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Napoli lento e impreciso, il Sassuolo passa: come funziona il Var?

Premessa: il rigore per il Sassuolo ci sta, vero che Raspadori cade dopo, ma si sa tutti i calciatori sono così e non c’è da meravigliarsi. Però proprio non riusciamo a capire il funzionamento del Var: si lamentano tutti, dall’Inter (rigore netto sabato contro il Parma) al Napoli (misterioso silenzio Var nella trasferta di Benevento), dalla Juve (impropriamente in questo caso), al Torino. Tanto vale toglierlo e lasciarlo solo per i fuorigioco, troppa libertà concessa agli arbitri, troppa differenza tra chi ne abusa e chi invece non lo usa mai.

Detto questo, prima  “reale” sconfitta in campionato per i ragazzi di Gattuso: contro il Sassuolo, privato in un sol colpo del suo tridente, il Napoli pare, di nuovo, scendere in campo con pigra supponenza, giochicchiando a ritmi dopolavoristici per un’ora, prima di subire il gol del vantaggio del Sassuolo, siglato, su rigore chiamato dal var, da  Locatelli, poco prima graziato dopo un intervento killer su Osimhen, ignorato dall’intermittente arbitro tecnologico.

Ha dei problemi la squadra azzurra: sembra non riuscire a trovare spazi quando una squadra organizzata non concede profondità. La lentezza degli interpreti da cui ci si aspetterebbe la “giocata” rende stucchevole e noioso il giropalla, l’assenza di un terzino sinistro di livello, la pessima vena di Mertens (lungi da noi criticarlo, ma ieri, e non solo ieri, sembrava essere sceso in campo con le pantofole per giocare con il cane) e la lentezza di Fabian che non cuce e non recupera, sono solo alcuni degli aspetti da tenere in considerazione.

Non ha fatto malissimo Osimhen: sul giovane nigeriano pesa la valutazione monstre, ma onestamente, senza voler comunque soprassedere alla sua scarsa lucidità sottoporta, è parso l’unico del quartetto offensivo a battersi e sbattersi fin alla fine: male Lozano, che è parso spompato e così così Politano che non è mai riuscito a trovare spazi, complice anche la serata orribile di Di Lorenzo.

Non è tutto da buttar via: nonostante i due gol presi, la difesa appare solida, guidata da un Koulibaly che sembra tornato il giocatore di categoria superiore che tutti ricordavamo.

Senza voler cercare alibi, giocare ogni tre giorni non è facile, tutte le squadre impegnate in Europa ne risentono (escluso il Milan) e i passi falsi sono all’ordine del giorno.

Il due a zero finale per i neroverdi è, comunque, punizione che il più brutto Napoli della stagione probabilmente non meritava, ma va dato atto alla squadra dell’ex De Zerbi di giocare un calcio piacevole e con idee consolidate: complimenti!

Si torna in campo giovedì per l’Europa League, un’occasione per mettere da parte le scorie di questa brutta sconfitta e proseguire il cammino che, vista la situazione sociale che stiamo vivendo ormai da troppo tempo, non abbiamo idea di dove ci condurrà, ma soprattutto SE ci condurrà da qualche parte.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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