Poche idee e confuse: anche il Genoa festeggia sui resti del Napoli

I numeri non mentono, purchè non li si usi per giustificare le ripetute e, ormai, numerose sconfitte del Napoli.

Nell’anticipo del sabato sera il Napoli perde con il Genoa e continua a perdere posizioni Champions e, come se non bastasse, all’alba della gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia, mister Gattuso ha lanciato uno splendido messaggio a tutti: la Coppa ci interessa relativamente, puntiamo al quarto posto. Perfetto, una squadra con poche idee, diremmo anche quasi nessuna, e comunque confuse, un mister che cambia e scambia moduli con lo stesso, medesimo, risultato: gare deprimenti e scuse a fine gara.

La scusa di giornata, molto usata a dire il vero, è quella del numero di tiri in porta: 24-4. Ma nessuno ha specificato che tra il secondo gol del Genoa e il venticinquesimo circa della ripresa (un tempo intero, circa),nessun tiro in porta degno di nota: cosa vuol dire questo? Vuol dire che la squadra va a tentoni, ha provato a recuperare quando era troppo tardi, due gol regalati al trentasettenne Pandev, due gol a cinque metri da Ospina, frutti della inguardabile costruzione dal basso il primo e della mancanza totale di forza e determinazione nel recupero palla il secondo.

E se proprio vogliamo parlare di numeri, ne proponiamo altri: 7 sconfitte in 20 gare di campionato (sarebbero 8 senza il gol in pieno recupero contro il Torino, 6 nelle ultime 13), 18 su 60 in totale sotto la guida Gattuso (evidentemente il covid ha tolto olfatto ai napoletani…il pericolo lo si annusa raramente!!), tre puti nelle ultime tre contro Verona (fatta passare per squadra temibile…gli scaligeri hanno perso rovinosamente le due gare successive contro Roma e Udinese), Parma (ieri travolto in casa dal Bologna) e Genoa.

Certo, le assenze pesano, giocare ogni tre giorni anche, ma far passare il Genoa (che, di fatto, si è solo difeso) per una squadra temibile e difficile da battere ce ne corre. Le recenti positività di Koulibaly e di Ghoulam (comunque mai utilizzato) e l’infortunio di Manolas, consegnano a Mister Veleno una difesa rabberciata, con i soli Maksimovic e Rrahmani disponibili. Le prestazioni indecenti del serbo e la superficialità con la quale è stato trattato il difensore kosovaro rendono le prossime sfide (difficilissime e delicatissime) ulteriormente temibili.

In attesa del recupero di Fabian (perfetto come mezzala sinistra o destra nel 433) guarito dal Covid ma, presumibilmente, lontano da una forma fisica accettabile, bisognerà affidarsi alla verve del solito Lozano, al piede sempre caldo di Politano e alla grinta di Demme in mezzo al campo. Onestamente non vediamo altre note positive, mentre continuano ad essere inaccettabili le prestazioni di Mario Rui, di Insigne (ancora sta pensando al rigore in supercoppa?????), del già citato Maksimovic, dello strapagato Manolas, del lentissimo Bakayoko…e ci fermiamo qui per non infierire.

Le vittorie della Lazio e della Juve hanno spinto gli azzurri al sesto posto, a meno tre dal quarto, unica posizione di classifica verosimilmente raggiungibile dal momento che le tre strisciate in vetta non saranno scalzabili.

Non ci resta che aspettare e stare a guardare: un esonero adesso sarebbe forse inutile, ma siamo al crocevia principale di tutta la stagione e  ci arriviamo malissimo in tutti i sensi.

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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