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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
LGBTL'angolo della Pecora Rosa

Neurodiversità e identità LGBTQIA+

Perché servono servizi sanitari, scuola e salute mentale più inclusivi.

Giornalista Queer
Giornalista Queer 1 mese fa
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9 Min Lettura
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La relazione tra neurodiversità (in particolare l’autismo), orientamento sessuale e identità di genere, con particolare attenzione ai bisogni di salute, inclusione, supporto clinico, educativo e sociale delle persone neurodivergenti LGBTQIA+.

Le persone autistiche presentano con maggiore frequenza orientamenti sessuali e identità di genere non conformi rispetto alla popolazione generale e che questo richiede competenze specifiche nei servizi sanitari, nella scuola e nei percorsi di supporto psicologico.

  1. M. ha 45 anni è una persona intersex e autistica ed è docente formatore sui temi dell’autismo. Con lei parliamo di un argomento vasto e complesso, con l’intento di fare chiarezza e fornire informazioni corrette.

Negli ultimi anni cosa ci dice la ricerca sul rapporto tra autismo, orientamento sessuale e identità di genere?

Studi recenti come ad esempio di Baron Cohen indicano che vi è una maggiore incidenza , 7-8 volte maggiore, rispetto ala popolazione tipica di riscontrare una identità lgbt. Sempre secondo gli studi il 40% delle persone che manifestano disforia sono nello spettro.

Perché nelle persone autistiche sembrano essere più frequenti orientamenti sessuali non eterosessuali e identità di genere non conformi? Quali sono le ipotesi scientifiche più accreditate? 

Fattori neurobiologici: Esiste una correlazione nello sviluppo neuro-endocrino precoce (es. recettori ormonali e asse HPTG) che unisce neurodivergenza e varianti biologiche  come nel caso degli intersex)

Minore condizionamento sociale minore tendenza a rimanere in un inquadramento canonico

Occorre però capire con psicologi esperti se siano reale identità di genere o una difficoltà nel riconoscersi nei canoni sociali esempio le ragazze si truccano, pensano ai ragazzi; le ragazze N.D. (neuro diverse) hanno interessi diversi.

In passato poi mi è capitato che un bambino dicesse di essere femmina perché aveva preso alla lettere il papà che gli diceva: se piangi sei una femmina.

Nel mio forum per famiglie ho incontrato genitori di ragazzi che si dichiarano gender fluid, alcuni sono anche in transizione.

 Ps: un ringraziamento ai genitori di questi ragazzi che lasciano da parte pregiudizi e accompagnano i figli nel percorso, dei veri pionieri.

Quanto è importante distinguere tra identità di genere, orientamento sessuale e caratteristiche dell’autismo durante una valutazione clinica?

Come dicevo sopra, una equipe deve stabilire se si tratta di reale disforia, se invece si tratta di orientamento sessuale o diversa espressione, il ragazzo potrebbe non avere una idea chiara ma avere disagio, crisi e comorbilità per questa doppia eccezionalità (rubo un termine tecnico, abbiamo bisogno di una nuova descrizione) I bambini e poi ragazzi crescono già sapendo di essere diversi dagli altri per come pensano ,per come giocano, come percepiscono, come si relazionano, alcuni anche per come si sentono nel proprio corpo e per chi amano. A proposito di questo. Molti ragazzi dicono di se stessi: non mi interessa che un compagno sia maschio o femmina, importa mi accetti per come sono. Molti ragazzi neurodivergenti, nel tentativo di decodificare il proprio vissuto interiore e trovare una propria collocazione nel mondo, esplorano l’intero spettro dell’orientamento sessuale e affettivo. Questa ricerca si traduce spesso in auto-definizioni specifiche come l’asessualità (assenza di attrazione sessuale), l’aromanticismo (assenza di attrazione romantica), la demisessualità (attrazione che si attiva solo in presenza di un profondo legame emotivo) o la sapiosessualità (attrazione basata principalmente sullo stimolo intellettuale).

Dal punto di vista pedagogico e clinico, questa ricchezza di definizioni non descrive una confusione, ma risponde alla necessità tipicamente Asperger di mappare la realtà in modo letterale e preciso. La mente neurodivergente non si accontenta delle etichette binarie o tradizionali fornite dalla società cis-eteronormativa: ha bisogno di parole esatte per descrivere sfumature relazionali e sensoriali che la popolazione generale tende a standardizzare. L’esplorazione di questi orientamenti è un atto di autodeterminazione e di ricerca di senso che va sempre accolto e validato senza pregiudizi istituzionali.

Quali sono le principali difficoltà che una persona autistica LGBTQIA+ incontra nel percorso di crescita, dal coming out alla costruzione delle relazioni affettive?

Intanto la difficoltà obbiettiva di entrar in relazione a causa del deficit sociale (purché mi accetti). Oltre a ciò difficoltà di rispecchiarsi nei canoni culturali. Difficoltà di enterocezione (capacità di percepire cosa accade nel nostro corpo). Il deficit sociale non permette di confrontarsi con gli altri per cui pensi di essere un alieno e invece intorno a te ci sono altri che vivono la tua esperienza. Oppure dici: beh tutti avranno sinestesie …e invece no. A volte pensi che tutti abbiano la tua stessa conformazione fisica perche non hai amici, non hai compagni e lo scopri solo guardando immagini su internet. Poi ti chiedi se sia il caso di approcciarsi ad altri per paura di essere cacciato .

I servizi sanitari italiani sono oggi preparati ad accogliere pazienti neurodivergenti con bisogni legati alla salute sessuale e all’identità di genere? Dove esistono ancora le maggiori criticità?

No o meglio i servizi preparati sono di frontiera e le famiglie hanno un bisogno disperato di sapere quali siano. Il rischio è non capire le variazioni di cui abbiamo parlato, di non essere preparati a gestire evitamento (non collabora alla visita), iper sensorialità, diversa enterocezione, disturbi alimentari, difficoltà di advocacy, non sapere come rapportarsi coi ragazzi per evitare meltdown. Saper gestire vergogna, iper algesia (sentire più dolore del dovuto) durante le visite mediche, saper fare un corretto aggancio relazionale, saper condurre una visita medica ricorrendo a strumenti come anticipazione, spiegazione, desensibilizzazione sistematica, usare strumenti fisici giusti come speculum flessibile, sapere che gli N.D.possono avere reazioni paradosso ai farmaci.

Come dovrebbero essere organizzati gli ambulatori e i percorsi di cura per renderli realmente accessibili alle persone autistiche, anche dal punto di vista sensoriale e comunicativo?

Dovrebbero avere personale formato in neurodiversità, conoscere tecniche cognitivo comportamentali , essere disposti a fare percorsi diversi, più lenti, modulati per comunicare col paziente. Avere stanze rispettose della sensibilità sensoriale.

Quale formazione dovrebbero ricevere psicologi, psichiatri, ginecologi, andrologi e medici di base per rispondere in modo competente ai bisogni delle persone neurodivergenti LGBTQIA+?

Dovrebbero essere formati nelle nuove teorie sulla neurodiversità, avere anche consulenze di autistici che si autorappresentano.

Che ruolo possono avere la scuola e le famiglie nel prevenire isolamento, bullismo e disagio psicologico negli adolescenti autistici che appartengono anche a una minoranza sessuale o di genere?

La scuola soprattutto dovrebbe accettare nuovi paradigmi . Accettare carriere alias. Accettare deroghe alle assenze , forme di frequenza mista perche spesso i nostri ragazzi hanno comorbilita come ansia panico depressione, evitamento patologico che non permette una scolarizzazione tipica. Progetti antibullismo e accesso dei terapisti a scuola

Molte persone parlano di “Autigender”. Che cosa significa questo concetto e come viene considerato oggi dalla comunità scientifica?

È un termine clinico e sociologico che descrive come l’esperienza dell’autismo influenzi e ridefinisca la percezione stessa del proprio genere. Per molte persone, l’essere autistiche e l’identità di genere non sono separabili, ma formano un unico sistema operativo 

Quali interventi o politiche ritiene prioritari per garantire alle persone autistiche LGBTQIA+ pari diritti, accesso alle cure e una reale inclusione sociale?

Accoglienza della diversità attesa che il ragazzo si autodetermini (supporto nel farlo) accettare che lo faccia già da piccolo. Moratoria verso la riassegnazione coatta per i bambini intersex. Protocollo condiviso nei centri di formazione di pediatri urologi e ginecologi divulgazione scientifica libera da preconcetti considerare la transizione come un progetto condiviso famiglia, scuola centro. Accompagnare i genitori e creare percorsi protetti e discreti e si lavorare per evitare etichette rigide fin da piccoli tutti giocano con tutto. Non è teoria gender, si fa già alla scuola infanzia.

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