NAPOLI FACILE SUL CROTONE, LA CORSA CHAMPIONS CONTINUA

Torna al San Paolo il Napoli dopo la notte di Champions contro i Blancos, avversario di giornata è il Crotone, non certo un avversario che stimola la fantasia dei tifosi, eppure la risposta di pubblico è ottima e l’impianto di Fuorigrotta regala una discreta cornice di pubblico. A movimentare la vigilia sono soprattutto i dubbi di formazione, tante le ipotesi e anche stavolta Maurizio Sarri sorprende un po’ tutti. In difesa turno di riposo per Ghoulam, chance da titolare per l’ottimo Strinic, e per Albiol sostituito dal redivivo Chiriches, in mezzo con il solito, inamovibile, Hamsik, giocano Jorginho e Rog. Ma le vere sorprese arrivano in attacco: laddove si preventivava un tridente Mertens-Milik-Giaccherini, il buon Maurizio decide di lasciare questi tre in panchina per lanciare Pavoletti con Callejon e Insigne, autentici stakanovisti delle corsie laterali.

Il motivo delle gara è subito chiaro, Napoli in attacco e calabresi asserragliati nella propria metà campo a cercare di limitare i danni: il giro palla azzurro è piacevole, la tendenza a sfruttare una sola fascia per i propri attacchi, la sinistra, è ancora più accentuata. Insigne è protagonista, con Hamsik e Strinic, di un ottima frazione; soffre il Crotone da quel lato anche se la prima occasione è per Callejon sul quale salva Cordaz. Non è facile trovare spazi visto anche l’immobilismo di Pavoletti che, a parte qualche buona sponda, sembra fatto di materiale diverso rispetto ai suoi, sguscianti compagni. Proprio Pavoletti serve a Insigne un buon pallone, ma il tiro a giro di Lorenzinho è salvato in angolo da Cordaz. A regalare brividi ad un inoccupato Reina ci pensa Chiriches, autore di diversi disimpegni un po’ troppo confidenziali, Trotta prova ad approfittarne ma calcia a lato. Con pazienza attaccano i padroni di casa e trovano il vantaggio su un giusto rigore concesso dall’arbitro Gabrieli per un fallo su Insigne, lo stesso 24 napoletano realizza dagli undici metri. Vista la carenza di palloni sull’out destro, anche Callejon si sposta verso il centro sinistra e manca il due a zero da comoda posizione, stoppato ancora da Cordaz.

La ripresa inizia con un’occasione per i pitagorici (para di spalla Reina su Falcinelli) e una per i partenopei (Pavoletti mette alto di testa da comoda posizione). Dopo la mancata espulsione per Rog, già ammonito e subito sostituito con Zielinski, arriva il secondo gol azzurro. Ancora su rigore, stavolta dubbio, per un presunto fallo su Hamsik, è il neo entrato Mertens (subentrato a Pavoletti) a fare il due a zero. Quattro minuti e Insigne, splendidamente servito da Jorginho, fa tre a zero dopo un controllo da urlo in area di rigore. Standing ovation per il migliore in campo che lascia subito dopo il posto a Giaccherini. La gara finisce praticamente qui e fino al novantesimo gli azzurri provano, senza sforzarsi troppo, ad arrotondare il risultato. La presenza in campo dell’indemoniato Mertens mette a dura prova la resistenza dei calabresi che si salvano fortunosamente in più di una occasione riuscendo, fortuna loro, a contenere il passivo.

Vittoria dunque scontata per il Napoli che resta a meno due dalla Roma: la corsa Champions è uno dei pochi aspetti veramente interessanti del campionato, grazie anche alla presenza di squadre come l’Inter e la Lazio che non mollano e nutrono speranze di grandezza. Per il resto il campionato italiano continua a presentare un prodotto scadentissimo, con una lotta salvezza inesistente e tenuta ancora viva, si fa per dire, dall’Empoli capace di fare un solo punto nelle ultime sette gare mantenendo comunque un vantaggio di sette punti sul Palermo inseguitore (?). In mezzo una decina di squadre in situazione di tranquillità che nulla hanno da chiedere alla stagione. Si capisce bene il motivo per il quale il torneo della Serie A, qualche lustro fa il più seguito al mondo, stia scivolando sempre più verso il basso e i recenti risultati delle squadre del Bel Paese nelle competizioni continentali sono lo specchio fedele di questo ridimensionamento.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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