Una settimana decisamente canora ci lascia alle spalle uno dei Festival di Sanremo più monotono e sottotono degli ultimi anni, anche dello stesso Carlo Conti.
Musicalmente nulla di che, dicono gli esperti, anche se probabilmente le canzoni ci accompagneranno fino all’estate, ma anche carente dal punto di vista dei protagonisti. Laura Pausini non ha conquistato al 100%, e tutti gli altri coconduttori sono stati tutti abbastanza anonimi e poco incisivi, persino comici apprezzati come Lillo o Siani hanno fatto i loro interventi ma non hanno entusiasmato…insomma non è stato il festival più riuscito degli ultimi anni, anche se non sono mancati momenti iconici come gli interventi di Frassica che si distingue sempre e Pantani con il suo Lapo stralunato. Tra i Big, spiccano Eros Ramazzotti e Achille Lauro che hanno saputo rubare la scena con qualità ed emozione. Poi ci sono gli inserimenti toccacuore come il coro dei diversamente abili che vengono più volte definiti speciali, in controtendenza con la nuova pedagogia dell’educazione che invece inverte la rotta sulla diversità che non va mai sottolineata evidenziata rappresentata perchè questo tipo di atteggiamento serve a contrario ad accentuarne le diversità intese come anomalie e anormalità e non unicità…ovvero la 105enne che ha votato la Repubblica nel 1946, tra le prime donne italiane al voto…ovvero Gino Cecchettin con le sue parole, il suo impegno e la sua emozione in un Festival che ha acclamato l’amore assoluto di Sal Da Vinci.
Resta la capacità serafica di Conti che è rimasto impertubabile anche a fronte delle mille polemiche…il bacio censurato di Gaia e Volante, spiegato dalla regia per una semplice manovra di inquadratura…ovvero la diatriba familiare Gassman-Morandi quest’ultimo accolto sul palco con acclamazione che ha scatenato l’ira di Alessandro Gassman sentitosi ingiustamente escluso dal palco sanremese…ovvero le scintille Grignani-Pausini dopo la sua cover di una Storia tra le dita ovvero la battutina di gelosia del conduttore sui jeans attillati indossati dalle ballerine in scena che avrebbe sconsigliato alla moglie di acquistarli, subito presa di mira dai detrattori del Festival che hanno costretto Conti ad esporsi domenica con un comunicato stampa per demolire l’attacco degli haters che lo hanno accusato di aver dimostrato un atteggiamento di gelosia possessiva, tanto osteggiato e condannato oggi giorno, in contraddizione evidente con la presenza di Gino Cecchettin le cui parole riecheggiano ancora., una cultura che per tanto tempo ha giustificato o ignorato il problema della violenza sulle donne” sul palco dell’Ariston Gino Cecchettin, padre di Giulia, la studentessa uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre 2023, evidenza che “Dobbiamo cambiare la cultura altrimenti cambia solo il nome delle vittime. E per farlo bisogna educare i giovani ad accettare un rifiuto e dire loro che un no è un no“. Ad un certo punto, mentre scorrevano le immagini sullo sfondo, Cecchettin si è fermato, commosso, vedendo sul display con tutti i nomi delle vittime di femminicidi anche quello di sua figlia.
E così l’Italia dell’ipocrisia ha seguito Sanremo, anche se non risulta dei più amati e ha eletto come vincitore assoluto Sal Da Vinci con la sua canzone d’amore fuori tempo, con una melodia napoletana di altro tempo, dedicata alla moglie e ai loro 40 anni insieme con tanto di fede tempestata di brillanti in primo piano, ad esaltare un amore tradizionale fatto di marito e moglie e consolidato in un per sempre si.
Eppure nonostante tutto questo romantico pensiero, Sal DaVinci è entrato nell’occhio del ciclone perchè accusato di aver cantato un amore eterno con una frase “per sempre si” che contraddice la libertà dell’amore, che si proclama oggi per combattere le forme di femminicidio generato da quelle forme di possesso e di supremazia nei confronti delle donne, spesso all’orgine dei peggiori assassini di donne di questo secolo. Proprio per questo, la partecipazione e vittoria di Sal Da Vinci con il suo brano ha scatenato polemiche da parte di alcuni settori femministi, che hanno criticato il testo definendolo una “regressione” a stereotipi patriarcali, trasformando la promessa di matrimonio in un tema divisivo, nonostante il forte consenso popolare.
Probabilmente, sarà anche cosi ma non solo la canzone vincitrice si sentirà, ma il vincitore si è guadagnato un bel tesoretto per il futuro con la sua melodia tutta romantica e sognante di un amore eterno.
E anche i temi proposti in questa edizione sono stati tutti concentrati sui temi dell’amore, inteso nelle diverse accezioni nei confronti dei genitori o dei compagni/compagne o di se stessi…i famosi temi sociali sono quasi del tutto scomparsi perchè mentre imperversa la guerra del mondo, è scomodo parlarne…
Ecco perchè mentre assistevamo alla lunga litania dell’ultima serata, il Medio Oriente, e non solo, era tempestato di bombe e di droni esplosivi ad opera di Trump e Netanyahu quasi come se la pace non fosse più un tema sociale, sentito dal pubblico, emozionante al punto da dare spazio ad un’edizione straordinaria dei tg…e no perchè Sanremo è Sanremo anche sotto le bombe.
E così mentre noi cantavamo e dormivamo sui divani in attesa della proclamazione del vincitore giunta quasi all’una di notte, Dubai veniva colpita nei suoi simboli occidentali e nelle basi militari, USA e anche italiane, e i nostri concittadini inviavano messaggi di aiuto e di richieste di soccorso perchè persino l’aeroporto è stato chiuso. Una Big Mama disperata che chiede di tornare in Italia e a sorpresa, si scopre che il ministro della difesa, Crosetto, è bloccato a Dubai, per motivi legati alla famiglia, mentre i droni colpivano la città…il ministro degli esteri, Taiani ignorava la sua presenza a Dubai…e così il ministro della difesa è rientrato in Italia ieri sera con un volo costato un occhio della testa, non senza comprendere come fosse possibile che stesse proprio lì…a dimostrazione che nonostante l’amicizia americana vantata dall’attuale Governo, nessuno aveva avvisato l’Italia di questo attacco.
Quanta ipocrisia e quanta superficialità il mondo sta vivendo, dimentico del valore della pace che come ha scritto qualcuno è diventato un fatto privato, non interessa più a nessuno. I potenti del mondo sono troppo presi dagli interessi, e in modo spregiudicato mirano solo a tutelare questi interessi e come ha dichiarato Michele Serra a Che Tempo che fa, gli Stati Uniti sono bravissimi “a portare la pace nei territori colpiti e” a trovare il petrolio .
Scompare l’aspetto dell’umanità della pace e della pace per l’umanità che si sconta con l’approssimazione, l’egoismo, la supremazia, l’abuso di potere, l’albagia come diceva Totò.
Anche il piccolo Domenico, la cui storia ha scosso il mondo, e il suo cuore sono stati vittima di un sistema fatto di superficialità e di errori “disumani” visto l’esito perchè tutta la vicenda del trapianto giorno per giorno si tinge di grigio, di chiaroscuri a partire dal contenitore inadatto utilizzato per il trasporto non di una merenda da asporto, ma di un cuore salvifico, asportato da un bambino di 4 anni per essere donato e tornare a nuova vita per il piccolo Domenico.
Contenitore inadatto, ghiaccio bollente, scaricabarile tra i responsabili della vicenda, sala operatoria sbigottita, bimbo senza cuore sul lettino “con il torace svuotato – emerge dalle testimonianze” e una scena inaccettabile durata ben 20 minuti nel tentativo di scongelare un organo indurito dal ghiaccio secco, con manovre improprie, quali getti di acqua calda o tentativi di ripristinarne la funzione, ma soprattutto dalla mancanza assoluta di responsabilità da parte dei personaggi coinvolti dalla vicenda, nessuno ha fatto mea culpa.
E così dalle chat degli infermieri, emerge un quadro drammatico per il panico nella sala operatoria parlando della scelta del primario di effettuare prima della verifica del cuoricino donato, già la cardiectomia “Non va…zero…il cuore è una pietra” la risposta della caposala, e l’infermiera risponde: “Mamma mia, se lo portano sulla coscienza”.
Il piccolo Domenico era destinato fin dai primi istanti al destino doloroso a cui è stato condannato per una triste concatenazione di eventi, ma come sia stato possibile che nessuno fermasse questa catena di errori per provare a salvare una piccola vita di un bambino gioioso.
Resta l’amarezza di una incuria dolosa che è costata la vita al piccolo Domenico condannando la sua famiglia ad un dolore eterno.
Regna il voyeurismo spregiudicato di chi si ingozza di brutte notizie e si riempie la bocca di pace, umanità, solidarietà, lotta alle disuguaglianze, abbattimento degli stereotipi di genere, valorizzazione dell’essere umano nella sua unicità…dimentichi di tutto questo…se nemmeno un bambino e la sua tenere dolce piccola vita riescono a smuovere le sensibilità e le emotività di fronte alle piccole paure del quotidiano e di fronte alle responsabilità delle proprie scelte…cosa possiamo aspettarci da chi spara bombe contro altri popoli in nome di una pace inesistente e di una supremazia del potere personale assoluto e delle proprie idee che sta rivoluzionando il mondo, peggiorandolo decisamente.

