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NAPOLI, TUTTI UNITI PER LA CHAMPIONS, MA A GIUGNO SERVONO SCELTE CORAGGIOSE

Dopo San Siro anche l’Olimpico si tinge d’azzurro: il Napoli mette a segno il secondo colpaccio esterno consecutivo in 8 giorni, battendo a domicilio i giallorossi per 2-0 grazie alla doppietta del redivivo Mertens.

Al di là del risultato, a convincere è stata ancora una volta la prestazione degli azzurri, che hanno letteralmente dominato il primo tempo, realizzando i due gol decisivi, e gestito la ripresa senza troppi affanni.

L’unico brivido è arrivato dal palo colto da Pellegrini, sugli sviluppi dell’ennesimo svarione frutto della ormai famigerata “costruzione da dietro”, cui ci si continua ad affidare nonostante faccia più danni della grandine.

Questo doppio blitz consente alla squadra di Gattuso di potersi realmente giocare fino in fondo le proprie chances per la qualificazione alla Champions League, a 10 giornate dalla fine del campionato e con il recupero della sfida di Torino contro la Juve (si giocherà il 7 Aprile) che, visto il momentaccio dei bianconeri (battuti in casa anche dal Benevento), fa decisamente meno paura.

Il weekend di sosta (la Serie A lascia spazio alle gare di qualificazione ai prossimi mondiali del 2022 in Qatar) arriva quando il Napoli sembrava aver trovato il ritmo giusto, con 13 punti in 5 partite, di cui 2 buttati nel finale col Sassuolo.

La pausa servirà comunque a recuperare Petagna e Rrahmani, ultimi rimasti in infermeria (con l’esclusione del lungodegente Ghoulam), ed a far ritrovare la giusta brillantezza ai vari Lozano, Mertens e Manolas, tornati da poco a disposizione di Gattuso.

Si può dunque guardare con un cauto ma ragionevole ottimismo a questo finale di stagione, anche perché la strategia di De Laurentiis, che ha messo da parte i contrasti con il tecnico calabrese per salvaguardare l’obiettivo comune, si è rivelata saggia.

Altrettanto indovinata, da parte di ADL, è stata la scelta di indire il silenzio stampa fino a fine campionato, impedendo a “Ringhio Star” di rilasciare altre dichiarazioni al vetriolo (anzi…al veleno) contro il presidente, di fronte agli amici ed ex colleghi presenti nella condiscendente platea di Sky.

Con la squadra finalmente libera da ambizioni e pressioni che non pare in grado di reggere, e con l’intera settimana a disposizione per via dei prematuri addii alle altre competizioni, sembrano esserci dunque i presupposti perché si riesca a viaggiare compatti verso il traguardo minimo fissato ad inizio stagione.

Al di là dell’ovvio auspicio che il Napoli riesca a qualificarsi per la Champions, c’è da augurarsi però che la società non compia le prossime, fondamentali scelte, in funzione del piazzamento finale che Insigne e compagni saranno in grado di raggiungere.

Fortunatamente non sembra esserci pericolo di ripensamenti, da parte di De Laurentiis, sul futuro di Gattuso, che ha purtroppo dimostrato di non essere ancora pronto a guidare una squadra di vertice, abituata a qualificarsi per le competizioni europee e soprattutto intenzionata a disputarle con la voglia di arrivare in fondo, per crescere in termini di personalità e mentalità vincente.

Le incertezze mostrate dal tecnico alle prime difficoltà dopo un ottimo inizio, l’ostinazione nel perdersi in stucchevoli polemiche, e l’incapacità di garantire una identità tattica alla squadra, sono stati elementi determinanti nel dar vita al nerissimo inverno del Napoli, e gli infortuni (numerosi, certo, ma mai tali da impedire a Gattuso di mettere in campo formazioni competitive) non possono rappresentare un alibi convincente.

Del resto, il continuo auspicio di avere a disposizione la famosa “settimana tipo” per allenarsi, è assolutamente inconciliabile con le ambizioni europee del Napoli: una settimana senza impegni infrasettimanali può essere “tipo” per compagini come Verona o Sassuolo, non certo per chi si cimenta nelle competizioni continentali da più di un decennio senza soluzione di continuità.

De Laurentiis dovrà dimostrare uguale fermezza nel completare l’azzeramento dei vertici tecnici, salutando il DS Giuntoli, probabilmente il principale responsabile del declino di questi anni.

Sotto la guida dell’ex manager del Carpi il Napoli infatti, pur spendendo molto ed aumentando vertiginosamente il proprio monte ingaggi (anche per l’incapacità di vendere al momento giusto alcuni pezzi pregiati, come è giusto che un club come quello azzurro faccia), ha progressivamente abbassato il livello della propria rosa, con l’arrivo di calciatori che raramente si sono dimostrati in grado di sostituire i partenti.

Riflessioni altrettanto lucide andranno fatte sul destino di molti dei componenti della squadra: una eventuale felice conclusione di questa rincorsa alla Champions non dovrà infatti indurre a valutazioni errate, come già successo sia al termine del primo anno della gestione Ancelotti che la scorsa estate.

Questo gruppo, pur composto da buoni (se non ottimi) giocatori, oltre ad essere assemblato male e carente in alcuni ruoli (ogni riferimento al terzino sinistro, a un mediano di livello e ad un centravanti affidabile è puramente voluto), ha già ampiamente dimostrato tutti i suoi limiti in termini di personalità e capacità di affrontare i momenti chiave della stagione, e le scelte su chi acquistare e chi cedere dovranno tenere conto di questi fattori.

Inoltre, bisognerà avere il coraggio di non insistere su giocatori che hanno ampiamente esaurito il loro ciclo a Napoli, e soprattutto andranno risolte con rapidità e risolutezza le questioni relative ai prossimi contratti in scadenza.

Non dovranno assolutamente essere ripetuti errori già commessi con Mertens, Callejon e Milik: andranno prese le decisioni migliori nell’interesse della società, e pazienza se tali scelte dovessero comportare la rinuncia ad alcuni dei senatori dello spogliatoio.

Se pure, nell’immediato, fosse necessario allestire una rosa più giovane (magari guidata da un tecnico emergente) per garantire un ritorno ai vertici nel medio periodo, non ci sarebbe nulla di male; se, viceversa, la gestione virtuosa operata da ADL in questi anni permetterà l’ingaggio di un tecnico e di giocatori in linea con gli attuali obiettivi degli azzurri, tanto meglio.

Qualunque sarà il percorso che il Napoli vorrà o dovrà percorrere, l’importante sarà avere il coraggio di illustrare questo progetto alla piazza in modo chiaro, evitando ambiguità, e soprattutto di perseguirlo senza sbandamenti.

Insomma, una volta finita questa sosta, sarà giusto e necessario per il Napoli concentrare gli sforzi e le energie sullo sprint finale, ma Champions o non Champions, è bene che De Laurentiis sia pronto a rilanciare con scelte forti, per garantire al suo club un futuro nuovamente roseo il prima possibile.

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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