Polenta macchiata del sangue dei Pettirossi

Come sempre, noi italiani abbiamo l’abitudine di sconvolgerci per le abitudini e le usanze degli altri popoli, un esempio il festival della carne di cane a Yulin, ma non osserviamo mai cosa succede in casa nostra, sempre pronti ad additare la famosa pagliuzza negli occhi altrui, ma mai disposti a vedere la grossa trave nei nostri.

Un esempio lampante della nostra poca coerenza è la strage che si sta compiendo per la celebre “polenta con osei”.

Sapete cosa sono gli “osei”? Si tratta di Pettirossi: uccellini di piccolissime dimensioni, indifesi, povere anime fragili che percorrono chilometri in volo per raggiungere l’Italia.

Questo uccellino canoro europeo insettivoro è coraggioso e spavaldo, il nome deriva proprio dal petto e la fronte arancio o rosso negli adulti.

Secondo l’antica leggenda questa colorazione sarebbe il segno lasciato dal sangue di Gesù nel tentativo di rimuovere a Cristo crocefisso la corona di spine che gli cingeva la testa.

Si tratta di animali che non temono l’uomo e che si avvicinano vivacemente in cerca di cibo, raggiungono l’Italia in quello che viene definito il periodo dello “svernamento”.

Il piccoletto è molto territoriale nei confronti dei propri simili, se costretti a convivenza in spazi ridotti, due maschi, lotterebbero fino alla morte.

Si tratta in realtà di una specie protetta ma che, per finire nel famoso piatto settentrionale, causa la morte illegale di migliaia di esemplari.

Il frutto di questo spietato bracconaggio è che questi uccelli dal magnifico canto potrebbero divenire una specie a rischio di estinzione.

Il Pettirosso, centro per la fauna selvatica che si occupa di recuperi tramite le segnalazioni del CABS ha postato sui social parole che straziano il cuore:

Quando sentite cantare un pettirosso, ricordatevi anche di loro che non potranno più farlo, a causa della vigliaccheria dell’essere umano… Grazie ai Carabinieri Forestali ed i Volontari si contrasta questa strage nelle valli bresciane, ma non solo li, purtroppo.”

Il Pettirosso non è l’unico volatile che ha subito i danni dell’uccellagione, anche specie più comuni e diffuse stanno accusando il colpo.

In Italia vengono uccisi o intrappolati (per poi essere uccisi) circa otto milioni di uccelli, in barba alla legislazione vigente che li definisce “fauna selvatica patrimonio indisponibile dello stato” e che ne fa oggetto di tutela nell’interesse internazionale.

Come sempre l’uomo non influisce sulla sopravvivenza di questi animali solo per via diretta con la caccia, ma anche in modalità secondaria: pesticidi, distruzione dell’habitat, cambiamenti climatici ecc.

Come sempre, questi articoli, vogliono essere uno spunto di riflessione ed invito ad un comportamento coerente nei confronti della natura e degli animali e se abbiamo le mani, o “i piatti”, sporchi di sangue evitiamo di ergerci a “San Francesco” della situazione puntando il dito sempre contro gli altri. Vogliamo che il mondo sia migliore? Che gli animali siano protetti e non soffrano? Allora dobbiamo volerlo per tutti, anche per quelli più piccoli e gustosi!

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Biografia Nicoletta Gammieri

Nicoletta Gammieri
Nasce a Napoli il 29 agosto 1984, frequenta l'Università di Medicina Veterinaria, ma la lascia per seguire nel 2006 la sua vera strada “gli Interventi Assistiti con gli Animali”diventando coadiutore del gatto e del coniglio, del cane e dell'asino. Si Forma come Educatrice Cinofila. Partecipa a numerosi progetti in strutture socio-sanitarie: Scuole, Carceri, Ospedali, Case Famiglia. A gennaio 2014 apre un negozio di Mangimi ed Accessori per gli Animali, Il Bianconiglio (totalmente contrario alla vendita di animali).

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