Salim El Koudri, 31enne, si è schiantato con la sua auto a 100 km orari in una strada pedonale nel pieno centro cittadino di Modena, colpendo tutti quelli che incontrava nel suo percorso.
In totale diversi feriti, alcuni in gravissime condizioni lottano tra la vita e la morte, in particolare una donna falciata alle gambe di cui ha subito l’amputazione nell’ultimo impatto del veicolo contro le vetrine di un negozio.
Degli otto feriti dall’investimento e accoltellamento, cinque persone sono tuttora ricoverate negli ospedali di Modena e Bologna mentre tre sono state già dimesse, tutti italiani: una ragazza di 22 anni con trauma cranico (10 giorni di prognosi), un 30enne con attacco di panico (due giorni di prognosi) e un 47enne con ferita da taglio (7 giorni di prognosi), Luca Signorelli, l’uomo che per primo ha bloccato Salim El Koudri, rimanendo ferito dalla colluttazione quando insieme ad altri due uomini, di origine egiziane, si è scaraventato sull’uomo armato di coltello per fermare la sua corsa folle contro le persone per strada.
All’ospedale di Bologna si trova ricoverata una coppia di coniugi italiani, entrambi di 55 anni, in rianimazione. Le loro condizioni sono stabili ma molto serie. La donna ha diversi traumi e lotta tra la vita e la morte, il marito non è più in immediato pericolo di vita.
All’ospedale civile di Baggiovara (Modena) sono ricoverate tre persone: una donna di 69 anni, tedesca, operata nelle scorse ore, grave ma stabile, colpita per ultima dall’auto guidata da El Koudri, alla quale sono state tranciate entrambe le gambe nell’impatto; una donna di 53 anni, polacca, sottoposta a diversi interventi chirurgici, le cui condizioni sono gravi con prognosi riservata, entrambe sedate,non sono in grado di comunicare con le autorità; infine c’è un uomo italiano di 59 anni, con un trauma facciale che ha trascorso la notte in osservazione in Medicina d’Urgenza, con una prognosi di 30giorni.
Nella mattinata di domenica, il presidente Mattarella e la premier Meloni si sono recati a far visita alle persone colpite nella strage, questo il reato contestato a El Koudri, per portare la loro vicinanza e solidarietà alle persone colite fisicamente e alle loro famiglie.
A voler inquadrare il responsabile di questo atroce efferato delitto, Salim El Koudri, appena 31 anni, ha origini marocchine, è nato a Seriate, nella Bergamasca, e risiede in provincia di Modena, ha persino conseguito una laurea in economia, ma risulta disoccupato. Salim el Koudri non era noto alle forze dell’ordine: il suo casellario giudiziario non riporta segnalazioni di sorta.
Unica annotazione degna di nota: la cancellazione dei suoi profili social da parte di Meta per contenuti inappropriati e in violazione delle norme in materia. Aspetto questo da approfondire per escludere radicalmente una eventuale origine terroristica della sua azione criminosa.
Arrestato per strage, dinanzi ai magistrati ha optato per il silenzio e si è avvalso della facoltà di non rispondere; dopo i primi dubbi su una probabile natura terroristica dell’evento, si fa strada sempre più l’ipotesi di un grave disagio psichiatrico all’origine della decisione di uccidere tutti i passanti che avrebbe incontrato nella sua folle corsa.
Al riguardo, proprio chi lo conosceva è diviso tra chi descrive una situazione compromessa di grave disagio psichico e chi, invece, ricorda la sua normale quotidianità, appartenente ad una famiglia semplice di persone perbene.
L’uomo probabilmente in preda ad una violenta crisi ha seminato il panico e si è spinto ad uccidere tutti coloro che incontrava nel suo tragico tragitto perchè probabilmente afflitto da una grave compromissione della sua salute mentale.
In cura negli anni passati per i suoi problemi psichiatrici, probabilmente ha interrotto le cure e ha perso il controllo del suo sè. Era infatti già noto ai servizi sanitari.
“È stato in cura nei nostri centri di salute mentale nel 2022 perché aveva problemi di malattia schizoide, dopodiché è sparito dai radar e purtroppo si è ripresentato in queste forme oggi in modo drammatico e sciagurato“, ha detto detto il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti commentando l’aggressione.
Il profilo che emerge dai primi controlli è che trattasi di un italiano di seconda generazione, quindi, con origini marocchine, dai primi riscontri dell’interrogatorio in corso in Questura e dalla perquisizione che è stata disposta nella sua abitazione di Ravarino, un piccolo centro che si trova una quindicina di chilometri a nord-est del capoluogo, non ci sarebbero evidenze di elementi che possano portare a ipotizzare una radicalizzazione religiosa o a legami con nuclei eversivi di estremizzazione jihadista.
I segnali evidenti sono quelli di una forte grave instabilità mentale. Gli investigatori stanno scandagliando la sua vita per capire se possano esserci stati episodi o situazioni scatenanti che, in qualche modo, possano aver spinto l’uomo a mettersi alla guida di una macchina e ad entrare in una via a transito limitato a folle velocità, seminando il panico e causando una vera strage di innocenti.

