
All’incrocio di Via Nilo e Spaccanapoli sorge una statua di epoca greco-rom la statua del dio Nilo.
Nella seconda metà del XV secolo gran parte del centro antico di Napoli iniziò a cambiare volto. Le ricche corporazioni mercantili e artigiane compravano palazzi, costruivano monumenti, e ne abbattevano altri: fu durante la demolizione del monastero di Donna Romita che venne fatto un ritrovamento eccezionale, che ancora oggi conserva una storia affascinante. Interrata, senza testa e priva di epigrafi, una statua di marmo che sembra allattare un neonato.
Per circa due secoli il popolo napoletano fu convinto di trovarsi difronte ad una statua femminile perchè mancava la testa,. Addirittura nel XV secolo si pensò che si trattasse di una raffigurazione della sirena Parthènope che allattava i propri figli. , la chiamarono tutti, a simboleggiare il suo ruolo di personificazione della madre amorosa che cura i suoi abitanti. Oggi, completa di testa con tanto di barba, questa ipotesi era giustamente sbagliata. Fu grazie all’intervento dello scultore , nel 1657, che la statua assunse l’aspetto che conserva ancora oggi: fu aggiunto al corpo marmoreo una testa d’uomo, aggiungendo anche la cornucopia nel braccio destro e la sfinge alla sinistra, nel 1734 fu posta la lapide dettata da Matteo Egizio.

