Entrano nel vivo le selezioni del Premio storico-letterario “Democrazia e Libertà”, promosso dalla FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) in collaborazione con il Centro Altiero Spinelli di Sapienza Università di Roma con la scelta dei finalisti.
La votazione finale si terrà mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 10:00 presso la Sala Federico Chabod della Università La Sapienza di Roma.
Le opere finaliste per la Sezione Narrativa sono: “L’uomo che arrestò Mussolini” di Mario Avagliano; “Donne di un altro mondo” di Maria Grazia Giammarinaro; “La stele e le stelle” di Tina Iannotta.
L’uomo che arrestò Mussolini. Storia dell’ufficiale dell’Arma Giovanni Frignani. Dalla Grande Guerra alle Fosse Ardeatine di Mario Avagliano
Tra i militari attivi nella Resistenza ci furono anche molti carabinieri e dodici di essi furono trucidati alle Fosse Ardeatine. Uno di questi fu il tenente colonnello Giovanni Frignani, di Ravenna, volontario nella Grande Guerra, decorato al Piave, membro dei servizi segreti militari e protagonista di casi clamorosi di controspionaggio, come quello francese ai danni della Regia Marina. Nonostante il fratello Giuseppe fosse stato deputato fascista, sottosegretario alle Finanze e uomo di fiducia del duce nel mondo delle banche, il 25 luglio 1943 il comando generale dell’Arma affidò proprio a lui il compito dell’arresto di Benito Mussolini all’uscita di Villa Savoia a seguito del colloquio con il re e il sequestro dei diari di Claretta Petacci e delle lettere del duce alla sua amante. Il mese successivo, sempre Frignani fu protagonista di un altro episodio che fece rumore: la morte del gerarca fascista Ettore Muti. Dopo l’8 settembre 1943, fascisti e nazisti misero una taglia su Frignani, che fu tra i principali promotori del Fronte militare clandestino dei carabinieri, inquadrato nella più ampia organizzazione guidata dal colonnello Montezemolo. Arrestato dalle SS, forse su delazione di una bionda spia tedesca, finì nel carcere di via Tasso e il 24 marzo 1944 fu assassinato alle Fosse Ardeatine. Nel dopoguerra gli venne assegnata la medaglia d’oro. Mario Avagliano, facendo ricorso a lettere, memoriali, documenti d’archivio, testimonianze di parenti, ricostruisce la sua vita avventurosa e intrepida. Un viaggio appassionante attraverso il fascismo di un carabiniere eroe della Resistenza.
Donne di un altro mondo di Maria Grazia Giammarinaro
Il romanzo, ambientato nella prima metà del Novecento, si incentra sul legame fra tre forti personalità di donne, Rosina e Sara, madre e figlia, e poi Mariuccia, figlia di Sara. Le loro vicende si intrecciano con quelle della Sicilia e del paese, le lotte contadine, le stragi di mafia, la grande guerra, il fascismo e l’antifascismo, la Seconda guerra mondiale e l’immediato dopoguerra. Rosina, vedova e ridotta in povertà, apre una pensione per studenti universitari a Palermo, subendo l’ostracismo della famiglia e la cattiva reputazione di donna con uomini in casa. Sara, rinunciando alle sue aspirazioni, con il matrimonio assicura il benessere alla famiglia e le dà una speranza con la nascita di Mariuccia, nonostante la sua avversione per il sesso e la maternità, conseguenza di uno stupro subito da bambina. La narrazione ricostruisce il clima di fermento sociale e intellettuale dell’inizio del Novecento, quando vennero elaborandosi, non senza contraddizioni, le idee che per decenni hanno animato la vita politica del paese. L’esplorazione si concentra in particolare sulle idee della sinistra nel loro momento di formazione e di toccante autenticità, radicata nelle lotte del movimento contadino. La storia e il progresso della Sicilia vengono narrati attraverso la personalità e la dialettica tra i personaggi, che adottano uno sguardo critico verso la realtà del loro tempo e compiono scelte talora impreviste.
La stele e le stelle. Memoir d’Eritrea di Tina Iannotta
Sono gli anni successivi alla conquista dell’Eritrea e le colonie vivono un periodo apparentemente florido: per questo, tanti sono gli italiani che decidono di trasferirsi in Africa in cerca di un futuro migliore. Lietta, figlia di immigrati, nasce e cresce ad Asmara, in un costante conflitto tra la mentalità semplice e un po’ gretta della madre e un contesto che le offre l’opportunità di aprirsi alle differenze. Le culture con cui viene a contatto rappresentano non solo il folklore, ma diventano spazio ospitale per i frammenti di verità che ognuno può comunicare agli altri. Formandosi in questa realtà, Lietta vive l’ambivalenza di una condizione paradossale: sentirsi straniera in patria e in ogni patria straniera. In primo piano le esperienze di vita: l’amore, l’amicizia, il tradimento, l’ambizione, la paura, la lotta contro i pregiudizi; sullo sfondo la natura accogliente ma insidiosa dell’Africa, con il fascino dei suoi contrasti, il mistero, l’incanto, la miseria, la violenza.






