SAGRA DEGLI ORRORI AL SAN PAOLO, IL BESIKTAS RINGRAZIA

Ho visto cose che voi umani…. così esordiva un noto comico milanese nei suoi monologhi e ieri sera al San Paolo sarri e la sua banda non hanno voluto essere da meno. Una gara da vincere, sia per consolidare il primato nel girone sia per cancellare le due recenti sconfitte contro Atalanta e Roma, si trasforma in un incubo per i tifosi napoletani che hanno visto violato il San Paolo per la seconda volta consecutiva in quattro giorni. Turnover confuso quello dell’allenatore toscano: Reina tra i pali, due cambi in difesa con i redivivi Maggio e Chiriches a completare il quartetto con Koulibaly e Ghoulam, in mezzo al campo fuori Allan (il migliore sabato) con Zielinski, Hamsik e Jorginho, davanti tridente leggero con Mertens “centravanti di manovra” (siamo italiani e quindi niente falso “nueve”), Callejon e Insigne ai lati. Non gioca nemmeno male il Napoli nel primo tempo, si susseguono i corner e Mertens (migliore in campo per distacco) sfiora il gol due volte. Il Besiktas non supera mai la metà campo tranne in un occasione al minuto 10: cross dalla destra, Chiriches e Maggio osservano contemplanti il pallone passare a mezzo metro, irrompe Adriano che anticipa Callejon e segna. Un incubo che è solo appena iniziato.Comanda la gara Napoli ma Mertens è l’unico che riesce a rendersi pericoloso sfiorando ripetutamente il gol che trova alla metà del tempo: geniale apertura di Hamsik (unico lampo di una prestazione scialba) per Callejon, cross basso e forte dello spagnolo per il belga che pareggia. La scossa dà animo ai padroni di casa: anche la fortuna gira le spalle al Napoli, un lancio di Insigne scavalca Fabri, inopitanatamente fuori dai pali,  ma il pallone termina la sua corsa sul fondo. Sembra in controllo l’undici partenopeo fino a quando Jorginho non confeziona l’ennesimo obbrobrio del suo inizio di stagione: proprio come contro il Benfica effettua un retropassaggio inopportuno e lento che accomoda un facile contropiede per Aboubakar che segna il suo primo gol stagionale battendo Reina (prematuramente a terra) con un tiro lento e centrale.Termina la prima frazione con i turchi in vantaggio e la sensazione che la serata horror non abbia ancora raccontato tutto. Passano due minuti e da una intuizione di Zielinski il pallone va a Callejon, tiro respinto da Fabri che sul proseguo dell’azione atterra Mertens: giusto rigore per il Napoli. Dal dischetto si presenta Insigne, rincorsa lunga, passo lunghissimo e rigore inguardabile che il portiere turco respinge. Subisce il contraccolpo il team azzurro e per lunghi minuti gioca confusamente lasciando addirittura il possesso palla ai turchi. Solo dopo l’ora di gioco Sarri rompe gli indugi lanciando Gabbiadini per Insigne: in lacrime il 24 azzurro, lacrime che non commuovono il pubblico che fischia sonoramente. Pianto amaro per Lorenzinho che, forse, maledice le chiacchiere dei suoi procuratori e le esose richieste di ingaggio non supportate da prestazioni al limite della decenza. Pochi minuti e secondo rigore per gli azzurri, sempre con Mertens protagonista. Gabbiadini sarà anche musone ma è freddo e fa 2-2. Sembra il momento buono per passare, Gabbiadini fa il 3-2 ma viene annullato per una interpretazione (comunque condivisibile) del fuorigioco, Mertens, indemoniato fa impazzire la difesa turca ma non trova lo spunto vincente (gioca da solo il belga, qualcuno dovrebbe spiegarci le sue recenti esclusioni);  viene finalmente sostituito l’impresentabile Jorgihno di questi tempi per Diawara. Il guineano è giocatore vero, forte, coraggioso e con personalità ma marciva in panchina e Sarri non convince con le sue spiegazioni. Si fa male Zielinski ed entra Allan, la gara sembra avviarsi verso un pari da non disprezzare visti i tempi e la serata … ma al minuto 87 Quaresma batte una punizione senza pretese dalla tre quarti, palla lenta sul secondo palo, Reina resta incredibilmente piantato sulla linea di porta e Aboubakar, in fuorigioco, segna il 2-3 e da centravanti con le polveri bagnate si trasforma man of the match (potenza del San Paolo). Finisce così una gara che il vero Napoli avrebbe vinto a mani basse e che invece riapre il girone e amplifica le ferite di questa squadra alla terza sconfitta consecutiva: le responsabilità dell’allenatore, secondo alcuni incapace di gestire la rosa con due competizioni importanti da giocare, e di alcuni giocatori lontanissimi da una condizione psicofisica accettabile impongono delle riflessioni e, forse, qualche cambiamento. Domenica a Crotone non si può proprio più sbagliare…

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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