Placido Baccher (Napoli il 5 aprile 1781 – 19 ottobre 1851) I suoi studi furono fatti in casa, ebbe come maestri dei dotti sacerdoti che lo fecero poi ammettere nel collegio domenicano di S. Tommaso d’Aquino come esterno. Diventò Terziario Domenicano, fin da piccolo aveva una particolare devozione all’Immacolata, di cui la madre era devotissima e che lo portava con sé ogni sabato alla chiesa dell’Immacolata.
Durante la rivoluzione napoletana del 1799, che portò all’instaurazione della Repubblica Partenopea, Placido Baccher venne coinvolto suo malgrado tra tutti coloro che fossero sospettati di fedeltà al re, suo padre Vincenzo fu esiliato, i fratelli Gennaro e Gerardo furono fucilati in Castel Capuano e Placido, che non si occupava di politica, di appena 18 anni, venne rinchiuso nelle carceri del tribunale di Castel Capuano insieme a molti altri, in attesa della sentenza di morte anche per lui.
La notte prima del giudizio però gli venne in sogno la Madonna, che gli predisse scarcerazione e libertà.La mattina dopo come aveva predetto il sogno, fu scarcerato. Purtroppo però il nome di Placido non fu cancellato dalla lista dei condannati previsti per quel giorno, così i magistrati ordinarono di catturare nuovamente il giovane che, per scappare, si calò dal balcone con una corda e cadde procurandosi una profonda ferita alla testa. Ancora una volta la Vergine gli venne in sogno assicurandogli una pronta guarigione. Don Placido divenne sacerdote nel 1806 e nel 1811 arrivò al Gesù Vecchio, dove instaurò il culto dell’Immacolata Concezione.
Fece realizzare dal maestro pastoraio Nicola Ingaldi una Madonnina identica a quella che gli era apparsa in sogno, facendone cucire anche gli abiti, colorati e dorati.
Il 30 dicembre 1826 gli inviati del Pontefice regnante, Papa Leone XII, incoronarono la Statua della Madonnina di Don Placido perchè nella Chiesa del Gesù vecchio avvenivano conversioni, e venivano dispensate grazie.
Una notte la Vergine apparve nuovamente a Don Placido chiedendo di istituire per il sabato successivo una giornata di preghiera, denominata, appunto, “ Il sabato privilegiato” aggiungendo: “ Beati i sacerdoti che al mio altare, celebreranno e con i fedeli faranno la comunione nel sabato seguente alla mia incoronazione”.
Da quell’anno ogni sabato successivo al 30 gennaio la Chiesa brulica di fedeli, sin dalle prime ore del mattino. . A fine giornata si conteranno decina di migliaia di visite, perché si svolgono numerose Messe, fino ad arrivare al massimo dell’affluenza durante la celebrazione tenuta dal Cardinale di Napoli.
Martedì 30 dicembre 2025 nella chiesa del Gesù Vecchio c’è stata l’apertura dell’anno bicentenario dell’incoronazione dell’Immacolata di Don Placido





