Questa è Sparta! Assassin’s Creed Odyssey [Playstation 4 – Recensione]

Dove Eravamo rimasti?

Assassin’s Creed: Odissey  è ambientato nel 453 a.C, durante la Guerra del Peloponneso tra Sparta e Atene.  Una collocazione storica molto interessante quando il mondo Ellenico rappresentava l’intera civiltà d’Occidente.L’assassina  Layla Hassan, che abbiamo già conosciuto in Origins, è alla ricerca della “Lancia di Leonida”,  uno degli oggetti dell’Eden in possesso di uno dei due personaggi che potremo scegliere come protagonista: Kassandra o Alexios, guerrieri spartani cresciuti a Cefalonia. Qualsiasi sia la vostra scelta la storyline del gioco non cambierà ma vi troverete,  per quel che riguarda la caratterizzazione e carisma, di fronte ad un degno concorrente di Ezio Auditore, con dialoghi di livello più alto rispetto ai precedenti capitoli. Il nostro protagonista ha una personalità forte che tuttavia è possibile personalizzare in base alle proprie scelte, e questo è uno dei punti cardine di Assassin’s Creed Odyssey.

Una storia per nulla lineare

In Assassin’s Creed: Odissey il produttore francese ha preferito puntare su finali multipli e lasciare al giocatore la libertà di decidere il proprio destino, che potrà essere la vendetta o un viaggio alla ricerca della propria famiglia. Questa non-linearità non ci sarà sono nella storia principale, ma anche nelle missioni secondarie che spesso pongono il giocatore di fronte a scelte difficili e tutte influenti nel breve o lungo periodo, con ripercussioni talvolta tragiche e irrimediabili. Saltando i dialoghi rischieremo di fallire diverse missioni dato che  è essenziale utilizzare le informazioni ottenute durante i dialoghi di contorno.

Una vera e propria “Odissea”

La trama di Assassin’s Creed Odyssey è interessante: gli autori hanno utilizzato in maniera intelligente l’ambientazione della mitologia greca per costruire una vicenda che scorre in maniera coerente, senza particolari colpi di scena ma priva delle falle a cui la serie ci aveva abituati. Le missioni secondarie  tenderanno a farci viaggiare, esplorare, scoprire luoghi e indagare, in una vastità mai riscontrata in nessun capitolo precedente. La mappa di Assassin’s Creed: Odissey  il 60% più grande rispetto a quella già estesa di Origins. In pratica è stata raddoppiata la già grande ampiezza di Origins. Per fortuna oltre la quantità, anche la qualità si assesta su ottimi livelli con missioni, come già anticipato, varie e interessanti dal punto di vista narrativo. Un’esperienza corposa ma mai noiosa grazie anche alla solidità di un cast di comprimari davvero suggestivo. Ci troveremo ad avere a che fare con figure come Ippocrate, Socrate, Pericle, Erodoto o Talete, e con personaggi inediti e ugualmente affascinanti, con cui potremo eventualmente decidere di instaurare una relazione.

Simulatore di appuntamenti?

A proposito di “relazioni” una delle novità più “chiaccherate” del gioco è la possibilità di poter intraprendere relazioni etero, gay o bisessuali con alcuni NPC (personaggi non giocabili n.d.r.). Il tutto però è trattato in modo molto sobrio, le interazioni sia romantiche che sessuali si svolgeranno quasi esclusivamente a porte chiuse. Niente scene (praticamente) esplicite come in GTA V. Il narrative director Melissa McCoubrey aveva già precisato  tempo fa che potremo anche scegliere di non instaurare nessun tipo di rapporto interpretando un personaggio “asessuato”.

Gameplay

L’ossatura di Assassin’s Creed Odyssey è molto simile ad Origins , anche se questo episodio introduce alcune importanti novità sotto il profilo del gameplay. L’ inventario è stato semplificato,  armi e corazze sono realizzate in maniera egregia e l’arsenale è piuttosto vario, l’albero delle abilità è stato completamente rivisitato e include ora tre differenti classi che permettono di permette di sbloccare potenziamenti e poteri specifici.

  • La classe Guerriero include ad esempio famoso spartan kick , un colpo caricato, una finisher con una serie di attacchi in sequenza, una carica frontale e un potenziamento momentaneo dei colpi.
  • La classe Cacciatore ruota ovviamente attorno all’uso dell’arco e consente i tiri di precisione, caricati, frecce paralizzanti o incendiarie, le frecce esplosive.
  • La classe Assassino regola le mosse che potremo utilizzare in modalità stealth, il rumore dei passi, la percezione degli oggetti e l’efficacia delle piccole lame.

Tecnicamente parlando

Graficamente Assassin’s Creed Odyssey è di ottima fattura, anche se non tutte le texture sono curate alla stessa maniera. Non mancano glitch e cali di frame rate rari ma piuttosto evidenti, che  non incidono eccessivamente su un’esperienza di gioco. Le cutscene girano in maniera fluida, L’intelligenza artificiale è di buona qualità, i nemici, a differenza dei primi capitoli vi attaccheranno contemporaneamente, altrettanto ben fatte le fasi stealth, dove i nemici ci cercheranno con una certa logica, ma lasciandoci perdere quando li semineremo o perderanno il contatto visivo con noi. Il gioco dispone di ben 4 livelli di difficoltà ed è settata abbastanza “verso l’alto”, le fasi di esplorazione possono essere più o meno guidate, insomma l’esperienza di gioco ha un fattore di personalizzazione non indifferente.

Musica maestro!

La colonna sonora di Assassin’s Creed Odyssey è ottima, con musiche che riprendono i temi classici della serie e tanti brani inediti legati alle atmosfere dell’ambientazione greca. Straordinario il doppiaggio in italiano con circa venti ore di dialoghi, la qualità delle interpretazioni dimostra che Ubisoft, al di là di qualche piccola sbavatura ha svolto un ottimo lavoro. Davvero chapeau ha chi ha curato l’adattamento italiano.

Concludendo

Sembra che l’anno sabbatico di Assassin’s Creed abbia fatto bene al franchise, Origins prima e Odissey ora si sono rivelati ottimi titoli che hanno dato nuova linfa alla saga che ormai arrancava nel pantano della monotonia. Assassin’s Creed Odyssey è un gioco spaventosamente vasto, graficamente eccelso, con un’ottima giocabilità e nuovi spunti narrativi interessanti. Gli sviluppatori di Ubisoft Quebec sono partiti dalle solide e ampiamente rinnovate basi di Origins per confezionare un’esperienza incredibilmente ricca, che migliora il gameplay e rende più coerenti i meccanismi legati  al sistema di combattimento, ora più legato alle abilità speciali. Le novità riguardano però soprattutto l’ambientazione dell’antica Grecia, e l’incontro con le figure storiche più rappresentative vissute durante il periodo della guerra del Peloponneso. Le missioni secondarie, dal punto di vista narrativo, sono davvero  stimolanti , molto ben fatte le sezioni navali in stile Black Flag, molto interessante  l’aggiunta di battaglie su ampia scala che ricordano quanto visto in For Honor della stessa Ubisoft.

PRO

+ La vastità della mappa è impressionate

+ Ottima realizzazione tecnica

+ Diversi elementi innovativi

+ Adattamento italiano straordinario

CONTRO

– Diversi Glitch

– Alcuni elementi ripetitivi

– Alcune textures poco curate

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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