Nathan Never Missione Giove #2 – La creatura nel ghiaccio – Recensione

Prosegue la miniserie estiva in 4 albi Nathan Never – Missione Giove con la quale Sergio Bonelli celebra i 30 anni di vita editoriale del personaggio. Dopo un primo numero introduttivo emozionante e coinvolgente, Bepi Vigna con il secondo albo intitolato La creatura nel ghiaccio porta ancora avanti una trama intessuta su più livelli che si riallaccia alla continuity narrativa della serie ma introduce anche degli elementi di novità e articolati su più livelli temporali.

Le prime tavole sono una fedele trasposizione in vignette dell’allunaggio del 20 luglio 1969 così come ci è stato narrato in TV dalle voci di Tito Stagno e Ruggero Orlando: si tratta di un evento epocale che ha segnato un’intera generazione ed oltre, e le parole di quella telecronaca vengono riportate in un emozionante omaggio ricostruttivo che trova poi il modo di riallacciarsi all’avventura del nostro Agente Alfa.
Nathan viene infatti coinvolto in un evento che – almeno per il suo mondo a fumetti – è altrettanto epocale, ossia il primo viaggio interstellare a curvatura che gli permette di raggiungere l’orbita di Giove a bordo dell’astronave Overgate. Scatta quindi la missione di recupero dell’Icarus, il movente della missione come abbiamo già letto nel numero 1 La Squadra Hawks, con Nathan che si trova ad affrontare grosse difficoltà a causa dell’EBE (Entità Biologica Extraterrestre) presente a bordo.

Non ci spingiamo oltre per evitare il rischio spoiler, mentre è più interessante approfondire come Vigna sia riuscito a comporre un susseguirsi di eventi dinamici e fluidi che attingono a piene mani da tutta la cultura ufologica, un tema che se in molti preferiscono declassare a semplici “teorie cospiratorie” è però componente essenziale e soprattutto pertinente all’interno di una serie di fantascienza.

È il genere nel suo insieme e per sua natura ad essere fertile per esprimere tutto il senso di disorientamento dell’uomo dei nostri giorni, diciamo pure dal XX secolo ad oggi, ed il vacillamento di tutte le sue certezze, e questa avventura di Nathan Never sembra condurre in maniera ancora più estrema del solito su questo territorio di analisi.

Prosegue anche in questo secondo albo la collaborazione tra i due veterani disegnatori della serie Germano Bonazzi e Max Bertolini, che si sono divisi le tavole su indicazioni di Bepi Vigna trovando una perfetta armonia e coerenza interna e sfruttando un approccio realistico ma molto spettacolare. I due autori hanno fatto uso di alcune soluzioni artistiche ancora più originali rispetto al primo capitolo: del resto ci troviamo nell’orbita di Giove, e servivano tratti in grado di spalancare finestre sul futuro.
Alcune sequenze, in special modo nella seconda metà dell’albo, sono realmente magistrali e dettagliatissime, interpretando scenari ed atmosfere in maniera evocativa, mentre l’uso della gabbia si fa volutamente più disinvolto e movimentato.


Più classica e basata su toni chiari è l’impostazione della copertina realizzata da Ivan Zoni, che fa da ideale cornice senza far trasparire troppe rivelazioni sul contenuto dell’albo.
L’appuntamento con il numero 3 di Nathan Never – Missione Giove è fissato in edicola per il 24 luglio.

Uscita: 24/06/2021
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto: Bepi Vigna
Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Max Bertolini, Germano Bonazzi
Copertina: Ivan Zoni

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Biografia Christian Imparato

Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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