Da quando è uscito VALORANT, non sono pochi i giocatori, e anche i pro player, che hanno deciso di abbandonare CS:GO. Oggi gli utenti cercano le esperienze immediate, cercano quel brivido che sono i giochi super famosi e seguiti riescono a regalare. Passano da un match su LoL a una partita alle slot online, in base al tempo che hanno a disposizione. I giochi impegnativi non attirano più il grande pubblico e gli utenti vanno in cerca di un circuito competitivo chiaro e mainstream.
Partite equilibrate: netcode, server e anti-cheat
Lo sappiamo tutti che la cosa più importante negli sparatutto è riuscire a mirare bene e colpire il bersaglio, magari con un headshot. VALORANT è stato progettato con server a 128 tick e con la massima attenzione al netcode per ridurre il peeker’s advantage. Insomma, hanno fatto di tutto per rendere i colpi più affidabili. Sono delle decisioni tecniche che molti giocatori hanno apprezzato molto e che, tra l’altro, si percepiscono mentre si gioca. Dall’altra parte, CS2 ha introdotto l’architettura sub-tick che, in teoria, registra esattamente il momento in cui si clicca, indipendentemente dal tick rate. Quindi, hanno adottato un approccio diverso per arrivare allo stesso obiettivo, cioè alla massima responsività.
Un altro problema non da poco, quando si gioca agli sparatutto, sono i cheater. Riot ha investito in Vanguard e c’è da dire che è riuscito a ottenere degli ottimi risultati, almeno contro gli aimbot e il wallhack. Molti giocatori che odiavano perdere per colpa dei cheater hanno percepito un miglioramento e si sono spostati dove si sentivano più tutelati. Nonostante questo, CS2 resta enorme su Steam, quindi non parliamo di una fuga di massa, Counter-Strike non è stato assolutamente abbandonato! È più una migrazione selettiva di chi mette al primo posto la coerenza del tiro, il controllo del cheating e il feeling online.
Percorso competitivo leggibile: il modello VCT
Un altro motivo è l’ecosistema esports. Con VALORANT, Riot ha impostato dal 2023 un modello a partnership (VCT) con tre leghe internazionali per le organizzazioni scelte. Questo vuol dire che c’è meno incertezza, gli stipendi sono più trasparenti e ci sono anche degli incentivi legati anche alle vendite digitali. Insomma, il percorso di crescita è più chiaro. Per molti ex-giocatori di CS, soprattutto quelli ambiziosi, questa stabilità ha un grande peso. Da poco, Riot ha anche aperto (con delle limitazioni) ai betting sponsor per i team di Tier 1, nel tentativo dichiarato di portare nuove entrate all’ecosistema senza esporre i fan a pubblicità dirette in broadcast. Vuol dire che Riot lavora per rendere sostenibile il circuito e i pro lo notano quando decidono su quale scena investire anni di carriera. Qui, il confronto con Counter-Strike è più frammentato. CS2 ha una scena storica e ricchissima, ma decentralizzata e dipendente da organizzatori terzi. Quando CS2 ha rallentato sugli update o ha generato dei dibattiti (per esempio sul ritmo delle patch), alcuni pro e talent hanno guardato a VALORANT come a un posto con delle regole e degli investimenti più prevedibili.
Accesso facile, piattaforme intuitive e alla portata
Dal 2024 VALORANT è arrivato anche su PS5 e Xbox Series X|S. Per chi non aveva un PC da gaming, questa mossa ha aperto le porte al gioco e, di riflesso, ha spostato gruppi di amici e community intere. È una leva enorme perché permette a tutti di giocare anche se non hanno a disposizione un hardware di alto livello. Mentre CS2 resta un titolo PC-centrico (e leader su Steam), VALORANT ha scelto una strategia multipiattaforma che abbassa le barriere d’ingresso e rende più semplice seguire il flusso degli amici.

