San Valentino: i 5 film più romantici di sempre

Il 14 febbraio è San Valentino, la festa degli innamorati e in questa occasione vorrei presentarvi cinque film considerati da pubblico e critica fra i più belli nel genere romantico. Ma prima una curiosità: perché San valentino e perché il 14 febbraio? Che la festa sia dedicata al Vescovo Valentino è dovuto alla leggenda secondo cui il Santo avrebbe donato a una fanciulla povera, per evitare a questa la perdizione, una generosa somma di denaro come dote per il suo matrimonio. Questa azione d’amore, destinata all’amore, avrebbe consacrato il Santo come protettore degli innamorati. Perché il 14 febbraio? Alcuni riferimenti storici fanno ritenere che questa data fosse già dedicata agli innamorati nel 1400. Infatti il 14 febbraio di quell’anno fu istituito a Parigi “L’Alto Tribunale dell’Amore”, ispirato ai principi dell’amor cortese. Il Tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d’amore, ai tradimenti e alla violenza sulle donne.

Titanic

Il primo film che voglio presentarvi è Titanic del 1997, genere drammatico, storico, sentimentale della durata di 3 ore e 15 minuti.  James Cameron ne è l’autore in tutto e per tutto. Infatti suo è il soggetto, sua la sceneggiatura, sua la regia e ne è anche coproduttore insieme a Jon Landau.

Il film narra della breve vita del transatlantico più famoso di tutti tempi, concepito con le tecnologie più moderne e arredato col massimo del lusso, salpato da Southampton, Inghilterra, il 10 aprile 1912 per il suo viaggio inaugurale. A bordo più di 1500 persone divise in tre classi tra cui la bella e ricca Rose DeWitt Bukater e il giovane artista squattrinato Jack Dawson. E’ proprio tra i due di classi sociali tanto diverse che sboccia l’amore e, quando a causa dell’impatto con un Iceberg semisommerso, il Titanic si spezza in due metà che rapidamente affondano e la maggior parte dei naufraghi muore assiderata, Jack salva Rose sacrificando la propria vita. Quando il giorno seguente il transatlantico Carpathia raggiunge il luogo del disastro trae Rose in salvo insieme ai pochi sopravvissuti e lei si fa sbarcare a New York cambiando il suo nome in Dawson in memoria del suo amato.

Gli interpreti principali sono Kate Winslet, nella parte di Rose e Leonardo Di Caprio nella parte di Jack, inoltre Billy Zane, Frances Fisher, Kathy Bates e altri. Una divertente curiosità a proposito dei personaggi è che nelle intenzioni di Cameron entrambi i protagonisti dovevano essere completamente fittizi. Dopo aver completato la sceneggiatura scoprì che c’era veramente stato un “J. Dawson” (la “j” stava per Joseph) a bordo del Titanic, un irlandese ventitreenne che morì durante il naufragio ed è sepolto insieme ad altre vittime in un cimitero in Canada. Oggigiorno, per ovvi motivi, la sua è la tomba più visitata in assoluto.
Il film è ad oggi il secondo col maggior incasso nella storia del cinema; uno di quelli che ha vinto il maggior numero di Oscar, ben 11: miglior film, miglior regista, miglior fotografia, miglior scenografia, migliori costumi , miglior montaggio, migliori effetti speciali, miglior colonna sonora, miglior canzone e altri . Nel 2007 l’American Film Institute l’ha inserito nella classifica dei 100 migliori film americani di tutti i tempi; nel 2017 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti perché film storico culturalmente significativo. Film sicuramente spettacolare, è rimasto nel cuore degli spettatori oltre che per la struggente storia d’amore fra i due protagonisti anche per la musica e la canzone, interpretata da Cèline Dion ,che ha ben meritato i premi avuti. E pensare che il regista aveva seriamente paura che il film si rivelasse un flop, il che sarebbe stato un bel guaio dopo aver impiegato un budget di 200 milioni di dollari; per questo motivo, come ha recentemente svelato lo stesso Cameron in un’intervista al mensile Empire, mentre montava il kolossal teneva affissa sulla parete in sala una lametta da rasoio accompagnata dalla scritta “da usare se il film non funziona”.

Ghost

 

Il secondo film di cui voglio parlarvi è Ghost, che racconta di una delle storie d’amore più belle e intense di tutti i tempi. Il film è stato prodotto nel 1990 ed è diretto da Jerry Zucker. Ghost ottenne subito un enorme successo di pubblico, vincendo tra l’altro 2 Oscar: uno per la miglior sceneggiatura originale (consegnato a Bruce Joel Rubin), l’altro per la miglior attrice non protagonista, andato a Whoopi Goldberg. La pellicola ottenne una nomination all’Oscar anche per il miglior film, il miglior montaggio e la miglior colonna sonora, firmata da Maurice Jarre.

La trama di Ghost racconta dell’amore fra Sam e Molly, distrutto dalla morte di lui durante una rapina finita male. Molly è sconvolta dalla morte dell’amato, di cui non riesce a farsi una ragione. Sam dal canto suo si è risvegliato fantasma e ha rinunciato al paradiso per poter continuare a proteggere Molly. Scopre chi lo ha ucciso e scopre anche con rammarico che il mandante della rapina in cui è morto è il suo amico Carl. Sam infatti faceva il banchiere e si era per caso imbattuto in 4 milioni di dollari della mafia nascosti in alcuni conti che aveva bloccato con una password. Carl, cercando quella password, aveva assoldato un rapinatore per venire in possesso del portafogli di Sam, ma la rapina era finita come sappiamo. Sam allora cerca l’aiuto di una “truffatrice” di nome Oda Mae, che è in realtà una vera sensitiva. Alla fine, l’amore trionferà anche sulla morte.

I protagonisti sono interpretati dal compianto attore Patrick Swayze, dalla bella Demi Moore e da Whoopi Goldberg.
Lo sceneggiatore Bruce Joel Rubin volle Patrick Swayze per la parte di Sam dopo aver visto una intervista in cui l’attore era scoppiato in lacrime nel ricordare il padre morto. Rubin pensò che se un macho come Patrick riusciva a commuoversi pensando a una persona cara era perfetto per il ruolo del fantasma Sam. Anche se l’attore è morto all’età di soli 57 anni a causa di un tumore al pancreas, grazie a questo film è rimasto immortale. Patrick raccontò che per anni, dopo l’uscita di Ghost, le donne lo avvicinavano e gli chiedevano di dire “idem” (frase tormentone del film).
Per il ruolo di Molly invece venne contatta Meg Ryan, che rifiutò. Anche Nicole Kidman fece una audizione per la parte e furono prese in considerazione pure Michelle Pfeiffer, Kathleen Turner, Kim Basinger, Debra Winger, Geena Davis, Jennifer Jason Leigh e Madonna, ma alla fine fu scelta Demi Moore. Uno dei motivi che ha convinto la produzione ad ingaggiare Demi Moore è stata la sua capacità di piangere non solo a comando, ma persino scegliendo quale occhio far lacrimare di più!
Per quanto riguarda Whoopi Goldberg invece, quando nel 1991 vinse l’Oscar, ci tenne a ringraziare Patrick Swayze. Il motivo, rivelato dalla Goldberg solo dopo qualche tempo, fu che l’attore la volle fortemente per la parte della sensitiva in Ghost, arrivando addirittura a minacciare di abbandonare il film se lei non fosse stata scritturata.
Insomma, Ghost è ormai un cult, forse uno dei film più commoventi della storia. Vi basti pensare che alla sua uscita, un cinema previdente messicano a Monterrey volle omaggiare le spettatrici con una “bag” all’ingresso “solo per donne”, piena di fazzoletti. Una battuta? Chissà. Intanto alla fine del film a usare i fazzoletti furono anche e soprattutto gli uomini.

Se mi lasci ti cancello

Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind) è un film del 2004 diretto da Michel Gondry. La sceneggiatura, vincitrice dell’Oscar 2005, è opera di Charlie Kaufman. Il film è stato un successo sia di pubblico che di critica ed è considerato come uno dei più belli del XXI secolo; è stato inoltre inserito nella lista dei cinquecento migliori film di sempre della rivista Empire alla posizione 73.
Questo meraviglioso film è diventato uno dei drammi romantici di maggior successo nella storia del cinema indipendente e vuole dirci che l’amore per una persona può segnarci profondamente anche quando non lo vediamo corrisposto. Tra tutte le esperienze positive della vita e quelle cattive, dobbiamo prendere il meglio e tenerlo nei nostri ricordi per riempirci di forza e pianificare il nostro destino in maniera ottimale.

La trama segue le vicende amorose di Joel e Clementine. Joel è allibito quando scopre che la sua fidanzata si è sottoposta ad un procedimento per cancellare il loro rapporto tumultuoso dalla sua memoria. Disperato, si rivolge all’inventore di tale procedimento, il Dr. Howard Mierzwiak, per farsi cancellare Clementine dalla propria memoria. I ricordi di Joel svaniscono progressivamente, ma durante il processo Joel riscopre il suo amore per Clementine. Dal profondo dei recessi della sua mente, Joel lotta per sfuggire al procedimento. Il Dr. Mierzwiak e la sua èquipe si lanciano al suo inseguimento attraverso il labirinto dei suoi ricordi, ma diventa presto evidente che Joel non riesce proprio a togliersi Clementine dalla testa…

L’idea del film è nata ad una cena tra Michel Gondry e l’artista Pierre Bismuth. Quest’ultimo chiese al cineasta: “Cosa faresti se ricevessi una lettera che ti avverte che una persona ti ha cancellato dalla tua memoria e che non devi cercarla mai più?” Gondry rimase fortemente colpito da quella domanda e la raccontò a Charlie Kaufman. Da lì nacque la sceneggiatura.
Il titolo originale del film deriva da una poesia dello scrittore Alexander Pope, che tra l’altro è stato citato dallo sceneggiatore anche in un’altra sua opera e cioè “Essere John Malkovich”. Come sappiamo, in Italia il titolo è stato cambiato in “Se mi lasci ti cancello” il che, alla sua uscita nelle sale, ha portato molte persone a credere erroneamente che il film fosse una commedia.
I protagonisti sono interpretati da Jim Carrey e Kate Winslet, ma nel cast troviamo anche Kirsten Dunst, Mark Ruffalo ed Elijah Wood.
In questa pellicola la Winslet offre una delle migliori interpretazioni della sua lunga carriera, quindi fa strano pensare che inizialmente il ruolo di Clementine fosse  stato offerto a Bjork, che però rifiutò perché stava soffrendo di una grave depressione dopo aver preso parte a Dancer In The Dark di Lars Von Trier, dichiarando che non avrebbe mai più recitato in un film.
Qualche curiosità: il regista ha cercato di trasmettere allo spettatore la sensazione del sogno e dei diversi livelli di realtà attraverso metodi più artigianali o effetti ottici piuttosto che grazie all’uso della tecnologia. Per esempio, in una scena in cui Clem e Joel camminano, solamente quest’ultimo è messo a fuoco perché tra i due attori è stato inserito uno schermo opacizzante per dare l’impressione che nella mente del personaggio interpretato da Carrey quel ricordo stesse lentamente scomparendo. Anche la spontaneità e il caso hanno avuto un ruolo fondamentale per la riuscita del film: per esempio, l’iconica scena di Joel e Clementine sdraiati sul ghiaccio è stata girata grazie al fatto che quell’inverno fu particolarmente rigido a New York, in più, sebbene Charlie Kaufman abbia creato una sceneggiatura magnifica, il regista ha dato agli attori molta libertà di improvvisazione. Sia Carrey che la Winslet hanno preso spunto dal loro vissuto amoroso rendendo così il film ancora più vero e speciale.

Le pagine della nostra vita

Il quarto film di cui voglio parlarvi è “Le pagine della nostra vita”, del 2005, diretto da John Cassavets. L’ho scelto perché è uno dei film più romantici, più citati e più rivisti di sempre.

La storia inizia negli anni ’40, quando una ragazza arriva nella cittadina costiera di Seabrook, nel Nord Carolina, per trascorrervi l’estate con la sua famiglia. Ancora adolescente, Allie Hamilton incontra un ragazzo del posto, Noah Calhoun e immediatamente se ne innamora. Benché lei provenga da una famiglia facoltosa e lui sia un semplice operaio, nel corso di una appassionata e spensierata estate del sud i due diventano inseparabili. Le circostanze – l’improvviso scoppio della seconda guerra mondiale – li dividono, ma entrambi rimangono con la mente ai giorni passati insieme. Quando Noah torna a casa dalla guerra, anni dopo, Allie ormai è irrimediabilmente uscita dalla sua vita, ma non dal suo cuore. All’insaputa di Noah, Allie è tornata a Seabrook, dove si sono conosciuti e innamorati, ma ora è fidanzata con Lon, un giovane soldato che ha conosciuto lavorando come volontaria in un ospedale militare.

La pellicola è tratta dall’omonimo libro di Nicholas Sparks, pubblicato per la prima volta nel 1996, otto anni prima che uscisse il film. Gli attori principali sono Ryan Gosling e Rachel McAdams. Una cosa curiosa è che il regista ha dichiarato di aver scelto Gosling per il ruolo di Noah perché non lo riteneva troppo bello. Secondo Cassavets infatti Gosling avrebbe un aspetto ordinario e comunicò all’attore che era stato scritturato proprio perché non aveva l’“aspetto degli altri giovani di Hollywood”!  Per quanto riguarda Rachel McAdams invece, si dice che l’attrice abbia avuto meno di un giorno per prepararsi al provino perché avrebbe ricevuto il copione solo la notte prima dell’audizione, mentre era alla prima di un altro film. La registrazione del suo provino è eccezionale, tanto che ha battuto Reese Witherspoon e Jessica Biel.
Pare inoltre che i due attori al tempo delle riprese non andassero per niente d’accordo: l’eccezionale chimica tra Noah e Allie è rimasta nel cuore di tutti, ma dietro le quinte Ryan Gosling e Rachel McAdams non si sopportavano. Litigavano così tanto che Gosling arrivò al punto di chiedere che fosse un’altra donna a provare con lui le battute durante le pause. Tutto ciò è molto divertente sapendo che poi Ryan e Rachel sono stati una coppia per ben due anni!
Per molto tempo, “Le Pagine della nostra vita” è stato il film di Ryan Gosling con più successo, probabilmente fino a La La Land. Il film è uscito nel 2005 e da lì la sua carriera è stata tutta in salita dato che ha cominciato a comparire in film famosissimi come Drive Crazy, Stupid, Love. Ma “Le pagine della nostra vita” ha incassato più di tutti questi: 116.072.707 dollari.

Colpa delle stelle

L’ultimo film che ho scelto di presentarvi è “Colpa delle stelle” del 2014, diretto da Josh Boon. Oltre ad avere conquistato il boxoffice americano (incassando oltre 48 milioni di dollari nei primi tre giorni di programmazione), ha ottenuto ampi consensi da parte della critica e tra il pubblico giovanile è già un cult.

Il film racconta di Hazel e Gus, due ragazzi straordinari uniti da un amore travolgente. La loro relazione è quasi un miracolo, visto che si sono incontrati all’interno di un gruppo di supporto per malati di cancro. Hazel, sedici anni e affetta da un tumore ai polmoni, vivrà un’avventura incredibile al fianco di una persona che non ha paura di amare, un ragazzo che le regalerà “un pizzico di eternità, un per sempre in una manciata di giorni”.

“Colpa delle stelle” si basa  sull’omonimo libro di John Green.  Bestseller ormai da anni stabilmente tra i primi dieci romanzi più venduti in America (oltre 9 milioni di copie), anche in Italia ha conquistato la top ten dei libri più venduti.
Il titolo del libro e quindi del film è una variazione di una frase del Giulio Cesare di William Shakespeare: “”La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi”.
Ancor prima che il romanzo fosse pubblicato, Hollywood ha bussato alla porta di Green. Lo scrittore trentasettenne non era però convinto di voler cedere i diritti del suo romanzo al cinema: “È una storia molto intima e personale e non riuscivo a immaginarla trasformata in un film”.  Il produttore Wyck Godfrey, che già aveva prodotto la serie Twilight, ha compreso la riluttanza dell’autore ma non ha mollato: “Stavamo cercando un prodotto che fosse in grado di trasmettere qualcosa di autentico ai giovani spettatori e Colpa delle stelle è un’ottima fiction per i giovani adulti”. Green spiega che dopo aver incontrato Godfrey e Isaac Klausner, il produttore esecutivo del film, ed aver ascoltato in prima persona l’impegno dei due filmmaker a restare fedeli ai temi e ai personaggi del libro, si è convinto che fossero le persone giuste per portare la storia sul grande schermo. “Una delle cose che Wyck mi ha detto durante quei meeting è stata: “Ci rendiamo conto che non hai scritto un libro sul cancro, e noi non intendiamo fare un film sul cancro'”, ricorda Green. “Wyck voleva evitare eccessi di sentimentalismo e lezioni di gratitudine. Voleva solo che il film fosse onesto, allegro, una celebrazione della vita. Ed io la pensavo esattamente nello stesso modo”. Così, quando è stato dato il via alle riprese, John Green è stato presente per la maggior parte del tempo sul set per dare suggerimenti e consigli al cast.

I due protagonisti sono interpretati da Shailene Woodley e Ansel Elgort.
Shailene ha voluto fortemente la parte: “Volevo recitare questo ruolo a tutti i costi, infatti ho inviato una lunga mail a John Green su quanto ho amato questo libro e su come avrei voluto interpretare il ruolo di Hazel”, ha raccontato la Woodley “Quando ho incontrato i dirigenti dello studio ed i produttori, gli ho detto che sarei stata disposta a fare l’assistente di produzione o la figurante, bastava che mi avessero coinvolta nel progetto!'”.
Ma Shailene ha presto convinto tutti, dopo che erano state provinate ben 150 attrici per la parte di Hazel.
Shailene Woodley è stata costretta a tagliare i lunghi capelli per girare “Colpa delle Stelle” e ha deciso di donare le sue ciocche all’Associazione benefica Children With Hair Loss, che si occupa di creare parrucche per i bambini malati di cancro.
Per quanto riguarda Ansel Egort invece, è stata la stessa Shailene a suggerirlo per il ruolo di Gus. I due sono molto amici e “Colpa delle Stelle” non è il primo film che girano insieme. I due attori, prima di essere fidanzati nei panni di Hazel e Augustus, sono stati fratelli nella saga di Divergent.
“Colpa delle stelle” è un film emozionante e sincero, tenero e struggente, capace veramente di toccare le corde più sensibili dello spettatore, senza però mai cadere nel manierismo e nella ricerca della lacrima facile.

 

 

 

 

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Biografia Angela Bevilacqua

Angela Bevilacqua
Classe 1996 da sempre apassionata di cinema e di scrittura. A diciassette anni ha realizzato il suo primo cortometraggio “Il teatro dei ricordi” interpretato dall’attore francese Jean Sorel, presentato come evento speciale al festival di Giffoni. Nell’anno 2017 ha pubblicato il suo primo romanzo intitolato “La Città del Vizio” edito da Guida Editori.

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