Odessa Resistenza #5 – Prima della fine – Recensione

C’è un po’ di malinconia per me nello scrivere la recensione dell’albo numero 5 di Odessa Resistenza, la quarta e conclusiva stagione della serie science-fantasy di Sergio Bonelli Editore. Con l’albo Prima della fine, infatti, si approssima la chiusura di una avventura editoriale durata esattamente due anni e 24 albi ed iniziata a maggio del 2019.
Ci sarà tempo per tirare le somme, anche perché tra pochi giorni sarà in edicola l’ultimo albo, intanto è doveroso analizzare questa penultima uscita che anche stavolta vede al timone per soggetto e sceneggiatura il creatore della serie Davide Rigamonti, che ha voluto mettere la firma sull’intero epilogo dal momento che tutti i 3 albi conclusivi sono interamente opera sua.

Prima della fine è una storia che si sviluppa seguendo due diversi filoni narrativi entrambi a noi già ben noti e relativi al conflitto tra Yakiv e Mozok, ma in questa circostanza emergono tratti che rendono ancora più drammatico il loro scontro incentrato su un duplice senso di colpa che entrambi vivono in quanto creature “fuse” tra di loro. Yakiv è dilaniato dalla scoperta di essere stato responsabile dell’incidente che ha coinvolto la sua amata Zhiras (vedi Odessa Resistenza 4); Mozok, dal canto suo, soffre per esserne stato la causa, e per aver tenuto nascosto il suo piano, l’unica possibile salvezza per Nuova Odessa, allo stesso Yakiv.
Soffre al punto da interrompere il contatto psichico e rifugiarsi nel suo modo originario, quello che noi abbiamo conosciuto sin dall’albo 1 della seconda stagione Odessa Rivelazioni, un mondo fiabesco e nel quale anch’egli – sotto le spoglie originarie di Nilak – aveva una donna da amare ed animata da una fortissima determinazione.

Pur saltando da un piano narrativo all’altro questa avventura si contraddistingue anche per un inesorabile crescendo di tensione e di azione a causa dell’ennesima “resurrezione” in una forma potenziata e ingigantita dei terribili e feroci Sermoth, implacabili segugi che gli Ignoti hanno tarato per dare la caccia a Yakiv.
Tutti i nodi stanno per sciogliersi, l’arma da usare contro gli Ignoti è pronta ad essere messa in azione ed il conto alla rovescia è agli sgoccioli: tutti i personaggi convergono verso il Teatro dell’Opera di Odessa, il quartier generale dove infurierà la battaglia finale che si preannuncia ancora più corale del solito.

Lo staff dei disegnatori e dei coloristi per Prima della fine è volutamente più articolato del solito, e vede alternarsi Riccardo Chiereghin e Patrizia Mandanici; il primo mancava dalla serie addirittura dal numero 4 della prima stagione, ed è stato un bel ritorno alle origini ritrovare il suo segno denso e ruvido in tavole di azione molto complesse e anche con inedite e dinamiche soluzioni per la composizione e la distribuzione delle vignette; Patrizia dal canto suo stempera i toni con il suo stile più morbido e cromaticamente leggiadro quando l’azione si sposta nel fiabesco mondo di Nilak, rappresentato con rara sensibilità grafica e cromatica.

I colori delle tavole curate da Chiereghin sono invece opera di Edoardo Arzani, con una parziale collaborazione di Federico Giretti in alcune tavole di flashback. Il grosso del lavoro di Arzani è fatto di colori netti, spesso molto graffiati proprio per meglio enfatizzare i disegni, ma con un indubbio alone vintage che regala a questo albo tutta la drammaticità di cui c’era bisogno.
Siamo all’epilogo, enormi mostri alieni e minacciose entità cosmiche incombono su Nuova Odessa, e l’albo ci lascia col fiato sospeso in un cliffhanger che mostra, e qui è doverosa la citazione testuale, “l’arrivo della fine.


Il solito paragrafo a parte lo merita l’altro creatore della serie nonché copertinista Mariano De Biase, che in 24 numeri (senza considerare i frontespizi) è stato in grado di sciorinare tutto il suo talento ed alternare in maniera egregia stili, inquadrature, scelte cromatiche. Per l’albo del mese il primo piano è dedicato a Yakiv e Zhiras, ed al loro tenersi per mano rafforzando il reciproco legame di fronte alla devastazione dei Sermoth in formato gigante: non c’è didascalia migliore da riportare di una citazione estratta proprio dai social di Mariano, “Le cose prendono finalmente la piega Godzillesca che tanto aspettavamo”. Un po’ di sana ironia non guasta!

Uscita: 27/03/2021
Formato: 16×21 cm, colore
Pagine: 96
Soggetto: Davide Rigamonti
Sceneggiatura: Davide Rigamonti
Disegni: Patrizia Mandanici, Riccardo Chiereghin
Colori: Patrizia Mandanici, Edoardo Arzani, Federico Giretti
Copertina: Mariano De Biase

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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