L’Orto botanico di Napoli, noto anche come Real orto botanico, è una struttura scientifica dell’Università degli studi di Napoli Federico II. Si estende su una superficie di circa 12 ettari e ospita circa 9.000 specie vegetali e quasi 25.000 esemplari.
L’orto si trova in Via Foria nelle vicinanze del Real Albergo dei poveri
Fondato il 28 dicembre 1807 con decreto di Giuseppe Bonaparte, l’orto botanico fu costruito su alcuni terreni precedentemente appartenuti ai Religiosi di Santa Maria della Pace e all’Ospedale della Cava.
Il progetto venne portato avanti da due architetti. Giuliano de Falco autore della facciata monumentale e del viale che porta al Castello, mentre la parte inferiore è invece opera di Gaspare Maria Paoletti
Il primo direttore dell’Orto, che aprì i battenti nel 1811, fu l’insigne botanico di origini abruzzesi Michele Tenore che organizzò scientificamente l’Orto in modo del tutto nuovo rispetto ai precedenti Giardini dei semplici nati a Napoli. Tenore mantenne la direzione dell’Orto botanico fino al 1860 e, nel corso dei cinquant’anni del suo mandato, incrementò notevolmente le collezioni vegetali.. Tenore si dedicò inoltre a stabilire e consolidare relazioni con le più importanti istituzioni botaniche europee, promuovendo la reputazione dell’Orto botanico al di fuori dei confini nazionali
Nel 1861 gli subentrò Guglielmo Gasparrini che proseguì nel miglioramento dell’Orto, risistemando alcune aree che versavano in cattive condizioni e creando un’area destinata ad accogliere piante alpine. Durante la sua gestione fu costruita anche una nuova serra riscaldata (che andava a sostituire la precedente, e diede molta importanza anche al Museo botanico.
Nel 1868, due anni dopo la morte di Gasparrini, gli subentrò Vincenzo Casati poi Giuseppe Antonio Pasquale e Federico Delpino. Durante la sua nomina ,l’orto ebbe serie difficoltà economiche
Fu con Fridiano Cavara che l’orto botanico ebbe il suo rilancio, restaurò alcune strutture, aumentò la collezione delle piante e istituì la stazione sperimentale per le piante officinali
Nel 1930 fu sostituito da Biagio Longo che ne continuò l’opera di riqualificazione
Devastazioni dovute ai bombardamenti, sottrazione di ferro per uso militare, l’arrivo di parte della popolazione in fuga e la decisione di mettere a coltura porzioni dell’Orto per coltivare beni di prima necessità, la conversione di alcune aree della struttura a scopi militari, oltre la trasformazione di una parte della struttura in campo sportivo da calcio ospitante le partite del Napoli. A Giuseppe Catalano, fu affidato l’incarico, della ristrutturazione dell’Orto, e dalla trasformazione della “valletta”, voluta da Gasparrini.
Sotto la direzioane di Aldo Merola l’Orto acquisì, nel 1967, l’autonomia economica ed amministrativa, il che rese possibile ottenere finanziamenti straordinari per migliorare la struttura: vennero realizzate varie serre (per un totale di 5000 m²), Le coltivazioni furono arricchite, furono nuovamente riattivati i rapporti con i principali Orti europei e grande importanza fu data al ruolo didattico della struttura.
Il terremoto del 1980 colpì duramente l’orto botanico, la struttura divenne rifugio per la popolazione.
Alla fine del 1981, Giuseppe Caputo assunse la direzione dell’Istituto di Botanica, mentre Paolo De Luca venne nominato direttore dell’Orto botanico. Gli interventi di riparazione dei danni provocati dal terremoto furono realizzati grazie ai fondi stanziati dal governo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma. Le collezioni furono ampliate grazie all’acquisto di nuovi esemplari e alla raccolta di piante direttamente in natura.
Dal novembre 2019 Paolo Caputo è Direttore dell’Orto Botanico




