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Notte di San Silvestro nel mondo – tradizioni e scaramanzie

L’ultima abbuffata dell’anno, quella del 31 dicembre, ci porterà sicuramente problemi con la bilancia, ma noi lo perdoniamo!

Ogni fine anno, sulle nostre tavole passa tanto tanto cibo. Tra frittura e bolliti, le luci di questa festività ci portano tanta allegria. Ma l’allegria viene anche mangiando, soprattutto se sulle nostre tavole imbandite passa la tradizione del gusto.

In Italia, tra nord e sud, i piatti sono poco differenti , tra zampone e pesce fritto, gli italiani sanno cosa mangiare e cosa evitare per quella serata. Sicuramente in Italia vige, più che mai, la regola delle tre T: Terra, tradizione e territorio. Ogni tavola sarà imbandita col cibo tipico del posto, che siano funghi, preferiti al nord, al pesce, preferito al sud. Senza dimenticare però anche la scaramanzia, che per quella sera non basta mai. Ciò che non può assolutamente mancare sono, per fine serata, le lenticchie, l’uva e il cotechino, senza dimenticare però di buttare qualcosa di vecchio ed indossare qualcosa di nuovo, rigorosamente ROSSO.

L’Italia non si smentisce mai, nemmeno l’ultimo giorno dell’anno. Ma, dato che le nostre tradizioni le conosciamo bene, vediamo ora in giro per il mondo cos’è tradizione mangiare. . .

In Spagna le tradizioni, sia culinarie che scaramantiche, sono tanto simili alle nostre.  Al pranzo vengono rigorosamente consumate le lenticchie, mentre per cena solitamente è a base di crostacei e pesce, esattamente come noi. Ma ciò che rende speciale la Nochevieja (“notte vecchia”, cioè la notte di San Silvestro) è la loro tradizione di mangiare las uvas de la suerte , l’uva, esattamente 12 acini d’uva uno dopo l’altro allo scoccare degli ultimi secondi prima della mezzanotte.  Questa tradizione è tipica anche in tutto il sud America. Loro brindano con il vino cava, simile al nostro spumante  e all’alba, per chiudere del tutto la giornata, mangiano churros  con cioccolata calda.

Mentre in Francia, rigorosamente la notte di Saint Silvestre vengono consumante le loro amate escargots, fois gras, formaggi vari e ostriche, tutto accompagnato da champagne. Le Crêpes vengono guarnite sia con prodotti salati che dolci, non solo la tipica cioccolata, ma anche verdura d’ogni genere. La loro tradizione, tanto romantica, è che durante lo scoccare della mezzanotte ci si baci sotto il vischio.

 

In Germania, la tradizione resta quella di consumare carne, le loro tipiche salsicce e le patate, oltre a questa tradizione, famosa è anche il loro consumo di birra, tipica tedesca accompagnata da Raclette. La Raclette è un tipico formaggio francese. Bevanda tanto consumata, ma tipica del 31, è la Feuerzangenbowle, tanto simile al vin brulè che si prepara con vino rosso, bucce di arancia, cannella, rum e chiodi di garofano. Durante il brindisi di mezzanotte, oltre a bere, si mangia cioccolato.

Spostandoci di qualche chilometro, nella fredda Russia, il Capodanno per loro è importante poiché non festeggiano il Natale.  Il Novy God è un mix di capodanno e natale insieme, dove tra le tavole imbandite, tra amici e parente ci si scambia i doni. La tradizionale vuole sulle loro tavole la nostra tipica insalata russa, cioè la salat oliviè, che si accompagna a tartine con caviale e il loro tipico sformato di carne in gelatina, il kolodets. In Russia è tradizione mangiare la seledka pod shuboi, cioè l’aringa in pelliccia, qui il pesce viene ricoperto da diversi strati di verdure, come carote e cipolle. Ed in fine i pirozhski cioè delle torte salate. Per il Cenone non può assolutamente mancare la Vodka e i mandarini.

 

Spostandoci dall’altra parte del mondo, il paese del Sol Levante, ci regala prelibatezze e tradizioni. In Giappone è buona sorte mangiare il kouhakukamaboko, loro piatto tipico che porta gioia e sacralità, grazie al rosso e al bianco del pesce con il quale è fatto; l’otoso, cioè un sakè speziato che uccide gli spiriti cattivi e i kuromane, fagioli di soia nera, portano buona salute. Le tradizione scaramantiche giapponesi aleggiano tra i loro piatti in questa notte piena di luci e fuochi pirotecnici.

 

Negli U.S.A. nonostante non abbiano molte pietanze tipiche, solitamente si cucina tutto ciò che viene mangiato nel Giorno del Ringraziamento. Il tacchino ripieno con carote, cipolle, peperoni e piselli, guarnito il tutto con diverse salse. Ma l’America è grande, quindi la preparazione della cena varia parecchio. In Florida e in Massachusetts è solito mangiare pesce fritto abbinati con salsa di mele e mirtillo rosso. In Vermont, essendo produttori di formaggio cheddar, ovviamente anche per quella giornata non può mancare. 

Nel Sud degli Stati Uniti è usanza cibarsi con piatti a base di fagioli dall’occhio nero, di buon auspicio come le nostre lenticchie. A completare il pasto tradizionale si usa mangiare la torta di mais e pietanze a base di cavolo. Ma le loro tradizioni, più che culinarie, sono di tutt’altra specie.  Tradizione tutta Americana, mentre in Italia lo sport si ferma, qui è tradizione invece quella di passare il primo giorno dell’anno a guardare le partite del torneo di football delle squadre universitarie, il College Football Playoff. Un torneo che determina i vincitori del FBS college football. Altra tradizione è l’attesa della mezzanotte a New York, a Times Square, e viene seguita in diretta TV. Alle 11.59 del 31 dicembre una sfera di 5.386 chili e 3.7 metri di diametro viene fatta scendere lungo un palo alto più di 40 metri posto sul tetto dell’edificio al numero 1 di Times Square. La sfera, la Ball drop, impiega 60 secondi a compiere il suo percorso.

 

A Cuba, è solito mangiare l’arrosto di maiale marinato con erbe aromatiche e servito con una salsa a base di olio, limone e aglio. Il tutto si  accompagna da verdure fresche di tutti i tipi e chips di banana fritta, mentre nei Caraibi, le tavole sono colme di cibi freddi, come la guava, un frutto prelibato che si mangia sia al naturale, sia cucinato per preparare la tipica torta, la goiabada

 

 

 

 

Facendo un salto qua e là, le tradizioni della Notte di San Silvestro terminano tutte con i fuochi d’artificio, che tra i colori più disparati, ci fanno sognare in un nuovo anno tutto da scoprire.

 

. . . che tutte le tradizioni e la scaramanzia porti fortuna a tutti. Buon 2018!

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Biografia Maria Rosaria Ianniciello

Maria Rosaria Ianniciello
Lettrice patentata, scrittrice e ricercatrice di sogni perduti. Ho conosciuto il mondo del lavoro, quello vero, già dall’adolescenza; ma la scrittura, quella profonda, da molto prima. Amo viaggiare e scoprire tutto ciò che mi circonda. Mi cibo di arte, musica e lettura. Ma venero la buona cucina, non solo “chell’ e mammà”, ma di tutto il mondo.

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