Napoli, così si fa!!

Il calcio, alla fine, è un gioco semplice, a dispetto di tanti che ne parlano, di allenatori che dispensano strampalate teorie e che snocciolano inutili numeri e noiose statistiche. La semplicità di questo splendido gioco sta, dicevamo, nel fatto che l’unico numero che veramente conta è quante volte si riesce a mettere la palla alle spalle del portiere avversario.

I nostri beniamini, a dir il vero, avevano lasciato a desiderare in questo senso: non che non facessero i gol, ci mancherebbe, ma sprecavano troppe energie e troppe occasioni prima di poter esultare. Nel lunch match della diciottesima giornata (continuo a trovare assurdo l’orario delle 12.30!!), i napoletani riescono a trasformare in oro colato ogni tiro in porta, colpendo (e affondando) la Fiorentina per ben sei volte.

Il 4-0 con il quale si è concluso il primo tempo è risultato fin troppo severo per i viola (in maglia rossa) dell’ex (in tutti i sensi) Callejon: ma gli Dei del calcio, questa volta, avevano preparato un destino diverso per le conclusioni azzurre, facendo invece disperare i viola che, fino al gol del 2-0, avrebbero potuto pareggiare la contesa.

Dopo il gol iniziale di Insigne (prestazione davvero da incorniciare quella del capitano), i toscani hanno affrontato a viso aperto i padroni di casa, mancando il gol solo per “colpa” della traversa e di Ospina, miracoloso su Ribery. Il raddoppio di Demme, giunto al termine di una splendida azione corale, ha abbattuto definitivamente gli ospiti che sono crollati sotto i colpi di Lozano e Zielinski.

Menzione particolare per il tedesco di origini italiane che porta il SUO nome: non è un fenomeno e lo sa e, proprio per questo, è giocatore fondamentale negli equilibri della squadra, fornendo beneficio anche a Bakayoko che, in questo modo, deve coprire una minor porzione di campo rispetto alle gare in cui gli fa da collega di reparto Fabian. Non ce ne voglia lo spagnolo, ma nel modulo 4231, tanto caro a Gattuso, il posto per lui proprio non c’è, ammesso che non lo si voglia snaturare, mortificandone talento e prestazioni.

Il secondo tempo è una pura formalità: ancora Insigne (dal dischetto) e Politano arrotondano il punteggio rendendolo tennistico: l’esordio in A del gioiellino Cioffi è un’altra delle belle notizie di giornata, insieme al recupero di KK e Manolas e al rientro di Mertens.

Mercoledì ci si gioca un trofeo contro la “solita” Juve, massacrata dall’Inter e ai minimi storici nell’ultimo decennio. Sarà una partita dura, con assenze importanti da ambo i lati: sembra incredibile a dirsi a una settimana di distanza dal successo bianconero contro il Sassuolo, ma sembra arrivarci meglio il Napoli. Sottolineiamo “sembra”: il calcio ai tempi del Covid non ha favoriti e riserva brutte figure a tutti quelli che si azzardano a fare pronostici.

Sarà una gara combattuta ed entrambe le compagini ci terranno davvero a portare a casa la coppa.

Staremo a vedere.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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