giovedì , 22 Agosto 2019

Napoli e la leggenda della vecchia ‘e Mattavona che ispirò Disney

Gli appassionati di fumetti, e in particolare di Topolino, sicuramente conosceranno Amelia la fattucchiera che vive sul Vesuvio e cerca, fra mille avventure, di rubare il mitico “primo” decino di Zio Paperone. La strega fu creata da Carl Barks e fece la sua prima apparizione nel dicembre del 1961 con il titolo “Zio Paperone e la fattucchiera”, ma ci sono alcuni particolari che fanno di questo personaggio, un legame con la tradizione napoletana, che non tutti conoscono. Oltre a parlare con un marcato accento napoletano, vivere sul Vesuvio con il suo fedele corvo “Gennarino“, il disegnatore americano pensò di dare alla strega le fattezze di Sofia Loren e Gina Lollobrigida, due icone di ideale femminile dell’epoca. Ma ci voleva il tocco esoterico tutto partenopeo, per dare alla bella Amelia quel tocco di “realtà” che rende la strega davvero speciale. E parliamo della leggenda della Vecchia ‘e Mattavona.

La storia ha radici molto antiche, di una “Strega del Vesuvio” già si parlava a metà ottocento e fu tramandata nei secoli, come tutte le storie, cioè verbalmente, fino ad approdare ai giorni nostri. Si narra, infatti, che nel 1858, dopo l’ennesima eruzione del Vesuvio, il “Fosso grande”, un burrone che venne così battezzato per via della sua profondità, venne completamente riempito di detriti, dando la possibilità di attraversarlo a piedi con tranquillità. Ma da quel momento le persone che abitavano nella zona iniziarono a sentire, nel cuore della notte, urla strazianti, come se qualcuno stesse subendo delle pene corporali, tanto che una spedizione tentò, invano, di identificare quelle urla. Disperati e spaventati dalla situazione, si rivolsero a una fattucchiera “A vecchia ‘e Mattavona” che fu portata nel luogo esatto da cui arrivavano le urla. Dopo un breve rito in una lingua sconosciuta, il lamento che aveva straziato la quiete degli abitanti della zona, incrdibilmente terminò per sempre.

All’epoca dei fatti, c’è da dire, che la stregoneria era molto di moda nelle zone vesuviane, oltre alla nostra eroina, vi erano cartomanti e fattucchiere famose, ad Ercolano e Torre del Greco, ma la protagonista della nostra breve leggenda, ebbe l’onore, qualche secolo dopo, di diventare immortale grazie ai geniali tratti di Carl Barks, che la tramutò nell’arcinemica del miliardario di Paperopoli. Fra leggenda e realtà, se volete trovare e visitare la casa di Amelia, fra filtri magici e pozioni, potete avventurarvi nel Parco Nazionale del Vesuvio, dove un rudere spettrale, in tutto e per tutto uguale alla casa della strega Disney, vi attenderà.

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Biografia Redazione

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