NAPOLI, UN’ALTRA SOSTA DA CAPOLISTA: KOULIBALY E COMPAGNI PIU’ FORTI ANCHE DEL RAZZISMO

Dopo i due poker di Udine e Genova, il Napoli cala anche il settebello: in un campo difficile come quello di Firenze, gli uomini di Luciano Spalletti colgono la settima vittoria in altrettante gare di campionato, arrivando ancora in testa, a punteggio pieno, alla seconda sosta del torneo.

Al “Franchi” gli azzurri erano attesi al riscatto dopo la bruciante sconfitta interna di Europa League contro lo Spartak Mosca, e non hanno tradito, fornendo una prova di grande maturità.

Contro una Fiorentina in grande spolvero, protagonista di una prima mezzora fatta di pressing e ritmi altissimi, il Napoli è andato anche sotto grazie allo splendido gol su corner di Martinez Quarta, ma non si è disunito, attendendo con pazienza il fisiologico calo degli uomini di Italiano.

E’ bastato che i viola rifiatassero per consentire all’ispirato Fabiàn di questo inizio di stagione di innescare in campo aperto quell’iradiddio che corrisponde a Victor Osimhen, attualmente inarrestabile per qualunque difensore: calcio di rigore e, dopo l’errore (già il secondo quest’anno) di Insigne, tap in vincente di Lozano.

I partenopei hanno completato l’opera ad inizio ripresa con Rrahmani, ancora in gol sull’ennesima palla inattiva ben congegnata, altra costante di questo avvio di stagione: a quel punto, con i gigliati sulle gambe, il Napoli ha controllato agevolmente il match, sprecando anche un paio di clamorose chances per il tris.

ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

A Firenze l’unica nota davvero stonata è arrivata dagli spalti, dove agli ormai insopportabili cori discriminatori nei confronti del popolo napoletano, si è aggiunto il disgustoso episodio di cui per l’ennesima volta è rimasto vittima Kalidou Koulibaly.

L’eccezionale difensore senegalese, finalmente tornato ai suoi livelli dopo due stagioni anonime, è stato insultato da un individuo, che gli ha dato della “scimmia” mentre concedeva un’intervista a DAZN, come prontamente riportato dal giornalista che stava parlando con lui.

E’ davvero sconfortante, nel 2021, dover commentare episodi del genere, che testimoniano quanto il nostro paese (rigorosamente con la minuscola) sia ancora intriso in ogni suo strato sociale, di livelli non più tollerabili di razzismo, ignoranza e becerume.

Per fortuna sembra esserci finalmente una sensibilità diversa nel denunciare e combattere questi fenomeni: oltre alle parole di circostanza, belle ma poco utili, di tesserati ed addetti ai lavori, pare sia in arrivo il DASPO per il protagonista di questo episodio inqualificabile, individuato dalle telecamere di sorveglianza presenti al “Franchi”.

Oltre alla necessità di lavorare a livello educativo sulle nuove generazioni, per sradicare alla radice l’erbaccia dell’intolleranza, va sottolineata quella di cambiare approccio rispetto a quanto fatto in questi ultimi decenni, eliminando la responsabilità oggettiva per le società ed inasprendo pesantemente le pene a livello individuale.

Le moderne tecnologie di ripresa, il rispetto del posto assegnato e l’obbligo di emissione del biglietto nominativo (misure adottate da tempo ma rese efficaci solo di recente), consentono infatti di punire esclusivamente chi si macchia di reati e nefandezze all’interno dello stadio.

E’ dunque possibile e giusto evitare che a pagare per i gesti di pochi, o di uno, siano interi settori popolati da persone appassionate e vogliose di sostenere la propria squadra, come accaduto praticamente fino a ieri.

Questa “responsabilità oggettiva” che colpisce le società, chiudendo settori o squalificando i campi, era ormai diventata tra l’altro un potente strumento ricattatorio che le associazioni criminali nascoste dentro e dietro i gruppi organizzati hanno usato per anni, al fine di ottenere vantaggi ed impunità, come ormai noto a tutti: un motivo ancora più importante per abolirla, riformando efficacemente il codice di giustizia sportiva.

Koulibaly e compagni più forti di tutto, almeno fin qui, ed a certificarlo anche i riconoscimenti che hanno premiato gli azzurri per il mese di Settembre.

Spalletti è stato votato come miglior allenatore dalla Lega Calcio, mentre Osimhen e Koulibaly sono stati nominati miglior giocatore rispettivamente dall’Assocalciatori e dalla EA Sports, partner commerciale della Serie A e produttrice del celebre videogame “FIFA”.

Pur essendo ancora all’alba di questo campionato, ed avendo le milanesi alle calcagna, è dunque legittimo chiedersi se davvero il Napoli ha le carte in regola per lottare fino in fondo per il titolo.

Gli azzurri, pur essendo in testa a punteggio pieno, non possono essere ritenuti i principali favoriti: l’Inter ha dalla sua una rosa ancora di alto livello e l’esperienza di chi ha appena vinto, mentre il Milan ha impressionato ancor di più dei nerazzurri, mostrando un calcio piacevole, una impressionante solidità e la consapevolezza derivante dall’ottimo campionato disputato lo scorso anno.

Non mancano però i motivi per cui essere ottimisti: la compattezza di un gruppo che ormai si conosce a memoria, la profondità di un organico che ha appena recuperato anche Demme e Mertens, e l’esplosione di Osimhen, che ha spaccato in due le difese con le sue doti fisiche, e che ancora meglio potrà fare quando affinerà quelle tecniche.

Va sottolineato però soprattutto lo straordinario lavoro di Spalletti, arrivato a Napoli tra lo scetticismo di chi era forse convinto che De Laurentiis avesse ingaggiato Gian Marco Tognazzi, interprete del tecnico di Certaldo nella fiction su Totti, in cui l’allenatore della Roma dell’epoca è stato dipinto come un “villain” spacca-spogliatoi senza scrupoli, con una narrazione che non ha brillato per oggettività.

Spalletti ha invece infuso serenità e regalato organizzazione e varietà di gioco ad una squadra reduce da un anno e mezzo di veleno ed urla, mostrando di essere cresciuto sotto il profilo tecnico ed umano in questi due anni di inattività.

D’altro canto, i momenti difficili sono alle porte: l’impegno europeo da onorare, una Coppa d’Africa che porterà via giocatori importanti a Gennaio, un calendario più impegnativo dopo la sosta, con la trasferta di Roma alle porte ed Inter, Lazio ed Atalanta da affrontare a Novembre.

Spalletti dovrà essere bravo a coinvolgere tutta la squadra, come fatto fin qui, ed a dosare le energie senza stravolgere gli equilibri rapidamente raggiunti.

Il confortante vantaggio accumulato in chiave Champions su Roma, Atalanta, Lazio e soprattutto Juventus, consentirà comunque a agli azzurri di giocare con la serenità di chi ha già intrapreso il percorso giusto verso l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione.

Con l’entusiasmo e l’autostima frutto di questa partenza sprint, e la tranquillità di chi non è partito per vincere a tutti i costi, il Napoli ha quindi il diritto di sognare in grande, ma anche il dovere di restare con i piedi per terra.

Chissà che, alla fine, questo sogno di inizio autunno non possa tramutarsi in realtà a Maggio…

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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