Un testo teatrale scritto dal poeta urbano per eccellenza Peppe Lanzetta datato 2009 ma perfettamente adattabile ai giorni nostri, un autore completo che con la sua voce e la sua penna ci ha sempre descritto una Napoli underground e spontaneamente poetica, partendo proprio dalla periferia.
Opera di periferia come sinfonia di periferia, come spettacolo della periferia.
Lanzetta -che in questo spettacolo si ritaglia anche un ruolo di attore- ci racconta (e ripeto: come già fa nei suoi romanzi/saggi) che i sobborghi sono tutt’altro che sonnolenti e polverosi. La periferia partenopea è un mondo a parte,vivo, crudo, spietato, con un suo slang, che si incastra a fatica con le storie di Napoli città.
Le tematiche sociali, il sentirsi soli, sfogare la rabbia e le frustrazioni in modo sbagliato, la periferia “segna” i suoi figli fin dalla nascita come se già destinati ad una vita con un bagaglio pesante addosso. Scrollarsi la periferia di dosso è impossibile, una seconda pelle che ti ricorderà sempre chi sei e da dove vieni.
A mio parere lo spettacolo è un’ideale prosieguo del musical Scugnizzi.

La periferia è la protagonista non tangibile ma presente di questo spettacolo, figlia di “madre” Napoli, ma indipendente e selvaggia, forse arrabbiata con tale genitrice per averla fatta crescere sola e all’ombra di se stessa. Ma adesso si prende il suo posto nel mondo, vestita di musica e colori e si racconta attraverso le voci dei suoi abitanti con le gioie e i dolori di vivere “ai bordi” delle “vele” o del Vesuvio.
E che voci!

A far da padroni sul palco Ivan Granatino cantante/rapper affermato a livello nazionale. Un ragazzo talentuoso che in scena riesce perfettamente a sostenere il temuto binomio recitazione/canto. Con lui le Ebbanesis, ovvero Serena Pisa e Viviana Cangiano, due “talentoni” esplose tempo fa sul web con delle rivisitazioni in chiave napoletana di hit come la versione tradotta di “Bohemian rapsody” dei Queen.
Completano il cast l’attrice Maria Rosaria Virgili e la band Capone & Bungt Bangt che con l’uso di strumenti musicali fatti con materiali riciclati hanno creato un genere a parte che riportano fedelmente sul palco.
Un’orchestra rumorosa che dirige questa meravigliosa opera di periferia.
In scena un totale di 20 artisti, alcuni già con un bella carriera in ascesa come il cantante Peppoh.
Tutto diretto e coreografato da Bruno Garofalo.
Al teatro Augusteo fino a domenica 16 novembre 2025

