Quando si pensa al mare profondo, spesso si immaginano creature inquietanti con denti aguzzi e sguardi minacciosi. Tuttavia, al largo della costa californiana, un team di biologi ha scoperto tre nuove specie di pesci lumaca, sorprendendo tutti con il loro aspetto. Tra di esse, il pesce lumaca bitorzoluto si distingue per essere un piccolo pesce rosa dalla forma rotondeggiante e dall’espressione quasi affettuosa, capace di sfidare i preconcetti sulle creature degli abissi.
Uno studio pubblicato sulla rivista BioOne fornisce una descrizione dettagliata di queste tre nuove specie: il pesce lumaca bitorzoluto (Careproctus colliculi), il pesce lumaca scuro (Careproctus yanceyi) e il pesce lumaca liscio (Paraliparis em). I primi due sono stati scoperti a oltre 4.100 metri di profondità grazie al sommergibile Alvin, mentre il pesce lumaca bitorzoluto è stato osservato nel Monterey Canyon con un veicolo telecomandato a più di 3.200 metri sotto il livello del mare.
I pesci lumaca non sono rari, con oltre 400 specie conosciute che abitano fondali oceanici, scogliere e pozze di marea. Tuttavia, la scoperta di due specie in precedenza sconosciute nello stesso luogo ha sorpreso i ricercatori, evidenziando quanto ci sia ancora da esplorare negli abissi. Il loro corpo gelatinoso, la testa grande e, in molti casi, il disco adesivo ventrale che consente loro di attaccarsi al fondale o ad altri animali, li rendono estremamente adattabili.
Ogni nuova scoperta porta con sé un nomenclatura significativa. Il pesce lumaca scuro è stato dedicato al biologo Paul Yancey, il cui lavoro ha contribuito a svelare i segreti della sopravvivenza degli organismi alle pressioni estreme del mare profondo. Il pesce lumaca liscio prende il nome dalla stazione di ricerca Station M, dove è stato rinvenuto, mentre il pesce lumaca bitorzoluto deve la sua denominazione alla particolare texture della pelle.
Per classificare queste specie, i biologi hanno sequenziato il DNA e analizzato attentamente le caratteristiche morfologiche, come vertebre e proporzioni corporee. Il risultato non è solo una classificazione più accurata, ma rappresenta anche un passo avanti nella comprensione dell’evoluzione della vita in ambienti estremi. Con colori che variano dal rosa al blu e persino al viola, i pesci lumaca dimostrano che anche negli abissi più oscuri possono esistere creature sorprendenti e, talvolta, persino “adorabili”.



