Orrenda.
L’aggettivo giusto per la prestazione del Napoli di ieri sera contro un Bologna che aveva, come unico obiettivo, quello di non fare l’ennesima figura barbina di questi ultimi periodi.
Non ci sono parole, invece, per provare a spiegare il non calcio di questa squadra: un’idea di calcio antidiluviana, senza uno straccio di schema che non sia palla lunga a Hojlund oppure “diamo la palla ad Alisson e speriamo che inventi qualcosa”. I felsinei imperversano per tutto il primo tempo, tenendo palla a ritmi nemmeno troppo veloci mentre i napoletani li osservavano inermi, senza pressing, senza grinta, attendendo l’ovvio vantaggio di Bernardeschi, apparso un gigante al cospetto dell’impresentabile Di Lorenzo, rispolverato per l’occasione, con un tiro in assoluta libertà all’interno dell’area di rigore. Anche Miranda ha imperversato, mentre Politano e il capitano perdevano palle su palle, fino al fallo da rigore, sempre di Di Lorenzo e penalty trasformato da Orsolini.
Il Napoli? Zero assoluto!!!! Nonostante una frazione di gioco inguardabile, il capitano trova il modo di battere Pessina al tramonto del primo tempo e riaprire la contesa.
Nella ripresa i padroni di casa trovano addirittura il pari: assist di Hojlund e pareggio di Alisson Santos.
Il Maradona torna a ruggire, tutti si aspettano un attacco all’arma bianca, e invece? Il Napoli si affloscia, Conte fa i cambi tardi e senza senso: fuori Giovane per Elmas, entrano anche Gilmor per lo spento Lobotka, controfigura del dinamico centrocampista tanto ammirato, oggi custode inerme di 20 metri di campo, Spinazzola per l’etereo Politano fino a Mazzocchi (messo alto a destra) per Gutierrez. “E’ come film di orore” (con una r) direbbe un famoso chef in tv.
Il 2-2, tutto sommato accettabile, sembra il risultato più ovvio, ma la difesa azzurra non è d’accordo: il subentrato Rowe, dimenticato da tutti, fa 3-2 e buona notte a tutti.
La prossima si va a Pisa: guai a dare per scontata la partita. Questo Napoli può perdere con chiunque, perfino con i derelitti toscani e una mancata vittoria metterebbe gli azzurri di fronte alla necessità di battere l’Udinese all’ultima, con i friulani in fiducia di gioco e risultati.
Insomma, vincere domenica e poi progettare il futuro.
Chi scrive sarà sempre grato a Conte per quanto fatto, ma preferirebbe un progetto tecnico diverso, soprattutto dopo le numerose prestazioni inguardabili di quest’anno e la svalutazione di un parco giocatori condiviso e poi parzialmente ripudiato.

