Nove C di Dario Ricci
Lo scrittore fiorentino Dario Ricci presenta “Nove C”, una storia
d’amore e di montagna, una riflessione sulla paura di cambiare e sul
bisogno di rischiare. Il racconto della vita di un giovane uomo alle
prese con il martellante dubbio tra rinunciare o conquistare, tra
fermarsi o andare. Un romanzo scritto con uno stile agile e diretto, in
cui il silenzio assordante della neve e la precarietà di un corpo
sospeso su una parete di roccia ricordano quanto sia arduo eppure
meraviglioso scoprire chi si è davvero, e cosa si desidera per la
propria vita.
Titolo: Nove C
Autore: Dario Ricci
Genere: Narrativa contemporanea
Casa Editrice: Il Seme Bianco
Collana: Magnolia
Pagine: 176
Prezzo: 15,90 €
Codice ISBN: 978-88-336-11-747
«Scalo in base all’umore. Stamattina le sensazioni sono quelle giuste.
Il bosco sembra ancora riposare. Oggi riesco a non pensarti. Giulia.
Mentre penso di non pensarti, in realtà ti penso lo stesso. Adesso credo
di aver capito. Qualcuno ti direbbe che ti porto ancora nel cuore. Io
credo invece di portarti più tra le costole. Come una frattura […]».
Nove C di Dario Ricci è un romanzo onesto e diretto, che sa strappare
una risata ma che ha anche il potere di spezzare il cuore. Una storia
che parla d’amore, verso un altro essere umano e verso la natura, in
particolare la montagna. Soprattutto nell’ultima parte dell’opera si
focalizza l’attenzione sulla passione ardente del protagonista Diego per
l’arrampicata e lo scialpinismo, raccontati con precisione tecnica senza
però mai mettere da parte la loro grande portata emotiva. È sicuramente
di grande impatto la traversata sul ghiacciaio islandese del Vatnajökull
che il giovane compie con la consapevolezza di stare effettuando
innanzitutto un viaggio interiore nel suo dolore. Una traversata che
insegnerà a Diego che spesso è giusto rinunciare, in montagna come in
amore, e che “la neve fa un rumore assordante. Vuole solo essere
ascoltata. Con le sue verità che si sciolgono al sole”. Verità che
emergeranno dirompenti nell’apparente silenzio di un mondo candido e a
volte ostile, che lo cambierà nel profondo. Diego è un’anima errante per
tutto il corso della narrazione, un giovane uomo che vede nel rischio la
possibilità di sentirsi vivo, che come un moderno Robert Frost esercita
il proprio diritto di scegliere la strada meno battuta, rinunciando a un
lavoro sicuro e ben retribuito, e a una storia d’amore con una donna in
pace con sé stessa. Egli invece non è in pace, anzi, non cerca la pace,
e la sua vita è un continuo tenersi in bilico in un disperato bisogno di
“dipendere dal verticale”, con l’elettrizzante consapevolezza di avere
duecento metri di vuoto sotto di lui. E nell’amore verso Giulia il
protagonista ritrova lo stesso brivido, la stessa vertigine: lei è il
suo “continuo strapiombo”, la verità ridotta all’osso, l’essenza di ogni
cosa. Nove C è un romanzo scritto con uno stile lucido e incalzante, a
volte quasi telegrafico, in linea con i pensieri fugaci di Diego,
definiti da lui stesso “indolenziti”. Dario Ricci ci permette di fare la
conoscenza di un personaggio cinico, ironico e dissacrante, protagonista
di episodi tragicomici e di altri estremamente intensi, che espongono
con onestà la sua anima ferita. Nel viaggio in Islanda troverà la sua
salvezza nell’accettare l’imperfezione della vita, nel comprendere
quando rischiare e arrampicarsi verso la cima e quando invece rimanere
con i piedi ben saldi a terra. Perché da entrambe le prospettive è
possibile scorgere il proprio futuro, e costruirsi la propria
squilibrata pace.
TRAMA. Diego Capecchi, trentacinque anni. Responsabile marketing di
un’azienda di moda. Un lavoro che odia, ma che va inspiegabilmente a
gonfie vele. Anni di convivenza con Giulia finiti improvvisamente. Lei
amante della montagna e alpinista; lui no, almeno fino al loro incontro.
Una passione profonda per le vette esplosa come l’amore per questa
ragazza trentina sensibile, imprevedibile e taciturna. Difficile da
dimenticare. Poi Dafne. Un meraviglioso incastro imperfetto. Saranno le
nevi perenni dell’Islanda e un incontro inatteso in un pub di Reykjavík
a ricomporre il puzzle della sua vita. Intanto il climber ceco Adam
Ondra sarà impegnato con il progetto più difficile mai realizzato in
arrampicata, “Silence”. Difficoltà: Nove C.

