sabato , 20 Aprile 2019

Piccolo Bellini, dal 26 al 31 marzo Ritratto di donna araba che guarda il mare

Ritratto di donna araba che guarda il mare

di Davide Carnevali

regia Claudio Autelli

testo vincitore del 52° Premio Riccione per il Teatro

con Alice Conti, Michele Di Giacomo, Giacomo Ferraù, Giulia Viana

scene e costumi Maria Paola Di Francesco

suono Gianluca Agostini

luci Marco D’Andrea

produzione LAB121 in coproduzione con Riccione Teatro

con il sostegno di Next/laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo

in collaborazione con Teatro San Teodoro Cantu’

spettacolo selezionato L’Italia dei Visionari – Teatro Faraggiana di Novara

Ritratto di donna araba che guarda il mare è un testo sulla condizione della donna e sul potere dell’uomo. Una lotta verbale che genera distanza e alimenta incomprensioni. Una riflessione non scontata su migrazione e scontri tra culture, e allo stesso tempo un’esplorazione della possibilità del tragico nella contemporaneità.

Davide Carnevali, autore teatrale tra i più apprezzati, specialmente all’estero, con Ritratto di donna araba che guarda il mare vince nel 2013 il Premio Riccione per il Teatro. Quello di Carnevali è un testo fortemente allegorico. L’uomo europeo e la donna araba portano con loro i valori di culture differenti, di popoli per sensibilità lontani tra loro, ma accomunati dal fatto di affacciarsi sul Mediterraneo. Culla dell’Europa e allo stesso tempo campo di conquista: militare, politica ed economica da parte dell’occidente.

Un europeo, un turista, in una città senza nome del Nordafrica incontra una giovane donna una sera al tramonto davanti al mare. Questa fotografia o meglio questo disegno tratteggiato in fretta, è il principio della storia. Dieci frammenti, dieci istantanee che, nella loro sospensione, ricordano certe visioni del pittore Edward Hopper. Attraverso il susseguirsi degli incontri di queste due figure tra le strade della vecchia città, permane la sensazione di una sospensione del tempo. Esso è scandito non dall’orologio ma dai movimenti della parola. Una parola sempre sfuggente, precaria, ambigua che tenta di farsi ponte tra culture tra loro lontane. Si procede per associazioni, contrasti e come un puzzle, pezzo dopo pezzo si intravede il disegno finale.

Per l’autore, la parola teatrale non soggiace all’interpretazione quotidiana. La parola contiene diverse possibilità, diverse interpretazioni. Lo spazio ideato dal regista Claudio Autelli crea un alfabeto originale dove far risuonare in tutta la sua ambiguità  la storia tra l’uomo e la donna, tra l’uomo e la gente della città vecchia. Esiste un quinto personaggio che contiene tutti gli altri: la città. Essa è  la piattaforma sulla quale costruire il loro gioco, dentro la quale, l’europeo intraprenderà un viaggio che lo costringerà a ingaggiare un corpo a corpo con la propria coscienza.

Piccolo Bellini, dal 26 al 31 marzo

Orari: feriali ore 21:15, giovedì ore 19:00, domenica ore 18:30

Prezzi: 18€ intero, 15€ ridotto, 10€ Under29

Durata: 85 min

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Biografia Redazione

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