Samuel Stern #17 – Il regno – Recensione

È una storia a tinte e temi forti quella contenuta nel numero 17 di Samuel Stern, intitolato Il regno. La sceneggiatura vede in questo caso ritornare in sella uno dei due creatori della serie e del personaggio, Massimiliano Filadoro, il più “cervellotico” del sodalizio con Gianmarco Fumasoli, ma che viene affiancato stavolta dal bravo Marco Savegnago che già aveva contribuito alla buona riuscita di altri albi e può ormai considerarsi uno degli sceneggiatori in pianta stabile.

In una storia che approfondisce ancora una volta il tema degli inferni personali ed interiori, Samuel viene catapultato in una realtà inedita, un mondo sospeso tra il cinema, la criminalità e l’ambiente accademico nel quale la giovane Josy Crandall vive un oscuro incubo dopo essere scampata a ciò che sembra essere la registrazione di uno snuff movie.

Samuel viene coinvolto in una indagine poliziesca a tutti gli effetti che ben presto si manifesta come un onirico trionfo di orrore con sullo sfondo il mostruoso scenario del Regno, una delle tante manifestazioni di Legione, un tema che a tutti i livelli è ricorrente nella continuity della serie. A convocare Samuel è l’agente Foster Cranna, già incontrato nella cittadina di Stirling nell’albo N° 12 La casa delle farfalle.
Il personaggio di Cranna è ben delineato e duetta alla meraviglia con Samuel in virtù del suo scontroso carattere, riuscendo a contraltare il tono a volte scanzonato di Samuel con il suo cinismo.

Il team di comprimari e personaggi ricorrenti si sta facendo sempre più folto ma soprattutto convincente, costruendo una dimensione ricca di sfumature, ma non si può sottovalutare che anche la trama del mese con i suoi risvolti mantiene su livelli qualitativi encomiabili il percorso editoriale intrapreso da Bugs Comics.
Padre Duncan in questa circostanza è una spalla meno influente ai fini della trama, mentre più determinante appare il ruolo di Angus Derryleng nonostante gli vengano affidati solo dei brevi sprazzi: questi fungono da utilissimi spiegoni, dei collanti  che non risultano mai ridondanti o didascalici.

A fare le spese del Male e dell’Orrore, e questa è un’altra costante in Samuel Stern, sono gli individui soli, gli alienati, coloro che psicologicamente sono più vulnerabili: pur sapendo di essere immersi nella lettura di un fumetto di genere fantastico e che propone horror e altre “facezie” sovrannaturali, noi lettori veniamo guidati quasi per mano verso conclusioni e considerazioni di questo tipo, accontentando il desiderio di trovare un significato che vada oltre le pur solidissime apparenze del fumetto per confrontarlo con la vita reale.

In un vero delirio collettivo infarcito anche di citazioni – e lasciamo a voi il piacere di coglierle! – da Platone a L’esorcista giungendo sino a The waste land di Eliot che viene espressamente menzionato, e nel quale i demoni sembrano fare da spettatori interessati, viene rappresentato quanto l’umanità possa subire il peso dell’immaginazione rifugiandosi in spazi che per alcuni, i più deboli caratterialmente, sono troppo pericolosi da affrontare.

Quando poi a supporto di una storia di questo tenore si accompagnano disegni di spessore come quelli elaborati da Vincenzo Acunzo il salto di qualità si fa ancora più marcato. Parliamo di un autore giovane ma che vanta già alle sue spalle un curriculum di rilievo con collaborazioni persino oltreoceano con Marvel e DC Comics.
Quelle messe a punto dall’artista napoletano per Il regno sono tavole curatissime e quando necessario colme di una asfittica atmosfera, a partire dalla lugubre e muta sequenza introduttiva di 5 tavole.

L’espressività e il passaggio di vignetta in vignetta da sguardi colmi di terrore ad altri allucinati fino a quelli smarriti e persi nel vuoto sono un altro punto di forza della prova di Acunzo, mentre diverse altre tavole non hanno bisogno nemmeno delle didascalie per fornire il loro dettagliato contributo alla tensione ma soprattutto ad una palpabile inquietudine artistica.
La frazione centrale di questo volume, orchestrata come un grottesco film o come il peggiore degli incubi popolato da osceni e distorti ricordi del passato, costituisce il vertice stilistico dell’intero albo e forse tra le migliori sequenze, visivamente parlando, viste fino ad ora in 17 uscite.

Capitolo copertina: il solito trio di artisti Piccioni-Di Vincenzo-Tanzillo mette Samuel tra le grinfie di una mostruosa figura in un film proiettato in una sala 3D nella quale gli spettatori hanno un aspetto a dir poco sinistro… e la sintesi della trama è così perfetta!

uscita: 31/03/2021
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto e sceneggiatura: Massimiliano Filadoro, Marco Savegnago
Disegni: Vincenzo Acunzo
Copertina: Valerio Piccioni, Maurizio di Vincenzo e Emiliano Tanzillo

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Biografia Christian Imparato

Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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