A Punta Marina, frazione di Ravenna, la primavera si manifesta in modo inaspettato: non solo con il risveglio della natura, ma anche con la presenza di oltre 100 pavoni che girovagano per strade e giardini. Questi splendidi uccelli, un tempo considerati un’attrazione curiosa, hanno formato una vera e propria colonia che sta creando non poche controversie tra i residenti.
Negli ultimi tempi, il numero di pavoni è aumentato notevolmente, specialmente dopo il lockdown del 2020, quando hanno iniziato a esplorare liberamente le aree urbane. Oggi, si possono vedere questi animali che si aggirano tra le auto, si arrampicano sui tetti e prendono d’assalto i giardini, attirando l’attenzione di turisti e fotografi.
Tuttavia, con l’arrivo della stagione degli accoppiamenti, cresce anche il malcontento tra i cittadini. Le vocalizzazioni dei maschi, forti e incessanti, soprattutto all’alba e durante la notte, hanno trasformato la tranquillità della località balneare in un continuo disturbo. Molti residenti si sentono sopraffatti da questa situazione.
Oltre ai rumori, i cittadini segnalano danni ai tetti, giardini danneggiati e marciapiedi sporchi di guano. Alcuni raccontano di convivere quotidianamente con gruppi di pavoni davanti alle loro case. La frustrazione ha portato alcuni a considerare misure drastiche, come la raccolta delle uova per limitare la crescita della popolazione.
Tuttavia, non tutti vogliono liberarsi di questi uccelli. Molti residenti e commercianti vedono nei pavoni un simbolo di Punta Marina, una presenza affascinante che attrae visitatori e incanta i bambini. Le associazioni animaliste avvertono che il problema potrebbe essere gestito in modo più efficace, evitando pratiche come l’alimentazione degli animali, che ha portato alla formazione di colonie più stabili.
Per affrontare questa situazione, il Comune ha deciso di avviare un censimento ufficiale per valutare il numero effettivo di pavoni presenti e pianificare possibili interventi. L’ultimo conteggio, risalente al 2023, indicava solo trenta esemplari, ma ora si stima che i numeri siano ben superiori.
Solo dopo il censimento, l’amministrazione deciderà se adottare misure di contenimento o esplorare soluzioni alternative, coinvolgendo i cittadini e le associazioni animaliste. Nel frattempo, l’Ispra ha aperto la possibilità di interventi per limitare la popolazione, ricordando che i pavoni non sono una specie protetta. Si spera che si possano trovare soluzioni più umane per gestire questa particolare situazione.




