica ha il potere di trattenere l’estate con noi, di renderla eterna. Non serve una macchina del tempo: basta una canzone che ci riporti lì, sotto un sole di luglio, anche quando fuori piove.

Un arrivederci, non un addio

Così, mentre agosto scivola via e i bar abbassano le serrande, noi possiamo consolarci con la nostra colonna sonora personale. Ogni brano diventa un promemoria: che la leggerezza esiste, che i momenti di libertà sono sempre dietro l’angolo, e che l’estate non finisce davvero mai.

Perché in fondo lo sappiamo: tra qualche mese ci ritroveremo di nuovo a cantare, con un ghiacciolo in mano e il mare negli occhi, l’ennesima canzone dell’estate.

E fino ad allora, la musica è la nostra cartolina. Non di carta, ma fatta di note, capace di riportarci ogni volta a quel momento sospeso che si chiama estate.

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