In via Salvatore Tommasi 20A – troviamo una una chiesa monumentale di Napoli
Fu fondata nel 1614 da Andrea Cavallo, sul terreno di una delle proprietà dei Carafa.
La chiesa era molto piccola e nel 1634, i monaci affidarono al Fanzango la progettazione di una chiesa più grande e maestosa. Il progetto fanzaghiano andò a rilento per diversi motivi, compresa l’epidemia di peste la chiesa quindi venne consacrata ancora incompleta, tanto che il fabbricato era coperta da un tetto provvisorio. Venne completata verso il 1712 dall’architetto Parascandalo .Nel 1732 dopo il terremoto, la chiesa subì dei danni e si dovette restaurare
Sulla facciata è possibile ammirare il portale in piperno risalente al 1727 opera di Francesco Solimena. La pianta della Chiesa è a croce greca con l’asse longitudinale più lungo dell’altro asse. La volta a cupola che risulta composta da una volta a vela ed una padiglione, poggia centralmente su quattro grandi pilastri sormontati da una ricca trabeazione in stile composito con grandi cartocci in stucco nei pennacchi ed è sorretta lateralmente da quattro grandi volte a botte disposte alla base dei suoi quattro lati della cupola. La Chiesa possiede quattro cappelle angolari Nell’ absidale è posta una tela del Seicento, di autore ignoto, raffigurante la Sacra Famiglia. Dietro il coro, in corrispondenza della navata sinistra, si trova la Sacrestia che in origine comunicava con il Chiostro adiacente. Le mura interne perimetrali e le superfici intradosse delle volte a botte sono impreziosite da stucchi settecenteschi e tempere a muro raffiguranti scene dell’Antico e Nuovo Testamento, della vita di San Giuseppe, figure di Profeti e Santi. Sull’altare maggiore si vedono due angeli lignei settecenteschi. Nel 1926 la Chiesa di San Giuseppe dei Vecchi è stata eletta Parrocchia. In tempi recenti, per volere dei fratelli Ruotolo, sul fondo della navata destra è stata realizzata una riproduzione della Grotta della Madonna di Lourdes e successivamente la Parrocchia è stata denominata “San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes”. A partire dagli anni 30 del Novecento, a testimonianza delle grazie ricevute, gran parte delle pareti sono state ricoperte da piccole lapidi ex voto. Nella Chiesa sono tumulati i corpi dei fratelli Elio e Dolindo Ruotolo.
Ed è grazie a don Dolino Ruotolo che in questa chiesa è possibile trovare un angolo di preghiera nato dal desiderio di portare qui una profonda spiritualità: Una fedele ricostruzione della Grotta di Lourdes.
Accanto alla Grotta si trova la tomba di Don Dolindo Ruotolo, sacerdote napoletano amato da fedeli di tutto il mondo. Qui ogni giorno si raccolgono persone che pregano, chiedono conforto.




