Nel cuore del quartiere Chiaia, lungo la salita che porta alla collina di Pizzofalcone, sorge uno degli edifici più affascinanti e ricchi di storia di Napoli: Palazzo Cellamare, noto anche con il nome di Palazzo Francavilla.
Costruito agli inizi del Cinquecento per volere di Giovanni Francesco Carafa, duca di Nocera, il palazzo prende il nome dalla nobile famiglia Cellamare, che ne divenne proprietaria nel XVII secolo. Questo edificio non è solo una testimonianza dell’architettura rinascimentale e barocca napoletana, ma è anche il palcoscenico di eventi storici, intrighi e leggende che hanno segnato la città.
Palazzo Cellamare fu teatro di alcuni degli episodi più significativi della storia napoletana. Nel 1700, fu coinvolto nella celebre Congiura di Cellamare: storia di una cospirazione “maldestra” che alla fine, giovò alle “vittime” e non costò in un’epoca in cui i boia erano particolarmente attivi, la testa degli implicati. Fu un evento tanto curioso, da ispirare il primo romanzo storico scritto da Alexandre Dumas padre:
“Il Cavaliere d’Harmental”, opera scritta nel 1842 grazie anche al contributo di Auguste Maquet, e ambientata nella Francia del primo Settecento. Nel libro, sono descritti gli avvenimenti che nel 1718 rischiarono di sconvolgere gli equilibri politici non solo nel Regno di Francia, ma dell’intera Europa. Dumas, raccontò della “Congiura di Cellamare”, che fu ordita dalla Spagna e maldestramente eseguita da un gruppo di nobili Francesi ed Italiani. .
Nel corso dei secoli, il palazzo accolse personaggi illustri come Giacomo Casanova, che qui soggiornò durante una delle sue tappe napoletane. Anche il pittore di corte Jakob Philipp. Oltre a quelli già citati, vanno aggiunti anche nomi quali Torquato Tasso, Renato Caccioppoli e Caravaggio. Quest’ultimo abitò in questa struttura poco prima di morire .La sua posizione privilegiata e il prestigio delle sue mura continuano a farne un simbolo del quartiere Chiaia.



