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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
La tana del Bianconiglio

Orche di Marineland: prigionieri madre e figlio

Nicoletta Gammieri
Nicoletta Gammieri 4 settimane fa
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3 Min Lettura
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Abbandonate nel Marineland di Antibes dopo la chiusura, le orche Wikie e Keijo si muovono a fatica, nuotando solo quando sono chiamate dalle persone. Un video diffuso dall’attivista Seph Lawless evidenzia la loro solitudine e riaccende il dibattito sul futuro di questi animali.

Nel silenzio del Marineland di Antibes, che è chiuso da diversi mesi, due silhouette scure si agitano lentamente sotto la superficie. Wikie e Keijo, madre e figlio, sono le ultime orche rimaste nel parco acquatico più grande d’Europa. Da quasi un anno, vivono in un ambiente desolante, circondate da vasche torbide e strutture in deterioramento, come si vede in un video pubblicato il 26 ottobre. Le immagini ritraggono gli animali fermi e quasi immobili, costretti a muoversi solo grazie alla presenza umana, eseguendo gesti automatici, residui di anni trascorsi in spettacoli.

Le orche sono animali sociali, abituati a vivere in gruppi familiari caratterizzati da legami profondi e comunicazione complessa. In natura, percorrono molteplici chilometri ogni giorno, comunicano con suoni distintivi e partecipano a rituali. Rinchiuderle in una vasca significa distruggere la loro dimensione sociale. Non sorprende che gli unici episodi di aggressione verso l’uomo siano avvenuti in cattività, dove la frustrazione si trasforma in sofferenza.

La chiusura del Marineland, a seguito del divieto francese di utilizzare i cetacei negli spettacoli, avrebbe dovuto segnare la fine di un’era. Tuttavia, Wikie e Keijo sono rimasti intrappolati, come prigionieri dimenticati. Il governo francese ha rifiutato di trasferirli in altri parchi, come il Loro Parque di Tenerife o in strutture giapponesi, per evitare di continuare il ciclo di sfruttamento.

Una sola speranza concreta proviene dal Whale Sanctuary Project, che sta costruendo un rifugio marino in Nuova Scozia, un luogo dove gli animali possano nuotare liberamente in un ambiente protetto. La presidente Lori Marino ha confermato la disponibilità ad accogliere le orche, ma l’attesa si fa sempre più lunga.

Nel frattempo, le immagini di Lawless hanno toccato il cuore di milioni di persone, riportando l’attenzione sul tema del benessere degli animali. Wikie e Keijo continuano a nuotare tristi e soli nella loro piccola vasca, simbolo di una generazione di creature che abbiamo addestrato e poi dimenticato. Resta ora una domanda: riusciremo a liberarli davvero o li lasceremo svanire nell’oblio del loro acquario silenzioso?

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Nicoletta Gammieri Nov 12, 2025
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Pubblicato da Nicoletta Gammieri
Nasce a Napoli il 29 agosto 1984, frequenta l'Università di Medicina Veterinaria, ma la lascia per seguire nel 2006 la sua vera strada “gli Interventi Assistiti con gli Animali”diventando coadiutore del gatto e del coniglio, del cane e dell'asino. Si Forma come Educatrice Cinofila. Partecipa a numerosi progetti in strutture socio-sanitarie: Scuole, Carceri, Ospedali, Case Famiglia. A gennaio 2014 apre un negozio di Mangimi ed Accessori per gli Animali, Il Bianconiglio (totalmente contrario alla vendita di animali).
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