2026 decisamente impegnativo.
In questo esordio di anno, le notizie tristi e raccapriccianti si rincorrono senza sosta e diventa sempre più faticoso districarsi tra tanto male!
Se voltiamo uno sguardo al mondo assistiamo
ad un cinismo sconvolgente governato da bulli con una corsa spregiudicata all’accaparramento di risorse, potere, forza, prepotenza.
A parte la questione Groenlandia che ha acceso un faro sugli interessi americani alle sue terre rare cercando di costruire un nuovo ordine mondiale con una ripartizione territoriale delle potenze formalmente asservite a tre dominatori e la creazione di un’alternativa alla NATO che viene disconosciuta e bistrattata, si vede una umanità che ha perso la sua identità e non ha più come obiettivo il faro della pace .
E mentre il mondo non trova più risposte e forse nemmeno domande chiare, in America assistiamo a pochi giorni dalla Giornata della Memoria ad un sistema di deportazioni interne ad opera dell’Ice , Polizia dell’immigrazione americana che oltre a mietere vittime si sta rendendo responsabile di arresti e deportazioni in centri di accoglienza in Texas spaccando famiglie, relazioni, legami e voglia di sopravvivere di chi ha cercato di realizzare il sogno americano, non in grande per ottenere le grandi cose, ma per rimanere a galla nelle difficoltà della vita quotidiana cercando dignità e indipendenza.
Si susseguono le scene e i video degli arresti e degli omicidi – giustificati per legittima difesa – dove le vittime non hanno limiti di età e così non si scioglie il cuore della famosa ICE – che significherebbe ghiaccio in inglese – quando ha arrestato il bambino di 5 anni con il suo mitico cappello blu da coniglio e il suo papà deportandoli lontani dalla sua mamma e irretendolo con un tranello a tradimento.
Stessa sorte ad un altro padre con la sua bambina di appena 2 anni , fin da neonata cittadina del Minnesota, allontanata in malo modo dalla madre e spedita con un volo diretto in un centro di detenzione per immigrati clandestini con il padre, un cittadino sudamericano originario dell’Ecuador, in attesa di asilo che risulta da anni pendente e mai evasa.
Una umanità che non riconosce negli sguardi dei bambini la disperazione e la richiesta di aiuto, commiserazione , comprensione e accoglienza non è più umanità .
Se poi arriviamo in Italia, piombiamo nella disperazione perché la storia del femminidio di Federica Torzullo ha portato dietro di sé una tragicità senza precedenti .
Il marito della vittima Claudio Carlonagno è ormai in carcere dopo la sua confessione; ha accoltellato la moglie con 20 colpi per la paura di perdere l’affidamento del figlio e l’ha seppellita in un canneto di famiglia , credendo di nascondere sottoterra per sempre il suo terribile segreto .
La sua storia non ha mai convinto gli inquirenti e anche ora che è stato arrestato, la sua versione dei fatti non convince, l’ipotesi è che ci sia stato un complice che non é stato ancora rivelato.
Al dramma di un bambino rimasto orfano di madre perché assassinata brutalmente e di padre assassino in carcere, si aggiunge la tragica notizia del suicidio dei genitori di Carlomagno che avrebbero deciso di togliersi la vita impicciandosi nel giardino di casa per il troppo dolore dovuto alla morte della nuora per mano di suo figlio.
La scoperta tragica é avvenuta da parte di una zia che non sentiva i due da diverse ore e si è spaventata, chiedendo di verificare fino all’atroce rivelazione.
I suoi genitori conosciuti in paese, lui imprenditore ma soprattutto la madre assessora da tempo al Comune e attiva politicamente , hanno lanciato il loro grido di disperazione scegliendo di scomparire …
Il povero nipotino vittima 4 volte, perde contemporaneamente 4 delle persone più importanti della sua vita …
Maria Messenio e Pasquale Carlomagno avrebbero lasciato un biglietto indirizzato al figlio dove spiegherebbero i motivi del gesto rinvenibili proprio nel non sopportare il dolore per una tragedia di tale proporzioni che è divenuta ancora più drammatica e sconvolgente.
Difficile descrivere con le parole il dramma di questa tragedia, nemmeno Eschilo sarebbe riuscito ad immaginare tanta sofferenza…
Cosa ha spinto questi genitori ad un tale gesto condiviso? La vergogna, la disperazione, la gogna mediatica, il senso di colpa, l’impotenza, la sfiducia, lo sconforto, la paura di un futuro che non c’è più?
Se si prova ad immaginare le loro ultime ore, utilizzate per organizzare il proprio suicidio, i loro dialoghi pregni di dolore e di drammaticità, la mancanza di una speranza e l’assillo di un futuro senza futuro, la lettera indirizzata al figlio superstite di questa tragedia mentre congegnano e studiano il modo migliore per sparire nel silenzio insieme, lasciando tutti e soprattutto tutto il dolore delle perdite, con l’idea che, eliminando se stessi, fosse possibile cancellare la brutalità del male del figlio …
Questa ennesima storia di femminicidio dimostra ancora una volta purtroppo quanto questi assassinii sono degli tsunami nelle vite di tutti i componenti delle famiglie coinvolte, incolpevoli delle scelte scellerate di chi ha ucciso in nome di un amore che non può definirsi tale eppure travolte dall’onda di odio e indignazione di fronte alle quali si resta impotenti e disperati, si affanna per cercare una via di fuga, si decide di uscire di scena e si sceglie di spegnere per sempre anche la luce della propria vita .

