Samuel Stern #14 – Simulacra – Recensione

Arrivato in edicola sul finire del 2020, l’albo numero 14 di Samuel Stern intitolato Simulacra ha rappresentato una nuova conferma da parte dell’intera squadra Bugs Comics di aver messo in piedi un fumetto popolare capace di spaziare nelle tematiche e nelle atmosfere dell’occulto senza fossilizzarsi sul tema dell’esorcismo in senso stretto e della cacciata di demoni, qualsiasi origine essi abbiano.

Anche per questa nuova avventura del demonologo scozzese, come nel precedente Tra due mondi, soggetto e sceneggiatura sono opera dei creatori del personaggio Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro affiancati da Marco Savegnago, mentre ai disegni c’è l’ennesimo debutto sulla testata, quello di Matteo Mosca, già forte di un curriculum ampio e variegato che lo ha visto spaziare da Lazarus Ledd fino a varie serie edite da Bonelli.

Ci troviamo davanti ad una storia che in parte si differenzia dalle tematiche consuete, proponendoci un plot (e un’ambientazione) che sembrano quasi ispirarsi ad un’atmosfera da film di Dario Argento.
Samuel viene ingaggiato da Sofia Lehmann, preside della Pernath School of Art&Craft, una scuola per ragazzi provenienti da famiglie facoltose e con velleità artistiche. Nell’edificio, in seguito al suicidio di una delle studentesse, hanno iniziato a manifestarsi strane influenze negative e energie spettrali, esseri incorporei che la lugubre ambientazione contribuisce a rendere ancora più inquietanti.
In parole povere Samuel viene immerso in un giallo dai risvolti esoterici e mistici dove nulla è come sembra, nemmeno i personaggi chiave, che in un intreccio solo in apparenza calmo si muovono con un ritmo incalzante e con alcuni colpi di scena molto ben assestati.

Non è un albo di facile lettura, e non perché non sia scorrevole, anzi: l’attenzione del lettore è continuamente pungolata dalle scoperte di natura esoterica che Samuel compie a sue spese, rendendosi conto di essere stato anche “influenzato” in alcune delle sue reazioni proprio dalle presenze che dimorano nell’edificio. Non è di facile lettura perché affronta temi quali un colto esoterismo e soprattutto visioni artistiche complesse e il concetto di Arte nelle sue rappresentazioni e modalità di espressione più profonde.

C’è un aspetto narrativo in particolare che vogliamo sottolineare per come emerge in Simulacra: Samuel, che anche in questa occasione agisce in solitaria senza la consueta spalla di padre Duncan, esce fuori da questa storia come un personaggio in parte ancora inconsapevole dei suoi reali poteri e delle sue capacità medianiche, come se ancora non ne fosse del tutto padrone, per lo meno non di fronte a entità differenti da quelle demoniache. La sensazione è che, oltre ad offrirci un soggetto solido, l’albo in questione abbia gettato ulteriori semi per le future evoluzioni del protagonista.

Ai disegni come detto in apertura troviamo un artista di consolidata esperienza come Matteo Mosca, che ha costruito delle tavole dalla struttura abbastanza classica per quanto riguarda la distribuzione delle vignette, il che ha contribuito anche a cadenzare la “calma apparente” dell’intero racconto.
Per raccontare una storia di questo tipo serviva proprio un tratto fine, elegante, capace di mescolare dettagli più brillanti ed accesi con altri in cui erano necessari giochi di ombre ed anche passaggi più lugubri ed oscuri. C’è un perfetto amalgama tra la sceneggiatura e il disegno grazie anche ai diversi gradi di inchiostrazione che sanno far immedesimare il lettore nell’azione.

Ulteriore nota di merito va tributata anche alla riuscitissima rappresentazione delle peculiari ed inquietanti opere d’arte disseminate nella scuola, i cosiddetti simulacra che danno il titolo all’albo. Una serie di manufatti disturbanti e per certi versi criptici nel loro aspetto, minuziosamente tratteggiati come forme di arte surreale.

Per la copertina c’è all’opera il consueto trio composto da Piccioni-Di Vincenzo-Tanzillo, che stavolta optano per un’inquadratura meno angolata del solito ma con una particolareggiata visione della scena nella quale domina un tono di penombra con sfumature rossastre dettate dalla luce delle candele, in un convincente e dettagliato ritratto che anticipa i temi esoterici dell’albo.

uscita: 30/12/2020
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto e sceneggiatura: Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro, Marco Savegnago
Disegni: Matteo Mosca
Copertina: Valerio Piccioni, Maurizio di Vincenzo e Emiliano Tanzillo

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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