Le luci si spengono, il sipario del Dolby Theatre si chiude e gli abiti tornano negli atelier ma gli addetti ai lavori sono già al lavoro per la prossima edizione degli Academy Awards, meglio noti come “la notte degli Oscar”. Guardando film, giudicando, aspettando quelli che non sono ancora usciti, sottovalutando alcuni titoli ed esaltandone altri. Perché è così che funziona la percezione del cinema, al giorno d’oggi, e quest’anno sembrava proprio che il famoso detto gli ultimi saranno i primi, si rivelasse vero. Le battaglie del passato hanno ceduto il passo a quelle del presente eppure paradossalmente le storie di ieri, le lotte per l’abolizione di razzismo e schiavitù come in Sinners eranio incredibilmente attuali in questa edizione. All’ombra di una guerra che sta devastando mezzo mondo, la cerimonia di consegna degli Oscar 2026 è stata, per il secondo o terzo anno di seguito, di una sobrietà soporifera, condita con solo due momenti di performance musicali, di cui uno solo degno di nota e un memoriam che ha menzionato soltanto alcune star, privandoci di una terza e commovente esibizione con tanto di carrellata di stelle defunte.
La sfida tra Anderson e Coogler
Partiamo dalla sfida all’ultimo sangue tra i favoriti: il pluricandidato film di Ryan Coogler Sinners – I Peccatori – contro Una Battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. In nome di un’America incredibilmente attuale, spaccata e dilaniata tra conservatori e rivoluzionari, la storia che Anderson ha portato sul grande schermo, tratta dal romanzo Vineland dello scrittore americano Thomas Pynchon, pubblicato negli USA nel 1990, riflette le nevrosi e le battaglie di chi combatte per la propria libertà. Nevrosi che Leonardo Di Caprio riesce a rendere così bene da far pensare che siamo più personali di quanto l’attore voglia far credere, idealismi così forti da creare personaggi femminili estremi che lottano anche a costo di sacrificare la famiglia come quello incarnato dalla statuaria Teyana Taylor, peccato che nessun italiano a Hollywood abbia potuto gridare “sì na pret!”. La pellicola si è aggiudicata sei premi su tredici, due in più nel fenomeno Sinners che con le sue sedici candidature meritava molto, molto di più e che, si sospetta, abbia ricevuto i suoi premi in base ad un delizioso mix di riconoscimento di bravura con una spruzzata di politically correct.

Vincitori e grandi assenti
Anfitrione della serata è stato Conan O’Brien: conduttore, autore, comico – più fine umorista, si potrebbe dire – sceneggiatore, attore e produttore televisivo di origini irlandesi. Come nella miglior tradizione ha scherzato con tutti, fatto i suoi monologhi ben mirati, soprattutto sull’ultima infelice uscita del “piccolo Timmy” (Timothee Chalamet) sul balletto e la lirica e sull’incredibile diffusione di meme generati dalle espressioni di Leonardo Di Caprio. Ovviamente non sono mancate le provocazioni al Presidente Donald Trump. In un’atmosfera dai toni caldi, con una scenografia retrò il cui stile ha conferito al Dolby Theatre un sapore vintage, la cerimonia di consegna degli Oscar 2026 ha sorpreso, si teme, per i motivi sbagliati.
Tra i momenti più emozionanti, la meritatissima standing ovation per Michael B. Jordan, protagonista indiscusso, eccezionale nel doppio ruolo dei gemelli Smoke e Stuck in Sinners. L’attore, commosso, ha ringraziato soprattutto sua madre che non ha mai smesso di credere in lui. L’attore ha dimostrato grande talento e umiltà, apprezzato da alcuni dei suoi colleghi e rivali come Leonardo Di Caprio ed Ethan Hawke. Miglior attrice protagonista Jessie Buckley nella delicata pellicola Hamnet, Amy Madigan miglior attrice non protagonista per il thriller Weapons e Sean Penn che non ha potuto – o non ha voluto – presenziare alla serata perché impegnato altrove con l’attivismo che porta avanti da anni e che gli ha fatto disertare molte altre cerimonie. Il suo premio è stato presentato e ritirato da Kieran Culkin, vincitore del premio Oscar come miglior attore non protagonista nel 2025.

Performance limitate e omaggi mancati
Le performance musicali spettacolari sono state sostanzialmente… una! Il fenomeno KPop Demon Hunter sta facendo il giro del mondo ed è sorprendente come si stia espandendo a macchia d’olio, quasi ricordando – in scala più grande e con un’animazione più sofisticata – quando Hazbin Hotel divenne un fenomeno. Ma le cacciatrici di demoni canterine hanno vinto l’Oscar battendo la Disney per il miglior film di animazione e anche la miglior canzone originale, quindi chapeau! Per molti, tuttavia, la vittoria morale per la miglior canzone va al brano I Lied to You scritta da Raphael Saadiq e Ludwig Göransson, eseguita nel film da Miles Caton che ha riportato sul palco l’epica sequenza che unisce passato, presente e futuro, coinvolgendo le attrici co protagoniste Jayme Lawson e Li Jun Li e per un istante – fin troppo breve, a dire il vero – i tre antagonisti del film Lola Kirke, Peter Dreimanis e, ovviamente Jack O’Connell (con tanto di zanne prostetiche) che nel film ha dato vita ad un’altra sequenza musicale eccezionale: la danza folkloristica irlandese sulle note di Rocky Road to Dublin.
Il segmento dedicato alla memoria degli artisti defunti è sempre stato un momento molto intenso nella serata dell’Academy, spesso sottolineato da una commovente performance live. Quest’anno, il momento è stato introdotto da Billy Crystal e dal suo omaggio a Rob Reiner, indimenticabile regista di veri cult come Stand by me, La storia Fantastica, Misery non deve morire e Harry ti presento Sally, per citarne alcuni. Rob Reiner, lo ricordiamo, è stato trovato morto in casa sua insieme a sua moglie Michele, uccisi per mano del loro figlio. Alcuni protagonisti dei suoi film, tra cui una straordinaria Kathy Bates e un John Cusack – che non sembrava molto in salute – sono saliti sul palco per omaggiare il grande regista, sua moglie e tutti gli gli addetti ai lavori scomparsi nel corso dell’anno. E qui è scattata la polemica, poiché nel memoriale mancavano molti nimi importanti, come Brigitte Bardot e non è la prima volta che l’Academy dimentica un’artista fracese (vedi Alaind Delon nel 2025). Grande delusione per l’assenza di James Van Der Beek e Eric Dane. Il video è stato frammentato dagli intervent dal vivo di Rachel Mc Adams che ha omaggiato Diane Keaton e Catherine O’Hara. Menzione speciale per Barbara Streisand che ha cantato The Way We Were dedicando a Robert Redford la parte finale del Memoriam.

Il connubio tra cinema e moda
La notte degli Oscar 2026 si conclude come di consueto con l’After Party, evento a cui prendono parte molti degli artisti non invitati alla premiazione ma comunque di spicco e dà l’occasione alle star di fare un cambio d’abito. La moda è un elemento fondamentale per l’evento poiché spesso le più importanti case di moda e gioielli fanno sfoggiare ad alcuni artisti i loro modelli più belli e rari o disegnano abiti ex novo fatti apposta per le attrici come la bellissima Wunmi Mosaku, candidata a miglior attrice non protagonista per Sinners che ha sfoggiato orgogliosa la sua seconda gravidanza. L’occasione è ghiotta agli stilisti più importanti del mondo – vivi e non, data la presenza di modelli di Valentino e Armani – e tra tagli classici ai design moderni, tra semplicità ed eccesso, ogni abito detta moda in tutto il mondo e scatenando i fashion bloggers tra commenti seri e divertenti. Ed ora che il red carpet è stato arrotolato, tra tiepidi entusiasmi, proteste, battute e delusioni, non resta che aspettare e scoprire quali tra i nuovi film che usciranno, sapranno conquistare l’ambito premio.
Immagini: screenshot dalla notte degli Oscar Streaming – Immagine in Evidenza: “Anche gli Oscar si risposano!” elaborazione grafica.

