Trama: Una biografia immaginaria. L’esplorazione metanarrativa della vita e della fama di un uomo straordinario, e completamente inventato.
Un libro su Hollywood e un libro sulla storia degli Stati Uniti dell’ultimo secolo, attraverso la storia ‘orale’ del vulcanico Roar, personaggio immaginario, arrembante tycoon, attore, produttore, sceneggiatore, Gatsby moderno, maschera in cui Bruce Wagner, celebre romanziere e sceneggiatore americano, riversa tutto il suo genio. La storia di Roar è ‘orale’ perché a raccontarla sono le voci ‘romanzate’ di personaggi come Charlie Chaplin, Denzel Washington, Elon Musk, Steven Spielberg, Meryl Streep, Amanda Gorman, Dave Chappelle, Andy Warhol, Patti Smith, Helen Mirren, Edna O’Brien, Quentin Tarantino e così via, in un gioco di specchi fra realtà e finzione, in un mosaico geniale che è un’esplorazione metanarrativa della vita e della fama di un uomo straordinario e completamente inventato. Nato a Nashville nel 1940 e adottato da una ricca coppia di San Francisco, Roger Orr – Roar – diventa un cabarettista underground con un seguito di culto ancora adolescente, poi un acclamato cantautore negli anni Sessanta. Nei decenni successivi, il suo talento spazia nel mondo dello spettacolo, dalla regia cinematografica, ai libri, alle belle arti (dipinti, sculture), fino al mondo della medicina. Roar è anche un vorace amante sia di uomini che di donne. Solo all’età di 40 anni Roar apprende che la madre, quella biologica, è nera. A 60 anni inizia il trattamento ormonale e gli interventi chirurgici che gli restituiscono quella che aveva sempre saputo essere la sua vera identità: quella di una donna. In Roar, Wagner dipinge brillantemente un quadro vivido di un uomo dei nostri tempi e la duratura ossessione della nostra cultura per la fama.
“È da lui che ho preso ispirazione per ‘Zelig’ anche se al contrario. Era lui il magnete e non gli altri. Tutti quanti, indipendentemente dalla loro fama, si riducevano a essere ‘Zelig’ semplicemente standogli accanto”.
Woody Allen
“È stato lui a spianare il terreno per ‘E.T.’. Tutti i suoi film parlano di alieni, dell’‘altro’. Soprattutto ‘Gift from God’. Hai presente? Il ragazzino che pensa di essere un alieno e va a cercare il padre. In fondo, ogni film di Roger Orr è una metafora camuffata dietro altri obiettivi”.
Steven Spielberg
Nutrimenti
Recensione: Questo è un romanzo travestito da biografia, una costruzione narrativa così credibile e stratificata da sembrare vera.
Il libro racconta — attraverso una brillante biografia orale — l’ascesa, le metamorfosi e le contraddizioni di Roger Orr, figura immaginaria ma perfettamente coerente con la storia culturale degli Stati Uniti.
Un uomo mai esistito, ma le testimonianze che affermano il contrario sono talmente tante che si fatica a metterlo in discussione.
Roar, è questo il suo soprannome, ha conosciuto tutti, ma proprio tutti! Manca giusto il Padreterno.
Di lui, racconta: Alicia Keys; Beverly D’Angelo; Wes Craven; Julianna Moore ed innumerevoli altri.
Wagner orchestra una moltitudine di voci: amici, colleghi, amori, testimoni del suo tempo. Ne nasce un ritratto sfaccettato, quasi documentaristico, in cui la leggenda e l’uomo camminano insieme, senza mai annullarsi. Orr emerge come un artista totale, capace di attraversare epoche e discipline — dalla comicità degli esordi alla musica, dal cinema all’arte — fino a diventare un vero “mito americano” attraverso cui leggere l’intero immaginario del Novecento.
Wagner racconta la vita di Roger Orr – star, fantasma, icona, medico, uomo, donna – come se stesse componendo una sinfonia fatta di successi, cadute, rinascite e silenzi. La sua scrittura ha la precisione del biografo e la libertà del narratore: procede per lampi, confessioni, contraddizioni, come se volesse avvicinarsi al cuore di un personaggio che ha sempre vissuto un passo oltre la linea del mito.
Il libro riesce in qualcosa di raro: mostrare la leggenda senza distruggere l’uomo, e l’uomo senza spegnere la leggenda.
Il romanzo affronta con delicatezza e profondità temi centrali della contemporaneità: l’identità personale, la scoperta delle proprie origini, la transizione di genere, la tensione continua tra autenticità e immagine pubblica. La vita di Orr diventa così un viaggio nella costruzione del sé e nella potenza — ma anche nella fragilità — della fama.
La scrittura di Wagner è visionaria ma precisa, vibrante ma disciplinata: non si limita a raccontare una vita eccezionale, la interroga, mostrando come il mito nasca sempre da un equilibrio instabile tra verità e narrazione. Il risultato è una storia ipnotica, elegante, ricca di emozione e di idee.
“Roar” è una lettura che sorprende, coinvolge e lascia il segno: un libro ideale per chi ama le biografie anticonvenzionali e la narrativa che osa reinventare il reale.
Più di 600 pagine, si leggono con interesse e divertimento, ma ammetto, se fossero state meno non avrebbero tolto nulla alla narrazione.
Ottimo lavoro quello di Nicola Manuppelli, il traduttore, che trovandosi dinnanzi ad una moltitudine di citazioni, vere e false, ha creato un (lunghissimo) elenco alla fine del libro.
Bruce Wagner ha scritto dodici romanzi e bestseller, tra cui la famosa Cellphone Trilogy, I’ll Let You Go (finalista del Pen Usa), Dead Stars, Chrysanthemum Palace (finalista al Pen/Faulkner). Ha scritto la sceneggiatura del film Maps to the Stars di David Cronenberg, per il quale Julianne Moore ha vinto il premio come migliore attrice al Festival di Cannes nel 2014. Nel 1993, Wagner ha scritto e creato la visionaria miniserie Wild Palms per il produttore Oliver Stone e ha coscritto (con Ullman) tre stagioni dell’acclamato State Of The Union di Tracey Ullman. Ha scritto saggi e articoli per il New York Times, Artforum e New Yorker.


