NBA 2k18 – Recensione [Playstation4]

Titolo: NBA 2K18
Genere: Basketball
Sviluppatore: Visual Concepts
Publisher: 2K Sports
Data di uscita: 19 settembre 2017 (EU)
Piattaforme di uscita: PS3, Ps4, Xbox360,Pc,Xbox One, Nintendo Switch
Supporto: Blu-Ray / Distribuzione digitale
Giocatori: 1-4
Multiplayer: 2 -10
Lingua: menù in italiano
Contenuti Extra: si

Da dove veniamo? Dove andiamo? Chi siamo?

Visual Concepts è una software house fondata quasi 30 anni fa in California, specializzata da circa in ventennio in titoli sportivi, tra cui spicca la serie NBA2K nata su Sega Dreamcast sotto la collana Sega Sports. Quando Sega ha venduto la sua sussidiaria americana a Take Two Interactive, Visual Concepts publica i suoi ottimi titoli sportivi sotto etichetta 2k Sports.

Un amore senza fine

Si può migliorare un gioco praticamente perfetto? Secondo Visual Concepts si. Se dal punto di vista tecnico non ci sono stati grandi stravolgimenti, per l’edizione di quest’anno, il team ha preferito concentrarsi su migliorare ulteriormente  le meccaniche di gioco introdotte lo scorso anno, concentrando le novità nella modalità MyCareer, e anche quest’anno si è fatto un bel passo in avanti verso la perfezione simulativa.

Un gioco “fisico”

Lo scorso anno in Nba2k17  è stata messa in particolare rilievo la fisicità degli atleti in campo. Grazie a un brillante uso del motore fisico e delle collisioni, il giocatore “viveva” la sensazione di avere sotto controllo gli atleti, capaci di reagire in maniera molto realistica ai tipici contatti che avvengono costantemente in una partita di basket . Tra tutti gli sport a squadre, il basket  è senz’altro uno dei più atletici. Quest’anno, Visual Concepts ha introdotto una serie di nuovi meccanismi “corpo a corpo” che si attivano durante gli “uno contro uno”. Ogni volta che due giocatori entrano in contatto frontalmente, si instaura una sorta di “duello” fisico, questa nuova fase non solo permette a chi difende di “far sentir”e maggiormente la propria difesa in modo molto “fisico”, ma permette agli attaccanti di avere qualche opzione offensiva in più rispetto al solite finte e blocchi perimetrali.

Il risultato finale è ancora credibile dell’anno scorso, è stato inserito un nuovo tipo di passaggio lungo: si può attivare tenendo premuto più a lungo il tasto del passaggio, così da raggiungere un compagno più lontano, senza aver necessariamente bisogno di ricorrere alla pressione dei tasti “icona”.

Modifiche nel gameplay? Si grazie!

Una fondamentale modifica nel gameplay è stata apportata all’indicatore del tiro, già ritoccato lo scorso anno. Adesso, invece che la lunga barra posta appena sotto al giocatore, ogni volta che si tenterà di eseguire un tiro, comparirà a schermo un indicatore molto più corto, che renderà leggermente più difficile al giocatore riuscire a fermarlo nel momento esatto in cui raggiunge il suo pieno riempimento. Questa piccola modifica, in aggiunta ad altri piccoli particolari, rende più soddisfacente andare a segno.

Migliorata anche la I.A. dei compagni di squadra in tutte le partite non facenti parte della modalità MyCareer . I compagni di squadra tendono a sfruttare maggiormente gli spazi, a portare dei blocchi singoli o doppi in maniera più aggressiva e a eseguire gli schemi di squadra con  reattività. Lo stesso capita per le squadre contollate dalla CPU che cercano di mandare in difficoltà i nostri giocatori con giocate molto aggressive.

In your Face…book!

Prendendo spunto dalle aree “social” presenti nei titoli MMORPG (Multiplayer Online Role-Playing Game, ovvero gioco di ruolo in rete multigiocatore di massa) , è stato introdotto una sorta di hub centrale dal nome “Vita di Quartiere“, che racchiude in sé gran parte delle modalità che, fino all’ultimo capitolo, erano un po’ separate dal resto del gioco.

Una volta iniziata la carriera e superato il prologo iniziale, ci ritroveremo in un piccolo quartiere americano insieme a tutti i MyPlayer creati dagli altri utenti. Lungo le strade, si possono scorgere gli edifici della palestra, il barbiere, Foot Locker, l’NBA Store, SWAG, il tatuatore, la sala giochi, l’ufficio dell’agente e, dulcis in fundo, diversi campi dove competere con tutti gli altri giocatori. In poche parole: Visual Concepts non ha fatto altro che prendere le varie modalità MyCareer, il MyPark, il MyCourt, il Pro-Am e lo shop online unendoli in un quartiere free-roaming molto piacevole da navigare.

NBA? No grazie!

Lo scopo del gioco rimane quello di raggiungere il fatidico livello 99  che da quest’anno si potrà  ottenere  ignorando completamente la carriera NBA e concentrandosi unicamente sul gioco online, cosa che l’anno scorso non era possibile. Una soluzione che offre finalmente al giocatore la giusta libertà di cui aveva bisogno, senza obbligarlo a intraprendere percorsi prestabiliti.

…e i server?
Negli ultimi anni server europei del gioco non si sono sempre dimostrati all’altezza della situazione, con frequenti lag e disconnessioni.
Quest’anno, “malgrado” l’introduzione di una zona social molto complessa, sembra  che la situazione sia migliorata. Ci sono ancora diverse cose da migliorare, specialmente per quanto riguarda la sincronizzazione di due giocatori durante un match online della modalità MyTeam, ma rispetto al passato le cose sono migliorate.
Sefie!!

Oltre alla personalizzazione estetica del proprio giocatore, alla componente social, ai campetti e ai campi competitivi del Pro-Am, e all’ufficio del proprio agente, è e possibile svolgere tutte le attività “d’immagine” come selfie, incontri con altri giocatori NBA, meeting con gli sponsor)necessarie per aumentare il numero di fan complessivi e guadagnare più soldi.

Andiamo al sodo! Ma chi è Shammy?!?

Per chi invece fosse interessato unicamente giocare la carriera professionistica, non deve fare altro usare lo smartphone per selezionare il successivo match in programma per la squadra scelta . Fatto questo, si viene immediatamente teletrasportati allo spogliatoio del team, dove, sia prima che dopo la gara, è possibile assistere ad alcune scenette con i compagni di squadra e membri dello staff.

Faremo la conoscenza con Shammy, il compagna che ci prenderà subito sotto la sua ala protetrice; c’è Boo-Boo, il capo della sicurezza, che avrà diverse reazioni a seconda alla prestazione avuta in campo; e poi ci sono il quel “simpaticone” del magazziniere, e la PR, che ci indicherà come comportarci con il pubblico e la stampa. Tutto queste variazioni sul tema però distolgono un pò troppo l’attenzione dal gioco vero e proprio rendendo il tutto un pò frammento.

Progressi, progressi, progressi!

Molto interessante è invece la gestione dei punti XP, che adesso vengono assegnati  con più criterio, secondo i blocchi portati, blocchi evitati, palle rubate, tiri liberi, rimbalzi, punti, assist ecc. conseguiti durante la partita. Per quello che riguarda la valuta di gioco, c’è da dire che 2k è sta accusata di fare un uso troppo “disinvolto” della moneta di gioco ed in parte è vero, solo dedicando un tempo relativamente lungo al gioco potremo essere realmente competitivi online, è una piccola macchia da non sottovalutare.

Ed il resto?

Venendo al resto delle modalità, oltre alla classica partita rapida con l’aggiunta  team “classici” dagli anni 60′ fino a oggi e di alcune squadre “leggendarie” , troviamo come al solito le modalità MyLeague, MyGM e MyTeam.

In MyLeague dovremo “adottare” una squadra NBA e gestirla per 50 stagioni, per MyGM, invece, si è scelto di adottare un approccio più narrativo, dove dovremo gestire la carriera di General Manager del  nostro alter ego giunto a fine carriera a causa di grave infortunio. Questa modalità “gestionale” è molto simile a quella dello scorso anno, ma con qualche variazione sul tema come una maggiore personalizzazione sulla casistica degli infortuni che si possono rendere più frequenti o più gravi, oppure aumentare le richieste economiche dei giocatori, aggiunto inoltre  qualche strumento di analisi delle statistiche in più e poco altro. La modalità MyTeam, invece, è incentata sull’intesa di squadra . Altre piccole aggiunte alla modalità MyTeam sono la presenza di nuove tipologie di carte di “supporto”, e un generale miglioramento del design dei menù e quindi della loro navigabilità.

Infine troviamo gli immancabili 2KU (2K University), dove è possibile apprendere tutti i fondamentali di gioco e i comandi, e 2KTV, dove assistere alle interviste ai migliori giocatori NBA.

Tecnicamente parlando…

Abbiamo ricevuto la copia della versione  PS4 chsalvo qualche sporadico calo di framerate, gira sui 60 fps in game. I caricamenti sono a volta un pò troppo lunghi, poche le migliorie per Ps4 Pro (il supporto non nativo al 4k). Il resto è nella media, molto alta, della serie 2k: un gioco fatto da appassionati per gli appassionati

PRO 

+ Non ha rivali
+ Quasi raggiunta la perfezione simulativa
+ introdotte diverse novità…

CONTRO

– Ma forse non sono abbastanza
– Un gioco per soli appassionati un pò ostico e dispersivo per chi si vorrebbe avvicinare la prima volta al franchise
– le micro transazioni sono fastidiose, online si può parlare di “pay to win”

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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