Quale forma ha il tempo? È una domanda che tormenta filosofi, scienziati e artisti sin dall’alba della coscienza umana. Se chiudiamo gli occhi e pensiamo a come il tempo si sia tradotto in materia attraverso la storia dell’arte, la mente corre inevitabilmente a Salvador Dalí. I suoi orologi sciolti, nella celebre La persistenza della memoria, non erano semplici oggetti deformati, ma una dichiarazione d’intenti: il tempo è relativo, fluido, una sostanza che si plasma sotto la pressione della nostra esistenza.
Oggi, a Napoli, nel cuore pulsante di una città che del tempo ha fatto la sua cifra stilistica – sospesa tra l’eternità delle sue pietre e il caos del presente – la domanda torna a risuonare. Fino al 22 giugno, la suggestiva Chiesa di Santa Maria di Portosalvo ospita CHRONOS, una Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea curata da Maria Di Stasio e organizzata dall’Associazione Culturale Athenae Artis, che ci invita a un confronto senza filtri con questa materia viva.
Il tempo come materia viva: il dialogo delle Esocalie
Non poteva esserci cornice più nobile e severa di questa chiesa del XVI secolo, con le sue decorazioni rococò che sembrano sfidare il concetto stesso di durata, per accogliere le opere di 43 artisti chiamati a misurarsi con il tema del tempo. Tra le tante voci presenti, alcune emergono con una potenza evocativa rara, capace di bloccare il visitatore nel bel mezzo del cammino contemplativo.

È il caso del geniale fotografo e artista Enrico De Santis, che in questa mostra regala al pubblico due delle sue celebri “Esocalie”: MARE LENTO MOTU e CORVUS MARINUS III. Posizionate l’una di fronte all’altra, queste opere non sono semplici immagini, ma veri e propri portali. De Santis, maestro di una cifra stilistica che fonde introspezione e rigore formale, crea un cortocircuito visivo. Da un lato il lento, quasi inudibile andamento del vento tra le dune del deserto; dall’altro, il moto perfetto, quasi solenne, di corvi che si librano sopra un infinito deserto d’acqua.
Le sue Esocalie sono “pietre dell’anima”: definiscono con una semplicità disarmante la bellezza, spiegandone l’essenza senza mai eccedere. Guardandole, si avverte il rumore del tempo, quel fruscio sottile che accompagna lo scorrere dei giorni. Le due opere sembrano guardarsi in cagnesco, speculari e simili, ricordandoci che il tempo può consumare e rigenerare in un unico, inarrestabile respiro.

Una danza melodiosa verso l’umano
CHRONOS non si limita a esporre oggetti: costruisce un percorso di frammenti visivi e concettuali dove pittura, fotografia, scultura e arte digitale danzano insieme. È un’esperienza che trasforma la chiesa in un luogo di passaggio tra passato, presente e futuro. Anche le altre opere in esposizione riescono a catturare questa danza melodiosa, offrendo al visitatore una riflessione che è, al contempo, intima e collettiva.

Il vernissage, tenutosi ieri 14 giugno in un clima di grande fermento intellettuale, ha visto la storica dell’arte Mariangela Bognolo guidare il pubblico in questa lettura stratificata, mediando tra la complessità dei linguaggi artistici e la sensibilità dei presenti. È stato un momento di vero incontro, dove l’arte ha smesso di essere un oggetto da osservare passivamente per diventare un’esperienza condivisa.
Un invito a sostare
La mostra, realizzata grazie al supporto della Cooperativa Sociale Culturadice, è un’occasione da non perdere per chiunque voglia interrogarsi sulla propria finitezza e sulla bellezza del mutamento. La location, con la sua profondità storica, si conferma il luogo perfetto per ricordarci che, nonostante tutto, siamo parte di un flusso che non si ferma mai.
Se vi chiedete ancora che forma abbia il tempo, non cercate risposte teoriche. Fate un salto a Via Alcide De Gasperi 42. Avete tempo fino al 22 giugno per perdervi tra le visioni di CHRONOS e, forse, scoprire che il tempo, più che una forma, è il rumore dolce di una vita che accade.
Informazioni Utili:
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Evento: CHRONOS – Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea
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Dove: Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, Via Alcide De Gasperi 42, Napoli
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Quando: Dal 12 al 22 giugno 2026
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Curatela: Maria Di Stasio

