Sanremo 2021: promossi & bocciati

Settimana musicale come da copione annuale. Nonostante la pandemia il Festival di Sanremo è arrivato per farci trascorrere una settimana gradevole.  Il Covid ci ha limitato un po’ in tutto ed il Festival ne ha risentito. Non ci saranno feste, eventi, passerelle con fiumi di gente in strada a caccia del Vip e non c’è il pubblico in sala. Ma purtroppo così deve andare. Va bene, per noi da casa non cambia nulla, lo show va avanti e ce lo godiamo tutto.  La “bolla”, come qualcuno ha definito questo Festival-Covid è gonfia di belle sorprese.

Il Festival resta un grande evento e quest’anno giunto alla settantunesima edizione non ci sta risparmiato emozioni, belle e brutte canzoni, sorprese e divertimento. In attesa della finale di sabato prossimo, come ogni anno vi racconto un po’ le mie impressioni.

I cantanti sono 26 e la musica spazia verso tutti i generi. Da “Oriettona” Berti a Madame, per farvi capire! Un ventaglio di canzoni scelte da Amadeus, eccellente padrone di casa, che accontenta tutti i palati musicali.

  1. Francesco Renga – “Quando trovo te” . Carriera ventennale ed estensione vocale pazzesca, ma sempre uguale se stesso. Perché Renga non osa mai? Compitino impeccabile. Solo per i veri ammiratori del “Renga sound”. Bocciato
  2. Coma_Cose – “Fiamme negli occhi” I fidanzatini di Peynet dell’ indie pop, faccia a faccia e di rosso vestiti. Impeccabili, veri artisti genuini con la giusta gavetta. Meritano il grande salto. Promossi
  3. Gaia – “Cuore amaro” Un bel ritmo latino, mi sono alzato per “ballicchiare”. Lei, bella e intonata anche se ricorda un po’ la Lamborghini. Fortunatamente mi sono sbagliato a considerarla un clone “portoghese” di Elisa. Promossa
  4. Irama – “La genesi del tuo colore”. Irama è uno degli immancabili ex Amici, quota sempre presente al Festival. Rivoluziona il look, da duro con un pezzo tirato rock/dance. Bravo, non me l‘aspettavo. Promosso.
  1. Fulminacci – “Santa Marinella”. Il titolo mi lasciava perplesso. Però poi ascoltandola mi sono ricreduto. Ha uno stile originale, ed ha solo un anno alle spalle di attività. Bravo! Promosso
  2. Madame – “Voce” la più giovane del Festival. Il look migliore della serata. Originale timbrica e testo. Madame è talentuosa, istrionica e queer. Promossa
  3. Willy Peyote – “Mai dire mai (La locoura)” Willy avrebbe fatto ballare tutto l’Ariston se fosse stato pieno. Rap nelle strofe e musica da ballare nell’inciso. Promosso
  4. Orietta Berti – “Quando ti sei innamorato”. Onore e merito all’unica vera star di questo Festival. Impeccabile signora, senza inutili provocazioni come certe sue colleghe. Canzone in linea con la sua età, un po’ malinconica. Brava. Promossa
  5. Ermal Meta – “Un milione di cose da dirti”. Uno dei migliori cantautori degli ultimi anni, infatti il testo è da brividi. La dimostrazione che per avere seguito non bisogna essere per forza “strafighi”. Promosso
  6. Fasma – “Parlami” Non poteva mancare la Trap generation. Look da young-pappone. Ottimo il testo, Fasma si è meritato il salto tra i Big. Non ha deluso. Promosso
  7. Arisa – “Potevi fare di più”. Invece no cara Rosalba, non potevi fare di più. Sei stata perfetta! Questa volta ha scelto una melodia classica. Arisa è una garanzia della musica italiana. A parte il tubo del phon attaccato ai capelli e le imbastiture sulla giacca! Promossa
  8. Gio Evan – “Arnica” Si è presentato in pantaloncini, un vero fricchettone. Si proclama in più modi, tra cui poeta, autore e cantante, ma la canzone è carina. Mi aspettavo introspezione nel testo ed una musica vintage. Invece no. Bocciato
  9. Maneskin – “Zitti e buoni” Glam rock, energia, graffi vocali e riff di chitarre. I Maneskin portano la miglior canzone del Festival, ma lontana dalle “melodiette” sanremesi. E questo potrebbe penalizzarli. Bravissimi. Promossi
  10. Malika Ayane – “Ti piaci così” Charme, presenza scenica da diva consumata e carisma. Un bel pezzo ritmato che preferisco alle ballad. Lady Malika spacca di brutto con una sicura hit radiofonica. Promossa
  1. Aiello – “Ora” Aiello è già notissimo al pubblico giovane. Propone “Ora” senza infamia e senza lode. Canta(?) e sfila sul palco in total black style. Senza autotune però… Bocciato
  1. Max Gazzè e la Trifluoperazina Monstery Band – “Il farmacista” Max porta in scena una specie di operetta pop. Testo veloce come uno scioglilingua. Di questi tempi i farmacisti vanno forti. Promosso
  2. Ghemon – “Momento perfetto” Banale canzone. Il look peggiore della serata, inclusa la cannottiera da muratore in vista. Momento imperfetto, non ne ha azzeccata una: look, capelli, canzone e voce. Bocciato
  1. La rappresentante di lista – “Amare” Presentato come un gruppo”queer” mi aspettavo più provocazione nel testo e la musica è appena decente. Il look di lei molto bello, a parte gli orecchini. Bocciati
  2. Noemi – “Glicine”. Che posso dire, strafiga come non mai. Rigenerata. Noemi è una garanzia del Festival. Però ho notato che non porta mai la miglior canzone dell’album in uscita. Promossa
  3. Random – “Torno a te”. Random scrive dei testi molto maturi. E’ un vecchio giovane, sembra un pezzo alla Zarrillo. Andrebbe svecchiato e a 20 anni è un nonsense. E “Random” sta per le note che prende a casaccio. Bocciato
  4. Colapesce e Dimartino – “Musica leggerissima”. Sarà la volta buona che questi due artisti di nicchia riusciranno a fare il botto? No. Due pastelli Giotto, la canzone ha un “che” di scopiazzato da Alan Sorrenti. Bocciati.
  5. Annalisa – “Dieci”. Nali, come la chiamano i fan è deliziosa, molto bella, melodiosa. Sempre impeccabile ma sempre le stesse cose propone, non mi emoziona mai. Bocciata
  6. Bugo – “E invece sì”. Volevate sapere che fine avesse fatto Bugo? Ecco la risposta: è tornato per riprendersi il palco. Il look e l’aspetto sono sempre un po’ trasandati. La voce non è un granché ma è simpatico. Promosso
  7. Lo Stato Sociale – “Combat pop” Dopo gli Elio e le storie tese escono questi gruppi che sono dei cloni, senza mordente! Si, è allegra, ma già tutto visto e rivisto. Demenziali. Bocciati
  8. Extraliscio feat. Davide Toffolo – “Bianca luce nera” Pop rock da sagra della castagna/balera, ma che fine ha fatto il ”liscio”? E’ un esperimento vintage che ha il suo “perché” ma che io non colgo, visualizzo gli anziani che “dondolano” e i bicchieri di vino mezzi vuoti. Amadeus davvero ha incluso tutti generi musicali Bocciati.
  9. Francesca Michielin e Fedez – “Chiamami per nome”. Mi piacciono parecchio. Mr Ferragni ha fatto una buona performance. Lei sovrasta vocalmente lui. Bella alchimia. Nota negativa: il look di lei, troppo adulto… Promossi

Non resta che aspettare la serata finale di sabato 6 Marzo quando, con l’annuncio del vincitore, la bolla sanremese esploderà.

Please follow and like us:

Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno" e giornalista,Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

Check Also

Antonio Bracco, chef con un pizzico di LGBT

Antonio Bracco, pugliese di Barletta classe ’78 è uno dei partecipanti al Contest Food Lovers, …