NAPOLI, CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: IL MERCATO AZZURRO, TRA EUROPEI E…COVID

Arriva l’estate, e nel mondo del calcio l’attenzione dei tifosi in questo periodo viene catalizzata in modo quasi morboso dal calciomercato.

Nel corso degli anni il racconto delle trattative ha trovato sempre più spazio sulle pagine dei giornali e nei palinsesti delle tv: tra appostamenti degli inviati all’esterno dei ristoranti o dei luoghi di vacanza frequentati dai divi del pallone e dibattiti infiniti degli opinionisti, intere trasmissioni ci raccontano quotidianamente qualunque retroscena su tutte le operazioni di mercato, sia che riguardino Inter o Juventus sia che coinvolgano squadre di terza serie.

Complice di questo fenomeno l’ingiustificato ed inutile ampliamento della finestra temporale in cui è possibile fare acquisti: due mesi e più durante i quali, inevitabilmente, succede poco o nulla fino alle battute finali, utili a concludere le trattative di cui si è straparlato nelle settimane precedenti.

Coloro che alla messa in piedi di questo circo devono la propria fortuna sono di certo gli ormai potentissimi procuratori, diventati i veri “deus ex machina” del mercato e capaci ormai di decidere le intere strategie di molte squadre, oltre che i destini dei loro assistiti.

A rendere ancora più inconsistenti le sessioni dell’ultimo anno ci ha pensato la pesante crisi economica dovuta al covid, che ha indotto le tante squadre già indebitate a lavorare soprattutto su scambi e fantasiose plusvalenze, più che sugli acquisti veri e propri.

Un ulteriore elemento di “disturbo” nel mercato estivo 2021 è…Euro 2020: la kermesse continentale, oltre a catalizzare l’attenzione di tifosi, sarà utile sia alle squadre alla ricerca di nuovi talenti, sia a quelle che si augurano che i propri giocatori si mettano in mostra nella vetrina europea per rivenderli a prezzi più alti.

Ovviamente anche il Napoli, dopo il deludente epilogo dell’ultima stagione, è chiamato a muoversi in modo efficace e significativo sul mercato, per cercare di migliorare l’organico sia in termini di qualità che di personalità.

Con l’addio di Gattuso sembra essersi finalmente concluso l’ostracismo patito da Meret, vice di Donnarumma in Nazionale, che sarà il portiere titolare e potrà mostrare il suo talento senza assilli, mentre appare più incerto il destino di Ospina: l’estremo difensore colombiano potrebbe partire, lasciando il posto a un “secondo” meno ambizioso (si fanno i nomi dell’ex Sepe e di Mirante, improbabile la suggestione Sirigu).

La difesa ed il centrocampo saranno sicuramente i settori sui quali Giuntoli, incredibilmente ancora al suo posto nonostante l’operato assai discutibile degli ultimi due anni, dovrà intervenire in modo più profondo: vanno presi assolutamente due terzini, forse tre, ed almeno un centrale di difesa ed uno di centrocampo.

La mancata qualificazione Champions costringe il Napoli a operare con risorse più ristrette, ed a cedere prima di investire, ma la solidità del club azzurro e la voglia di non svendere potrebbe alla fine indurre De Laurentiis a sacrificare solo uno tra Koulibaly e Fabian Ruiz, i due azzurri con più mercato.

Il difensore senegalese, arrivato ormai alla soglia dei fatidici 30 anni e forse incapace di trovare squadre che gli assicurino uno stipendio superiore a quello percepito a Napoli, sembra propenso a restare, consentendo a Spalletti di non rivoluzionare un reparto che ha già perso Maksimovic, giunto a fine contratto.

Uno dei nomi più gettonati per completare il quartetto di centrali difensivi è quello di Marcos Senesi, argentino in forza al Feyenoord, dotato di grinta, fisico e di un sinistro educato; già lo scorso anno fu accostato al Napoli in caso di partenza di Koulibaly, potrebbe arrivare questa estate a prescindere dal destino di Kalidou.

Con particolare urgenza si dovrà operare sulla fascia sinistra del reparto arretrato, problema ormai atavico per il Napoli, visto che lasciato andare via Hysaj, né Mario Rui né purtroppo Ghoulam offrono più le necessarie garanzie.

E’ Emerson Palmieri, in questo caso, il principale obiettivo del Napoli: il 27enne laterale mancino italo-brasiliano, impegnato con gli azzurri agli Europei, ha trovato poco spazio nel Chelsea Campione d’Europa ed ha già giocato sotto la guida di Spalletti ai tempi della Roma; la concorrenza in questo caso è abbastanza agguerrita, ma De Laurentiis proverà ad accontentare il suo nuovo tecnico.

A centrocampo, salutato Bakayoko, il solo Demme sembra certo della conferma, mentre il futuro di Elmas e Lobotka (anche loro ad Euro 2020 con Macedonia del Nord e Slovacchia) non è ancora deciso; in attesa di capire se Fabian, anch’egli convocato nella “Roja” da Luis Enrique, sarà sacrificato per far cassa, è comunque evidente che servirà almeno un rinforzo in mediana.

In queste ultime settimane si è fatto con insistenza il nome di Toma Basic, 24enne croato in forza al Bordeaux, dove ha mostrato buone doti sia in fase di interdizione che di costruzione del gioco; il giocatore parrebbe gradire il trasferimento al Napoli, e probabilmente se ne saprà di più nelle prossime settimane.

Per ciò che riguarda l’attacco (unico reparto dimostratosi affidabile l’anno scorso) non dovrebbero esserci grosse novità, ma c’è la grande incognita legata alla trattativa per il rinnovo di Lorenzo Insigne: il capitano azzurro è concentrato sull’avventura continentale con l’Italia, ma il Napoli sa bene che non potrà aspettare troppo per discutere del prolungamento dell’accordo.

Iniziare la stagione con il contratto in scadenza è un’eventualità da evitare sia per il Napoli che per Lorenzo, e dunque una clamorosa cessione non può definirsi impossibile, anche se appare improbabile e soprattutto poco auspicabile sia per Spalletti che per i tifosi.

Non vanno poi dimenticati i giocatori rientranti dai vari prestiti, che durante i ritiri di Dimaro e Castel di Sangro proveranno a convincere l’ex allenatore dell’Inter a confermarli in maglia azzurra: su tutti Malcuit, Luperto, Gaetano ed Ounas.

Tante idee, qualche nome, non molti soldi e moltissimo tempo a disposizione: il mercato del Napoli, così come quello delle altre squadre, è appena cominciato.

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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